L’atteggiamento del nostro governo come si può definire? Spavalderia o….

Ultima modifica 20 Aprile 2015

Certo non sembra consapevolezza.

governo

Neanche tornando molto indietro nel tempo, quando ho iniziato a leggere i quotidiani e a sentire i giornali radio mi ricordo, e vi assicuro che non sono Pico della Mirandola ma mi ci avvicino molto, un governo che abbia festeggiato il compleanno.

In verità, se non si considerano i governi De Gasperi, i successivi duravano veramente poco, avevamo governi che duravano lo spazio di uno-due mesi e, specialmente in estate, venivano chiamati balneari.

Una non fiducia, le dimissioni, le consultazioni e subito un nuovo governo veniva sfornato, magari con la stessa maggioranza o anche no, ma con un programma nuovo e diverso o, magari, con le stesse identiche risoluzioni.

Avevamo politici che superavano se stessi nelle mediazioni, nei compromessi (Andreotti in testa), ma quando, per grazia ricevuta uno di loro superava l’anno non festeggiava, almeno pubblicamente, chissà se nelle segrete stanze si brindasse…………..

Ora abbiamo un governo, anzi un one man che ilare brinda raccontando folle e millantando opere, per la maggior parte non ancora iniziate o ancora in itinere ma delle quali vanta i risultati, vedi il job act che avrebbe secondo lui, prodotto effetti prima ancora di entrare in vigore.

È il caso dell’ex FIAT di Pomigliano che ha riassunto, parzialmente, i suoi operai in grazia del superamento dell’art, 18 e dell’ introduzione del contratto a tutele crescenti.

Peccato che a quegli operai si applichi il contratto in vigore e non quello contenuto nella nuova legge, ma tant’è il signorino ne rivendica il merito!

Sempre, in ogni sua intervista, in ogni conferenza stampa, sfacciatamente o sottotraccia introduce gli 80 euro l’unica, forse, sua promessa mantenuta anche se non completamente, perché molti non ne godono e non ne godranno, mentre creano delle disparità e dei privilegi.

Chiaramente se due coniugi, lavorando entrambi e guadagnando, ognuno, un importo compreso tra i due limiti, magari senza figli e con 1 o più alloggi di proprietà, magari con un più o meno sostanzioso gruzzolo ereditato, hanno goduto e godono di un beneficio di 160 euro, mentre se solo uno di loro lavora guadagnando 50 euro in più all’anno, con 2 figli, casa in affitto e nessun, nemmeno piccolo, patrimonio non ha beneficiato ne beneficerà in futuro, res sic stantibus, nemmeno di 1 euro!

Che dire poi della buona scuola?

Nulla si sa, nulla è scritto nero su bianco.

Hanno ascoltato tutti, dicono, ma poi faranno quello che vogliono, ascoltano, ma recepiscono?

Oppure si tratta solo di polvere gettata negli occhi e di quello che pensano gli altri, soprattutto gli addetti ai lavori, non gliene importa proprio nulla?

Ora hanno, ha, puntato il mirino sulla RAI!

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Che sia da riformare è certo, che sia una fonte inesauribile di sprechi è assodato, che sia mal diretta e mal governata anche, ma l’urgenza richiesta per modificarla per decreto legge non esiste, non è compresa nel dettato Costituzionale, checchè ne dica Renzi, ma il capo dello stato, che pure è un esperto in materia, o, almeno si dice che lo sia tace, perché?

L’ esultanza esibita nell’affermare, nel vantare le riforme già fatte (quali?) e quelle annunciate, la sua baldanza e il disprezzo dimostrato con parole sferzanti, ironiche o supponenti verso coloro che osano contrastarlo, che non condividono le sue idee hanno ormai superato ogni limite.

Io non ho una gran stima di Gasparri, anzi,ma da qui a pensare che l’Italia sia un gran paese per cui la Rai non possa essere governata da una legge chiamata Gasparri ce ne corre!

Ma lo sa Renzi che il suo, meglio, quello del governo da lui presieduto è esecutivo?

Che la Costituzione, ancora in vigore, affida al Parlamento il potere legislativo, cioè quello di fare le leggi?

Che i decreti legge sono un eccezione solo in caso di urgenza, vera e reale?

Che lui, sempre secondo la Costituzione è solo primus inter pares, che conta tanto quanto l’ultimo dei suoi ministri?

Sempre a’ sensi della Costituzione, s’intende.

Mi è sorto un dubbio: lui ha mai letto la nostra Costituzione?

Ha mai meditato sui sui contenuti, si è mai posto il problema del perché di certe assurde lungaggini, di certi doppioni, di molte che oggi paiono incongruenze?

I padri costituenti avevano timore di un ritorno del fascismo, avevano il terrore che un uomo solo potesse assumere il comando, con prepotenza se non con violenza, attirando seguaci, persone che, more solito, saltano sempre sul carro di un vincitore e hanno agito di conseguenza.

Hanno bypassato il vincolo di mandato così che ogni parlamentare fosse libero di esprimere il suo pensiero e questo per sottrarli a direttive di partito, ma non garantendo gli elettori.

Hanno pensato ad un bicameralismo perfetto sempre per paura che le leggi fossero imposte dall’alto.

Hanno separato nettamente i 3 poteri in cui si articola lo Stato ed hanno messo un garante, il Presidente della Repubblica, a vigilare su tutto.

Il problema è i passati presidenti hanno vigilato o si sono, almeno in parte, appropriati di un potere che nessuno aveva loro conferito?

È opinione comune che la magistratura abbia supplito alle carenze della politica, come è riconosciuto il ruolo diversamente importante assunto da Napolitano.

Ma aumentare o diversificare l’importanza dei ruoli non è consentito dalla Costituzione, ma non è consentito neppure non intervenire quando necessario.

Il primo ministro terrà il potere nelle sue mani e gli altri?

Glielo consentiranno abbassando il capo, tacendo o, pur protestando lo lasceranno fare per paura di perdere poltrone e benefit?

Nonna Lì

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