Malasanità

Ultima modifica 20 Aprile 2015

Non voglio entrare nel merito di quello che è successo nella regione Lombardia, speriamo che la giustizia faccia il suo corso e che le malefatte vengano tutte alla luce, ma io ho un dubbio, una perplessità: se la Lombardia era un covo di intrallazzatori, di rubamazzette, di collusi con la ‘ndrangheta, come mai era ed è una delle Regioni che meglio funzionano, che spende e spreca meno di moltissime altre che non sono nel mirino della giustizia, ma solo qua e là a malapena sfiorate da scandali che salgono agli onori delle cronache solo marginalmente?

Prendiamo il San Raffalele, l’ospedale privato milanese che era ed è un centro medico di eccellezzna, che richiama pazienti non solo da tutt’Italia. La voragine dei conti non è dovuta a sprechi interni, ma alle spese faraoniche esterne, come quelle relative alle fazendas brasiliane, aerei privati e quant’altro in seguito alla megalomania, alla presunta onnipotenza del suo fondatore don Verzè.

Ma le rette, i rimborsi per cure e ricoveri richiesti alle Asl di competenza erano, e sono, sovente inferiori a quelli richiesti da ospedali pubblici o cliniche private decisamente meno efficienti e che offrono cure di gran lunga inferiori soprattutto come risultati.

Lo stesso dicasi della fondazione Maugeri, ma anche altri presidi ospedalieri lombardi, pubblici e privati come l’Ospedale di Brescia e di Pavia, sono mete costanti dei pendolari del dolore che non trovano cure negli ospedali delle loro regioni.

E mi chiedo, se tutto sommato in Lombardia, pur gravata da dazioni di denaro di cui, per ora, non è ancora verificato il peso sul bilancio pubblico, la sanità costa meno e funziona,  cosa succede, come gestiscono i bilanci gli Ospedali in quelle Regioni in cui regna la malasanità; la stessa è elemento costante; non si riesce a trovare ricoveri decenti; ci sono 5 ospedali inefficienti in soli 30 chilometri? E in cui il passivo ha la consistenza di molti miliardi di euro?

E non sempre la magistratura indaga, non sempre incrimina, ma sempre i manager nominati dalla politica hanno stipendi faraonici e sempre c’è una pessima amministrazione,  sempre ci sono sprechi, spese incontrollate, dove si paga 10, 20 volte una siringa, per tacer del resto, più di quanto la si paghi in Lombardia.

Dove si costruiscono Ospedali che non verranno mai terminati, dove lavori di risistemazione e di conversione durano all’infinito, dove attrezzature costosissime giacciono inutilizzate  per mancanza… di che?

Un bimbo muore perché non si trova un ricovero, perché, quando finalmente un Ospedale da l’OK non c’è l’ambulanza, e quando finalmente questa arriva il medico l’accompagna solo per un tratto poiché è finito il suo turno e, quindi la fa fermare per attendere l’arrivo del sostituto, passa troppo tempo e… il  bimbo muore.

Sono passati anni e quei medici, quel manager sono ancora al loro posto e i genitori attendono una giustizia in cui non credono più.

Di contro, in un altro ospedale della stessa Regione medici ed infermieri continuano a prestare la loro opera anche se non pagati da mesi, perché non hanno cuore di lasciare i malati a loro stessi, perciò continuano il loro lavoro.

Ma il manager, gli amministratori regionali, il presidente del Consiglio regionale e quello che pomposamente viene chiamato governatore continuano a intascare le loro laute prebende, con annessi e connessi, e, in tutt’altre faccende affaccendati, non si preoccupano di come venga gestita la sanità nella loro Regione, intanto loro, se abbisognano di cure, non hanno problemi, non si fanno certamente ricoverare in quegli ospedali, vanno altrove, con i nostro soldi loro possono!

E i conti della sanità, da tempo in rosso profondo per i soldi spesi malamente, costituiscono una voragine spaventosa che continua ad inghiottire denaro senza risultati.

E il governo tecnico che fa?

Tagli orizzontali, senza riguardo alcuno, senza competenza alcuna, taglia a chi ben amministra e già costa meno, e senza soldi, con molti meno soldi non sa come garantire i servizi. Taglia a chi non amministra e non si preoccupa minimamente di sanare i conti, di verificare spese ed acquisti e chiude ospedali, chiude servizi, ma non chiude la porta agli sprechi, agli stipendi dei manager inefficienti, a medici che non lavorano, a quelli che lucrano sull’inefficienza pubblica, dirottano i pazienti nelle loro cliniche private e nei loro studi!

Questo è quanto, ma non ho speranza che i media distolgano il mirino da Formigoni (intanto lui è dimissionario ed indagato, e quindi, speriamo, che la giustizia faccia il suo corso) e lo spostino dove i p.m non sono ancora arrivati e lo tengano fermo fino a che qualcosa non si muova, fino a che chi comanda non si renda veramente conto di quello che succede e cerchi, almeno, di porvi rimedio, reale rimedio, non palliativi, e pensi, una volta tanto, non solo ed esclusivamente al bilancio, ma al vero risanamento dei conti che potrà essere reale solo se le amministrazioni pubbliche funzioneranno, altrimenti è solo apparenza e non sostanza.

 

Nonna Lì

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