Mamme Expat: come mantenere le amicizie nel paese d’origine

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Nel 1957 mia mamma e mio papà, novelli sposi, hanno affrontato un lungo viaggio per venire negli USA per due anni grazie ad una borsa di studio.
Mia mamma (che oggi farebbe parte delle mamme expat!) mi racconta che ogni giorno scriveva una lettera a sua mamma. Ma ovviamente quando sua mamma la riceveva le notizie erano ormai vecchie. Quando andava bene ci mettevano 2 o 3 settimane. Telefonare era improponibile per i costi.

Mamme Expat: come mantenere le amicizie nel proprio paese d’origine

mamme expat

A me basta un “whatsapp” o un’ email o skype e in pochi istanti il mio messaggio arriva a destinazione dall’altra parte dell’Oceano. E’ sicuramente più facile per noi restare in contatto con amici e parenti, di quanto non lo fosse per i miei genitori. A volte con gli amici ci ritroviamo per delle “skypate” fiume e qualche volta abbiamo “mangiato insieme”.

Loro facevano cena e noi pranzo!

All’inizio, in particolare, facebook è stato il mio salvagente. Con questo strumento riuscivo a restare in contatto con tutti, riuscivo a vedere cosa facevano i miei amici e a condividere con loro la nostra nuova vita.

Ma non basta internet per mantenere le amicizie per noi mamme expat.

Alcuni rapporti si sono consolidati anche a distanza, altri sono spariti. Ma è normale. La vita va avanti con impegni e lavoro. E il fuso orario spesso non agevola. Quando potrei io magari in Italia dormono o viceversa.

E forse certe amicizie si sarebbero interrotte comunque. Diciamo che la lontananza mi ha aiutato anche a selezionare e a vedere meglio quali erano le amicizie vere e quelle… non sincere.

mamme expat

Poi, grazie all’idea del blog in cui raccontiamo la nostra vita, abbiamo trovato amicizie nuove e importanti. Qualcuno è anche passato a trovarci.

Con la mia famiglia è diverso. Qualche whatsapp con una sorella, rare email con l’altra, sporadici messaggi con mio fratello. Non per colpa loro. Ammetto che anche io talvolta mi faccio prendere dalla pigrizia. E’ che non so mai di cosa parlare. Non ho mai percepito grande curiosità verso la nostra nuova vita da parte loro e io non insisto.
Con i miei genitori ci sentiamo ogni settimana grazie ad un voip. Cerco di chiamare io perché loro sbagliano orario (beh… mia mamma).

E’ capitato di sentire il telefono squillare nel cuore della notte!

Nata ad Ivrea, con il mio compagno condividevo un sogno: vivere in America. Ed è grazie a lui e al suo lavoro (il mio l’ho perso a causa della crisi) che il nostro sogno si realizza.

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