Lettera aperta

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

Giunto al termine del suo settennato il nostro Presidente ha avuto la strepitosa idea di visitare il carcere di s. Vittore. Perché lo ha fatto, sig. Presidente? Per rendersi conto, di persona, di quale non vita si viva in carcere? Per ribadire, in accordo con l’Europa, che quello è un contesto che disonora l’Italia? Non si è guardato dentro, sig. Presidente?

Non si è vergognato del lusso faraonico in cui Lei vive a spese di quel popolo a cui Lei richiede sacrifici? Non ha pensato che il denaro che finanzia il suo tenore di vita è una concausa della mancanza i risorse per altre finalità? E non mi dica, sig. Presidente, che Lei non è consapevole? Non si è reso mai conto, sig. Presidente, che i suoi sprechi e quelli del restante mondo della politica del quale Lei fa parte da tanto, tanto tempo hanno depauperato le risorse di questo nostro paese? E che, anche Lei, ne sia responsabile?

Ma vorrei dirle un’altra cosa: perché Lei segue la corrente? Perché focalizza la sua attenzione sulle carceri? Pensa che il come si vive là dentro sia un problema di assoluta priorità? Non le sembra più utile e opportuno spendere  il suo tempo, la sua parola ed il suo prestigio per problemi che richiedono una più immediata soluzione? Lo sa, sig. Presidente, che la casa di Peter Pan sta per chiudere?

La informo, in caso non lo sapesse, che la casa che offre un rifugio ai genitori dei bambini affetti da tumore, affinché possano restare vicino ai figli, è costretta a chiudere per mancanza di soldi. Non le sembra, questa, una prioritaria rispetto a quella di rendere più civile la vita nelle carceri? In fin dei conti I delinquenti che le abitano hanno commesso reati più o meno gravi, ma sempre di reati si tratta. Mentre quei bimbi non possono vivere la vita, sono gravemente ammalati, stanno patendo le pene d’inferno senza colpa, alcuni di loro, molti purtroppo, sono malati terminali.

È loro diritto avere accanto i genitori, e noi stiamo negando loro questo diritto che non è forse prioritario, non viene forse molto prima di quello di coloro che, a causa del loro comportamento criminale, sono ristretti in carcere? Vero è che in un mondo ideale anche all’ultimo dei delinquenti dovrebbe essere assicurato un vivere civile. Ma il nostro non è un mondo ideale, il denaro scarseggia e, quel poco che rimane, deve essere usato con estrema oculatezza.

Mi sarei aspettata, sig. Presidente, che a costo di diventare noioso, giorno dopo giorno, specie in questo suo semestre bianco, lei avrebbe bacchettato, insistentemente e senza soluzione di continuità, politici, parlamentari, consiglieri ecc. per gli sprechi assurdi, per l’uso distorto e voluttuario che fanno del denaro pubblico, dando, ovviamente, per primo l’esempio. Invece lei ha scelto s. Vittore!

Forse la mia speranza che un politico potesse agire con etica era, ed è solo un’utopia!

Peccato!

Nonna Lì

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