Intervista a Giusy Versace. La sua battaglia per aiutare i più deboli.

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Figlia di Alfredo Versace, cugino dei noti fratelli Donatella, Santo e Gianni Versace, si occupa di moda fino a quando, il 22 agosto 2005, all’età di 28 anni, è vittima di un grave incidente stradale che le fa perdere le gambe.

Giusy Versace

Lei è Giusy Versace una donna in gamba che non si arrende, anzi lotta come una leonessa e con le sue gambe in fibra di carbonio vince 11 titoli italiani nella corsa.
Partecipa a “ballando con le stelle” e conduce nel 2015 il programma “Alive, la forza della vita” su Rete 4. Sempre nel 2015 conduce “la Domenica sportiva” su Rai 2.
Dopo la medaglia d’argento nei 200 mt nel 2016 corre ancora fino ad arrivare “di corsa” a Montecitorio nel 2018.
In occasione di una sua visita a Bergamo per sostenere il centro destra la incontro.

Intervista a Giusy Versace. La sua battaglia per aiutare i più deboli.

Quando arriva nel locale porta una ventata di freschezza, bellezza e allegria.
Non smette mai di sorridere, mi abbraccia per la foto, scherza con tutti.

Giusy Versace

Una bella donna, simpatica e soprattutto preparata.
Giusy Versace è molto operativa nel sociale e mi pare di capire che “l’aiuto ai più deboli” sia al centro della sua vita.

Lei pensa che “essere donna” in politica sia uno svantaggio pur essendo nel 2019?
Nessun svantaggio.
I tempi stanno cambiando e l’essere donna non credo affatto sia un ostacolo.
Se hai grinta e determinazione riesci a trovare lo spazio giusto.
Forse bisogna ancora sgomitare un po’ per farsi valere e rispettare ma sono fiduciosa.

C’è stato uno stimolo in particolare a darle la forza di affrontare una nuova vita dopo l’incidente?
Certamente. La fede mi ha aiutata a non arrabbiarmi o incattivirmi. Accettare un cambiamento così forte ed inaspettato non è stato immediato. Si è trattato di un percorso che mi ha consentito di tirare fuori un amore per la vita che io sessa non credevo di avere.

Cosa deve cambiare principalmente affinché la futura generazione possa vivere “meglio”?
La cultura.
I ragazzi hanno bisogno di esempi belli ma anche di imparare a rispettare un po’ di più la vita oltre che le regole.
Se li si accompagna e gli si spiega che è necessario allenarsi anche a vivere e che è importante condividere e prestarsi agli altri, forse vivremo tutti in un mondo più bello e solidale.

Cosa suggerirebbe a quella parte di giovani “annoiati” per vivere MEGLIO?
O ai loro genitori…
A guardare alla vita con un regalo.
Niente è scontato ed ogni cosa va guadagnata e soprattutto apprezzata. Questo, a volte, comporta anche rinunce e sacrifici. Non si puo’ avere tutto ed oggi ahimè viviamo in un mondo dove forse abbiamo anche troppo.

Questo porta spesso a dimenticare l’importanza delle cose semplici, dei gesti, del valore dell’amicizia e dell’importanza della famiglia.

Vedo molta gente sola e da soli si crolla più facilmente.

Ho avuto modo di incontrare persone sole, che pensano di non farcela.
Anche per questo ho scelto di fondare la Onlus Disabili no limits, per regalare sorrisi e nuove opportunità di vita.

Ho scritto ‘wonder giusy‘ il mio nuovo libro illustrato per bambini con l’intento di aiutare i più piccoli ad approciarsi alla disabilità con normalità aiutandoli a comprendere che nella vita nulla è scontato e tutto diventa più prezioso se lo condividi con gli altri.

Anche la politica arriva per questo motivo, per quello spirito di prestare la mia voce a chi non ce l’ha e con l’obiettivo di provare a migliorare e garantire quei diritti spesso negati soprattutto ai più fragili.

Tutti possono dare un contributo, a tutti i livelli. Ognuno nel so piccolo.
L’impegno di tanti consente di fare cose grandi per l’intera collettività.
Credo che per combattere le forme di violenza e discriminazione a cui spesso assistiamo, oggi serva gente che ci creda davvero e che abbia voglia di lottare per annullare l’arroganza, l’odio e l’invidia che stanno dilagando nel nostro paese.
Alzare il livello culturale oggi, secondo me, è fondamentale.

Elisa, mamma, piemontese, politically correct, mi piace scoprire il "vero" di ogni cosa. Ho vissuto in Spagna, lavorato anche all'estero, ma ora faccio la mamma e sono nella "cumpa" delle new mums

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