Lettura digitale: progresso o regresso?

Ultima modifica 20 Aprile 2015

In un passato non troppo lontano erano le librerie e le biblioteche sparse sul territorio i soli luoghi dove trovare i libri. Ricordo ancora i pomeriggi passati a cercare quel determinato libro che era necessario per saziare la mia curiosità o uno su cui passare 2 ore di relax o di impegno.

Ora esistono gli e-reader e i tablet che contengono centinaia di e-book e che ci permettono di leggere sul video tutto, o quasi, quello che vogliamo a prezzi decisamente contenuti senza muovere un passo.

e book

Io, sapete, non riesco a leggere un libro sul video, non cattura la mia attenzione, non ha la stessa capacità di concentrazione, lo stesso assoluto isolamento da tutto e da tutti che mi procura un libro stampato.

Pensavo che fosse un problema mio, che essendo abituata da tanti, tantissimi anni a tenere tra le mani un volume e perdermi tra le sue pagine, non ero in grado di passare ad un più moderno tipo di lettura.

Io appartengo a quella generazione che ha visto diffondersi le prime calcolatrici da scrivania, che ha imparato ad usarle sui banche di scuola e, vi assicuro, che usarle era per noi un grandissimo aiuto, pensate a quali e difficili calcoli eravamo abituati a fare, a quanto tempo vi impiegavamo e a quali e quanti errori andavamo incontro!

Le calcolatrici sono state le benvenute, ma hanno ridotto le nostre capacità di calcolo mentale, operazioni che compivamo in un battito di ciglia sono diventate lunghe e…abbiamo disimparato molto, ma, infine la calcolatrice era solo un aiuto parziale, parzialissimo, ma la tecnologia moderna e tutte le sue applicazioni sono molto più invasive e tendono a sostituire in toto molte delle nostre capacità, ma ci aiutano veramente a comprendere i testi o raccogliamo solo informazioni superficiali?

Ho letto che in Svezia l’alfabeto utilizzato per la scrittura sarà solo lo stampatello, quello maiuscolo tra l’altro, perché non serve più perdere tempo per imparare il corsivo o altre modalità di scrittura.

Non serve imparare quello che non si utilizzerà, dicono, poiché chi scriverà ancora utilizzando carta e penna?

Basterà scrivere con una tastiera dove le lettere sono indicate con lo stampatello maiuscolo, e allora…

Diventeremo più pigri, potremmo non muoverci da casa, anzi dalla sedia o da una poltrona avendo tra le mani un tablet, un i-pad o una qualsiasi altra moderna diavoleria, ma alla nostra mente che succederà?

C’è una ricerca dell’Università di Stavanger, in Norvegia, che ha paragonato gli effetti dei due differenti tipi di lettura, quella digitale e quella cartacea, di un identico testo.

Ebbene è risultato evidente che chi aveva letto il volume cartaceo ne ricordava la trama in maniera più precisa e puntuale riuscendo a narrarne correttamente la storia.

Chi aveva letto il digitale non aveva riferimenti, non ricordava se un fatto era accaduto all’inizio o alla fine del libro, non percependo mai, durante la lettura, a che punto erano arrivati, il testo risulta sempre uguale, lo si legge con distacco, non coinvolge come afferma anche un’altra ricerca, secondo la quale leggere con un libro tra le mani stabilisce un contatto quasi fisico con il volume, stimola la fantasia e la comprensione.

È proprio quello che capita a me che, oltretutto non riesco a leggere a video anche un semplice romanzo, magari con una trama complessa.

Mi annoio, perdo interesse, cosa che assolutamente non succede con un mio adorato libro cartaceo.

E penso: non è troppo presto per scartare del tutto la scrittura a mano e il caro vecchio libro? Non è meglio agire per gradi?

Sto seguendo il progetto “The evolution of reading in the age of digitisation” che è stato avviato in paesi dell’UE, ma le risultanze non sono ancora chiare, forse ci vuole tempo…

Ma è chiaro, comunque, che il nostro modo di pensare, di capire, di cercare, di usare il nostro cervello stanno rapidamente modificandosi.

lettura digitale

Lo capisco quando parlo con i giovani che non hanno bisogno, o non cercano, di ricordare le cose.

Se vogliono un’informazione, una notizia, usano i computer mentre io, prima, cerco di ricordarla, anzi la ricordo quasi immediatamente e, solo se non ne ho conoscenza, ricorro al digitale, loro no, non utilizzano la memoria, vanno immediatamente su google o su un altro motore di ricerca.

Ma se ci fosse un black out? Affidarsi alle macchine sempre?

Ripeto e se ci fosse un black out?
Rimarremmo tutti come bambini impotenti?

Nonna Lì

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