La Sfida delle Mamme: da che Parte State?

Ultima modifica 14 Ottobre 2019

Mamme fantastiche vs Mamme tornate in voi.

sfida delle mamme

Questo è quello che mi è venuto subito in mente quando ho letto della Sfida delle mamme.
Il mondo che sta sui social da qualche giorno non fa che parlare di questo.
Tutte le mamme credo si siano espresse e hanno preso posizione: con l’uno o con l’altro.

In primo luogo: cosa è la Sfida delle Mamme?

sfida delle mamme

Non so da dove sia partita, ma come tutti i fenomeni virali in rete basta pochissimo e diventano, appunto, condivisi decine di migliaia di volte, virali.
La sfida delle mamme consiste nel pubblicare tre foto sul proprio profilo facebook, mostrando i propri figli, cosa che mamme orgogliose (alcuni le tacciano di narcisismo, di voyeurismo ecc ecc) fanno sempre, e se invitate, anche molto più volentieri.

La sfida delle mamme poi invita le stesse che hanno pubblicato le foto a coinvolgere altre mamme amiche, credo 10 per l’esattezza, che dovranno ripetere la stessa cosa.
Un po’ come il gioco dell’aeroplano che andava di moda negli anni della mia gioventù (non lo ricordate? Era un gioco piramidale dove si davano qualcosa come 50 mila lire a chi ti aveva invitato e si invitavano 6 amici, ognuno dei quali dava a te il “Bernini” e questi 6 invitavano altrettanti 6 a fare lo stesso. Ovviamente ad un certo punto il gioco si saturava e una platea infinita di gente restava a non trovare più 6 persone, avendo già “anticipato” le 50, con buona pace dei giochi truffa).

Figurati se non trovi dieci amiche con figli che non perdono occasione di mostrare in rete i progressi dei propri figli, mentre muovono i primi passi, mentre acchiappano il primo cucchiaio o hanno appena smesso il pannolino.

Non vuole assolutamente essere una nota polemica, noi mamme si sa, ci entusiasmiamo anche quando i nostri figli suonano un tasto di un pianoforte, pensando di avere in casa il nuovo Mozart!

Tornando alla sfida delle mamme, si diceva.

In questi giorni di mamme che hanno risposto all’appello ne ho viste anche sulla mia bacheca, ma ne ho viste altrettante indignate, non voler partecipare a ‘sta catena di Sant’Antonio (attenzione che in rete è tutto amplificato, ma le catene mica le ha inventate internet, c’erano già ai tempi del paleolitico, solo che prima ci mettevi pure il francobollo di tasca tua).
Per fare “chiarezza” è intervenuta persino la Polizia di Stato.

La Polizia di Stato e la sfida delle mamme.

Sulla pagina facebook della Polizia di Stato è apparso, sempre nei giorni scorsi, un avviso, peraltro duro e ai limiti dell’offensivo.

“Mamme, tornate in voi”, tuonava il post!

 

sfida delle mamme

E raccomandava prudenza a chi avesse preso parte alla sfida, o a chi ne avesse letto l’esistenza.

Devo dire che il fatto che la Polizia di Stato abbia fondato una pagina facebook per contrastare truffe, inganni e raggiri è comunque un buon segno.

Il come però, a mio modesto avviso, in questo caso, è risultato poco efficace.
Il post avvisava le mamme di possibili raggiri ai danni dei loro bambini, le cui foto facevano bella figura sulle bacheche, ma che hanno ovviamente cominciato a girare vorticosamente in rete proprio a causa della sfida delle mamme.
La Polizia avvisava che i pedofili sono sempre in agguato, che spesso le immagini dei siti porno sono proprio create ad arte con volti rubati da bacheche di ignari utenti e così via dicendo.
Non che fosse una novità, aggiungerei io.

Purtroppo, a dispetto della privacy, chiunque pubblichi in rete una parola o un’immagine deve essere cosciente che tutto quello che dice o pubblica potrebbe essere usato contro di lui/lei.

Non solo in questa sfida, che puntualizzo, io non ho accettato.
Mamme, tornate in voi: se non volete ritrovarvi il visino di vostro figlio in mano a un eventuale pedofilo secondo me non dovreste accettare la sfida.

Però…

…non dovreste neanche mai pubblicare un occhio di vostro figlio, un orecchio, insomma, fate piazza pulita di ogni immagine di minore e avrete la certezza che i pedofili non entreranno nella vostra vita virtuale.
Pensate che poi, in un epic fail clamoroso, la stessa Polizia di Stato, in un buongiorno recente sulla sua bacheca ha pubblicato l’immagine di tre bambini in divisa da agente, come proprio a voler dire “Tiratemele appresso le polemiche!”.
Questo per dire che purtroppo le foto dei bambini in rete si trovano dappertutto, non sarà una mamma rinsavita ad arginare l’emorragia di volti innocenti pronti ad essere photoshoppati da un pedofilo a Taiwan o in qualsiasi altra parte del mondo che abbia una connessione.
Se invece non vi frega niente di vedere rubata la vostra vita virtuale, fate un po’ come volete, ma state almeno attente alla vita reale.

Al parco, a scuola, a catechismo, di storie bieche sono piene le cronache, e io, che pure sono talebana, e non ho mai voluto diffondere immagini dei miei figli (che avranno tutto il tempo, se e quando vorranno, di scattarsi selfie e di pubblicare essi stessi), ho molta più paura di questo che non del video di un pedofilo.

Non voglio però andare contro la buonissima intenzione della Polizia, che fa un lavoro che dovrebbe essere pagato a peso d’oro, contrastando anche in rete i reati sessuali e gli inganni ai danni di poveri ingenui.
Io credo di avere preso posizione, più o meno: non creiamo falsi allarmismi, ma dall’altro lato mettiamoci tutti di impegno a non foraggiare loschi traffici in rete con un po’ di buon senso; e se proprio vogliamo, le foto dei nostri figli, facciamole con una reflex al parco, e mostriamole ai nonni in casa!

Alessandra Albanese

2 COMMENTS

  1. Io penso che invece di creare allarmismi e panico tra chi non sa muoversi nel mondo digitale, sarebbe stato più utile informare le mamme su come proteggere la privacy dei propri frugoletti… FB e gli altri social hanno sezioni dedicate alle impostazioni per la protezione dei propri dati. Le foto dei miei figli le vedono ad esempio solo i miei amici (che conosco da tempo) e ho levato il flag che consentiva agli amici degli amici taggati di vedere quanto pubblico io. Addirittura si può scegliere nominalmente chi può vedere i propri contenuti. E allora mi chiedo perché le forze dell’ordine abbiano scelto di dare informazioni allarmistiche, più giornalistiche che divulgative, anziché consigliare quale sarebbe stata la strada migliore da percorrere. Però è anche vero che non tutti si prendono 5 minuti per settare le impostazioni. Io mio malgrado l’ho imparato con Google+, che aveva di default impostato la visibilità dei miei backup di foto al mondo… Per fortuna esiste anche lì la funzione “cosa vedono di me le mie cerchie”…. E si può scegliere.
    Che dire, per conto mio, tanto rumore per nulla… Ma anche questa è una peculiarità dei social e va bene così…..

  2. Certo, sarebbe opportuno avere il buon senso di impegnare qualche minuto a sistemare le regole sulla Privacy del proprio profilo se si decide di pubblicare fotografie dei piccoli. Complimenti per l’articolo e per la segnalazione Alessandra.

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