Italiani, brava gente

Ultima modifica 20 Aprile 2015

In questi giorni campeggiano sui giornali foto immortalanti l’aiuto che alcuni bagnanti, presenti sulla spiaggia davanti alla quale si era arenato un gommone di migranti, hanno prestato agli stessi facendo loro raggiungere la riva.

E i nostri media hanno raccontato la cosa come un evento significativo della volontà italica di prestare non solo aiuto e conforto ai derelitti, ma della nostra disposizione d’animo ad accoglierli nel nostro paese senza se e senza ma.

Il che non è vero, è una mistificazione, è un travisamento della verità.

Chi, vedendo una persona, non ha importanza l’età, ne il colore della pelle, ne la religione,  in affanno ed in pericolo, non presta soccorso, non aiuta?

Bene, direte voi, chi investe e scappa, ma quelli sono responsabili dell’accaduto e fuggono per timore delle conseguenze, per non pagare il fio dei loro atti, quelli sono delinquenti.

Così i bagnanti di quella spiaggia siciliana, hanno prestato aiuto, senza chiedersi perché, senza pensare a nulla.

Hanno agito come molti, moltissimi di noi avrebbero agito in circostanze simili, ma questo non significa che ognuno di noi pensi che sia giusto accogliere tutti, perché non è possibile, non ce lo possiamo economicamente permettere.

Non  c’è lavoro per tutti, non c’è possibilità di vita decente per tutti e sono molti, troppi coloro che scappano dalle loro terre, dai loro paesi per sfuggire non solo la fame, ma le guerre, le guerriglie, i dittatori.

Scappano perché non possono, o non vogliono, combattere per la loro libertà, sono sopraffatti dai prepotenti, non sono uniti contro il nemico, interno od esterno, che li opprime, che li uccide, che gli impedisce di vivere.

E allora scappano, in condizioni disperate, fuggono verso quello che loro pensano un eden, sopportando disagi e sofferenze, fame e sete, spendendo tutto il loro denaro per pagarsi un passaggio su barconi fatiscenti, mal condotti, che possono vagare anche settimane in mare aperto, con la sola speranza di raggiungere una terra.

Ma è solo un miraggio.

Quando lo raggiungono, sono si aiutati e soccorsi, ma vengono rinchiusi in centri sovraffollati, trovano di che mangiare e bere, ma non sempre secondo le loro abitudini e gusti, e non sempre si adattano, sovente protestano e scappano.

In cerca di che? Del loro sogno? Del Paradiso Terrestre?

Ma trovano una realtà diversa da quella attesa.

Trovano diffidenza, usi e costumi diversi dai loro e, e soprattutto, non trovano di che vivere.

Non un lavoro per tutti, non una casa, una vita, magari semplice, ma loro, a loro misura.

Trovano condizioni disagiate, forse meno penose che nei paesi da loro lasciati, ma dure e difficili.

Non conoscono ne la lingua, ne le abitudini, ne le leggi e gli usi, sono sperduti in mezzo a gente che diventa sempre più ostile.

Si ostile, perché loro non si confrontano con i ricchi, con coloro che magari si servono di loro, pagandoli poco ed in nero, no loro vivono in mezzo ai penultimi, a coloro che si arrabattano per vivere onestamente, che faticano a sopravvivere.

Vivono a stretto contatto con coloro che pagano il fio del loro arrivo, che dopo aver condiviso, magari, con loro il pane, a lungo andare si irrigidiscono e si chiedono perché!

Perché coloro che detengono il potere e le ricchezze, li ammoniscono, li condannano per la loro ingenerosità, per la loro insofferenza, senza sapere, senza pensare che sono loro a pagare lo scotto, loro che, per esempio, devono viaggiare su treni fatiscenti in compagnia di moltitudini degli altri sdraiati sui sedili, con i sacchi delle loro mercanzie, loro che devono vagare per cercare un posto in piedi, senza che un controllore passi a verificare le situazioni.

No lor signori hanno la macchina blu con relativo autista, viaggiano gratis sulle frecce o volano su aerei di Stato o su quelli di compagnie, ma sempre free of charges, per loro, ovviamente, perché c’è sempre uno ( o molti) che paga!

E questi signori benpensanti ( ma malagenti) sono i primi a fare uno spot di un episodio, salvo poi a dire che l’Europa deve aiutarci!!!!

Che l’Europa deve assumersi la responsabilità della vita dei migranti, ma, come sempre, solo a parole.

Perché, e l’episoio è di recentissima attualità, quando Malta ( disperata per il numero degli approdati sul suo territorio) si rifiuta di accogliere un numeroso gruppo, tranquillamente imbarcato su di una nave al largo dell’isola, i nostri fanno il grande gesto di accoglierli e incassano il plauso dell’UE!

Perché non hanno chiesto alla stessa UE di accogliere i migranti? Perché non hanno rimandato al mittente il plauso?

Perché non battono il pugno sui tavoli dei commissari europei e pretendono che si facciano carico anche loro dei migranti?

Perché?

Forse perché non si rendono conto, forse perché non sono in grado di ricoprire i ruoli a loro assegnati?

Forse…

Graziella Minetti

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