Leggendo Ci vogliono le regole e È ora di dormire di Alberto Pellai, ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a due libri che cercano di accompagnare i genitori nei momenti quotidiani più complessi della vita familiare: l’introduzione delle regole e il momento delicato della sera, quando arriva il tempo di andare a dormire.

Libri di Alberto Pellai
Un aspetto molto interessante di questi libri è che non sono rivolti solo ai bambini, ma anche ai genitori. Pellai infatti dedica la parte iniziale e quella finale dei volumi proprio agli adulti, offrendo una serie di riflessioni educative. All’inizio vengono spesso messi in evidenza alcuni errori comuni che i genitori possono fare, mentre alla fine vengono proposti consigli pratici e strategie educative per affrontare le situazioni quotidiane con maggiore consapevolezza.
Questo rende i libri quasi una doppia lettura: una storia semplice e immediata per i bambini e, allo stesso tempo, una piccola guida educativa per i genitori.
Sono albi pensati principalmente per bambini dai 3-4 anni in su, ma in realtà parlano molto anche agli adulti. Mentre li leggevo mi sono ritrovata a pensare che spesso questi libri funzionano quasi come piccole guide di riflessione per i genitori, oltre che come storie per i bambini.
Illustrazioni che raccontano una famiglia vera

Una delle cose che mi ha colpito di più sono le illustrazioni, molto dolci e accoglienti. Non mostrano una famiglia perfetta o idealizzata, ma una famiglia normale, con momenti di caos, di stanchezza e di difficoltà.
Dal punto di vista psicologico questo è molto importante. I bambini si riconoscono facilmente in queste scene quotidiane: una stanza in disordine, un momento in cui non si vuole ascoltare, un genitore che cerca di mantenere la calma.
Le immagini aiutano il bambino a capire che non è l’unico a vivere certe emozioni o difficoltà, e questo ha un valore educativo molto forte.
Il messaggio di Ci vogliono le regole
Nel libro Ci vogliono le regole emerge chiaramente l’idea che le regole non siano punizioni, ma strumenti di crescita.
Mi è piaciuto molto il fatto che all’inizio vengano mostrati alcuni comportamenti che spesso i genitori mettono in atto quando sono stanchi o frustrati, ad esempio:
- urlare
- perdere la pazienza
- minacciare punizioni che poi non vengono mantenute
- cambiare le regole continuamente.
Sono situazioni in cui molti genitori possono riconoscersi. Il libro poi propone alternative più efficaci: stabilire regole chiare, essere coerenti, spiegare con calma e mantenere una guida affettuosa.
Dal punto di vista psicologico questo corrisponde a quello che chiamiamo stile educativo autorevole, cioè un equilibrio tra affetto e limiti.
Il momento della sera in È ora di dormire
Il libro È ora di dormire affronta invece un momento molto delicato: il momento della sera.
Per molti bambini andare a dormire non è semplice. Significa separarsi dai genitori, affrontare il buio e lasciarsi andare al sonno.
Il libro mostra il rituale della sera e prova a rassicurare il bambino attraverso routine e gesti ripetuti, che in psicologia sono molto importanti perché danno sicurezza.
Leggendolo ho pensato a quanto il momento della buonanotte sia in realtà un passaggio emotivo forte per i bambini piccoli.
Un punto su cui non sono completamente d’accordo
C’è però un aspetto su cui, da psicologa, sento di avere una posizione più sfumata. In alcuni approcci educativi viene suggerito che il bambino dovrebbe imparare a dormire nella propria cameretta già entro il primo anno di vita.
Personalmente credo che questa indicazione non possa essere vista come una regola rigida valida per tutti.
La teoria dell’attaccamento elaborata da John Bowlby e approfondita da Mary Ainsworth ci mostra quanto nei primi anni di vita il bambino abbia un bisogno molto forte di vicinanza emotiva e fisica con i genitori.
Il contatto con la figura di riferimento aiuta il bambino a costruire quella che viene chiamata base sicura: la sensazione che qualcuno sia disponibile e pronto a proteggerlo.
Per questo motivo il bisogno di vicinanza notturna non dovrebbe essere interpretato semplicemente come un capriccio. Per alcuni bambini dormire vicino ai genitori o nella stessa stanza può essere un modo per sentirsi più sicuri.
Ogni bambino ha i suoi tempi

Una cosa che l’esperienza clinica e la ricerca ci insegnano è che non esiste una soluzione unica valida per tutte le famiglie.
Alcuni bambini sono pronti molto presto a dormire da soli, altri hanno bisogno di più tempo. Forzare troppo l’autonomia può talvolta generare più ansia che sicurezza.
Spesso, quando un bambino si sente davvero rassicurato dalla presenza dei genitori, l’autonomia arriva spontaneamente, senza bisogno di forzarla.
Una riflessione finale
Nel complesso considero Ci vogliono le regole e È ora di dormire due libri utili e ben costruiti. Raccontano con semplicità situazioni familiari molto comuni e offrono spunti educativi interessanti.
Allo stesso tempo credo sia importante ricordare che nessun libro può sostituire l’ascolto del proprio bambino. Le regole sono fondamentali per crescere, ma lo è altrettanto la relazione affettiva che si costruisce ogni giorno tra genitori e figli.
In fondo, ciò che davvero aiuta un bambino a crescere sereno non è solo sapere quali sono le regole, ma sentire che i suoi bisogni emotivi vengono accolti e compresi.
Li potete trovare nelle librerie o sul sito di Sonda Edizioni: Ci vogliono le regole e E’ ora di dormire
Ci vogliono le regole – E’ ora di dormire

Autrice: Alberto Pellai
Illustratore: Francesca Galmozzi
Editore: Sonda
Pagine: 32
Costo: 14,00 €
IBSN Ci vogliono le regole: 9788872242865
IBSN E’ ora di dormire: 9788872242865


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