La giornata tipo di una massaia italiana in Cina

Ultima modifica 19 Novembre 2019

Ore 6.30 tempo di alzarsi e svegliare i bambini.

Dopo una colazione a base di latte e biscotti (abitudine tutta italiana che non abbiamo assolutamente perso!) i ragazzi si infilano la divisa e scendono alla fermata dello scuolabus, che parte alle 7.30 dallo spiazzo sotto casa.

Possono andarci da soli.

Devono solo fare 26 piani in ascensore, attraversare il giardino condominiale e raggiungere l’ingresso del compound.
Nonostante la Cina sia uno dei paesi più sicuri dove vivere, gli ingressi sono sempre sorvegliati da guardie.

Ore 8.00 Spesa e Caffè.

Mi siedo in poltrona con una tazza di caffè solubile e, cellulare in mano, faccio un po’ di spesa. Mi collego all’applicazione di JD, uno dei più grossi online store in Cina, e compro pasta, olio, crackers, farina e tutti i prodotti per la casa.
Pago direttamente dal telefonino usando WeChat Wallet.
Entro domani mattina (ma presumibilmente entro stasera) mi consegneranno gli scatoloni sulla porta di casa. Comodissimo per me che non ho la macchina!
Per guidare in Cina serve fare la patente cinese. Io però non ho mai avuto il coraggio di cimentarmi nel traffico di qua, che segue regole non scritte tutte speciali.

massaia in cina

Ore 9.00 E ora che si fa?

La giornata di una donna che non lavora può essere lunga e va riempita in qualche modo.
In Cina non è semplice per le mogli accompagnanti ricrearsi un percorso lavorativo e per qualcuna questo vuoto è difficile da sostenere. C’è chi si dedica alla beneficienza e visita i bambini dell’orfanotrofio, chi alla salute del proprio corpo e va in palestra tutti i giorni, chi studia il cinese all’università. E poi c’è chi è contenta di prendersi una pausa dalla frenetica vita della donna che lavora e si gode il periodo di inattività. Come la mia amica francese che mi ha appena mandato un messaggio su WeChat invitandomi ad andare con lei a fare un massaggio ai piedi, pratica molto diffusa in Cina. Declino gentilmente, dato che io ho scelto di utilizzare il mio tempo dedicandomi alla mia più grande passione: scrivere e a promuovere i miei libri.

Ore 11.30 Oggi mollo il lavoro prima del tempo.

C’è una signora italiana arrivata da poco che, come prevedibile, si sente persa e bisognosa di consigli e ci vedremo per pranzo. Mi vesto in tutta fretta ed esco. Per arrivare al luogo dell’appuntamento ho diverse possibilità: metropolitana, autobus o taxi.
La prima è nuova fiammante (la prima linea è stata inaugurata nel 2013), immacolata e veloce, ma la fermata è un po’ distante da casa mia. I bus sono anch’essi puntuali e frequenti. Ma siccome sono già un po’ in ritardo, decido di andarci in macchina.
Fra il taxi e il Didi (versione cinese di Uber), preferisco la seconda scelta.
Le macchine sono più nuove, non puzzano di fumo e gli autisti sono di solito più prudenti e meno scapicollati di quelli dei taxi. Entrambe le tre alternative sono molto economiche: metropolitana e autobus costano meno di trenta centesimi di Euro, mentre un tragitto di 15 minuti in taxi circa due Euro.

Ore 12.00 Pausa Pranzo

massaia in cina

Le scelte gastronomiche a Suzhou sono pressoché infinite. Nei centri commerciali e nelle zone pedonali dedicate allo svago (come ad esempio Moon Harbor o Times Square) ci sono decine e decine di ristoranti di tutti i tipi. Dal piccolo giapponese che propone esclusivamente ramen in brodo, al ristorante cinese di classe dove si mangia l’anatra laccata, passando per il barbecue coreano, le tortillas messicane, la pizza italiana e i wurstel con crauti. Io la porterei ad assaggiare qualcosa di tipico, ma la signora non si è ancora adattata alla differenza dei gusti ed optiamo per una panetteria francese dove si può anche bere un caffè e pranzare.
La signora resta però delusa: il suo tramezzino ha un retrogusto dolce, come quasi tutto il pane che si vende in Cina. E il caffè… beh, il caffè…

Chiacchieriamo del più e del meno, mentre la inserisco nei gruppi WeChat delle italiane in città, delle compravendite di usato, delle mamme straniere. WeChat è l’applicazione senza la quale in Cina sei tagliato fuori e i gruppi un metodo molto utilizzato per connettersi con le persone, chiedere consigli, reperire indirizzi di negozi o qualsiasi informazione utile.
Le offro il pranzo, pagando il conto con (indovinate?) WeChat direttamente dal telefonino. Oramai nessuno si porta più dietro contanti, in Cina!

Ore 14.30 Me ne torno a casa con calma.

Oggi i miei figli arrivano con il “Late bus”, perché si fermano a scuola a fare le attività extracurricolari (sport, attività manuali, lego e scacchi ad esempio).
Ho tutto il tempo di fermarmi agli armadietti di metallo che si trovano sotto casa, nel giardino condominiale, dove i corrieri depositano le consegne in arrivo.
Ho comperato degli articoli su Taobao, il famoso portale di acquisti online, e devo ritirare i miei pacchetti. E’ tutto automatico: mi è arrivato un codice sul telefonino, lo inserisco sulla tastiera dell’armadio e si apre il vano dove il corriere ha messo le mie cose, non devo far altro che prenderle e portarle a casa.

Ore 17.00 Accidenti! Ho scordato di comprare il latte per domani mattina ma ormai sono a casa coi bambini ed è tardi per uscire.
Niente paura: mi aiuterà un’altra applicazione, Dianping.

Non devo fare altro che ordinare la mia spesa su uno dei negozi che l’applicazione riconosce essere vicino casa mia ed entro mezz’ora arriverà sulla porta il ragazzo delle consegne con il mio pacchettino. Si può ordinare dai supermercati, dai negozi di frutta e verdura ma anche dai ristoranti, così non serve nemmeno cucinare. Quest’ultima opzione è molto usata dai cinesi, che in casa cucinano poco e preferiscono ordinare cibo take-away. La vita in Cina, decisamente, incentiva la pigrizia!

Ore 18.00 Io per ora faccio all’italiana e la cena me la cucino da me!

Ma qui in Cina mancano, ovviamente, tutti i prodotti che nel Bel Paese rendono facile e veloce metter su un pasto (salumi, formaggi, surgelati…) e bisogna ingegnarsi e cercare di capire come cucinare alla cinese, con le loro verdure e i loro condimenti. Io sono diventata brava a fare gli spaghetti saltati, con verdurine e carne, abbondante salsa di soia ed altri ingredienti segreti che ho imparato ad usare qui. 

Ore 21.00 Un’altra giornata è finita.

Non so perché, ma ho sempre la sensazione che qui in Cina il tempo corra più veloce che mai. Forse perché quando vivi immerso in un’altra cultura tutto ti sembra più intenso, ogni giorno è diverso dall’altro e sei costretto, volente o nolente, ad affrontare avventure sempre nuove. E così ti sembra di vivere cento vite, non una! Poi qui in Cina i cambiamenti sono all’ordine del giorno, il paese corre sia dal punto di vista tecnologico che da quello dello sviluppo urbano e lo stesso panorama dalla finestra può cambiare da un giorno all’altro. 

Ore 23.00 mi assopisco ascoltando il lieve rumore che proviene dalle finestre: il suono della città addormentata. Domani mattina alle sette dalla strada sentirò i rumori dei clacson, il vociare dei bambini che si recano alla scuola pubblica sotto casa, la musica ritmica che proviene dagli autobus quando si fermano alle fermate.
Ma ora tutto tace e l’aria è incredibilmente quieta. Buona notte Suzhou.

Rispondi