Mamme in quarantena tra smart working Dad e gestione domestica

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Siamo in quarantena da oltre un mese (chi più chi meno). E la giornata tipo delle mamme in quarantena è un po’ quella che vi descriverò qui sotto. E che tutte voi mamme sapete e state assaporando già.

Mamme in quarantena tra smart working Dad e gestione domestica

mamme in quarantena

La sveglia varia. A seconda di quanti figli hai, di quale età, e se il tuo capo è flessibile.

Se le variabili sopra descritte sono della peggior specie ti tocca alzarti prima di quando uscivi per andare in ufficio.

Devi organizzare i pc, i tablet, i cellulari. Cercare una minima dignità con un filo di trucco e una tuta pulita. Poi cominciare la giornata. Le postazioni a casa mia per esempio sono così disposte: il figlio maggiore con tablet nella sua stanza, il figlio minore al portatile in salone e io al fisso nella stanza studio. E siamo fortunati che non dobbiamo litigare per un posto o una linea veloce.

La Dad, o didattica a distanza, è per le mamme in quarantena, a seconda di come la si vive, una benedizione o una maledizione. In ambedue i casi è impegnativa.

Se una mamma prima del coronavirus aveva a che fare coi compiti dei figli solo il pomeriggio, adesso è tutto una videolezione, un did up, uno zoom, uno skype, un edmodo. Scarica sta lezione, carica questo questionario, stampa il libro, apri il digitale, copia sul quaderno, dai che si impalla la linea.

Tutto il santo giorno.

Nel frattempo le cartolerie non sono beni di prima necessità e non possiamo approvvigionarci di penne pennarelli e quaderni. Per fortuna i negozi di elettronica sono aperti. E allora dai che facciamo tutto online, compriamo un potenziatore di segnale, una stampantina, 100 risme di carta e 500 cartucce.

Peggio ovviamente se non fosse andata così. Senza Dad intendo.

Già mi immagino i miei figli dopo mesi di quarantena inebetiti davanti a un videogioco, o viceversa io esaurita alla ricerca continua di qualcosa da fargli fare. Gioca a pictionary, scaricati il burraco online, prendi un foglio per nomi cose città, puliamo casa insieme, facciamo un dolce. Almeno così loro hanno il tempo occupato in modo produttivo.

mamme in quarantena

Le mamme in quarantena poi, dopo avere organizzato i figli con la DaD cominciano il loro smart working.

Ma a patto che abbiano un pc configurato. Mica lo sapevamo che dovevamo lavorare da casa. E non sappiamo ancora per quanto tempo. Fortuna che abbiamo comprato la stampante. E fortuna che il collega nerd ci ha configurato il pc. Non è come in ufficio ma almeno ci diamo da fare.

Se non fosse per il collega prossimo alla pensione che mi chiama 100 volte al giorno, per quell’altro che ha sbagliato clic e ha fatturato le fatture fino a dicembre, se non fosse per il solito imboscato che si imbosca anche in quarantena, non sarebbe male.

A patto di essere tedeschi e stabilire i confini: lavoro dalle 9 alle 12, poi preparo il pranzo, poi controllo i compiti, poi di nuovo dalle 15 alle 18, poi do un senso alla casa e alla cena.

Ma siccome non siamo tedeschi finisce che: alle 9.30 mi alzo un attimo che rifaccio il letto.

Poi mi sono ricordata di caricare la lavatrice. Dopo pranzo e prima di risedermi stendo un attimo il bucato. Mentre il capo parla in conference call correggo sottobanco l’esercizio di inglese.

Apro una nuova finestra e faccio la spesa online.

E alla fine mi scappa il clic anche a me e rimpiango di avere imprecato contro il collega prossimo alla pensione. Che ha i figli grandi e sta cominciando a fare meglio di me questo maledettissimo smart working.

mamme in quarantena

Noi mamme in quarantena alla sera siamo stremate.

Abbiamo casa che sembra quella di un gruppo di studenti fuori sede. La prof di inglese ha mandato un messaggio invitando i pigroni a inviare gli esercizi. Le fatture fino a dicembre sono state emesse e il capo ha ricevuto la spesa online al posto nostro.

Il marito ci vede con la ricrescita di 5 centimetri, la depilazione assente da settimane e pensa che forse sarebbe meglio aggiungere due goccine di benzodiazepine al vino della cena.

Ma non demordiamo. Ricominciamo il giorno dopo col piglio di Rambo, convinto che uscirà da quel pantano vietnamita.

Le migliori di noi hanno deciso persino di provare la ceretta home made. E il lievito madre per la pizza del sabato.

Finirà. Siamo ottimiste. Ce lo lasceremo alle spalle. L’isolamento, lo smart working e la Dad e tornereno ad essere le solite: meno mamme in quarantena ma sempre esaurite e multitasking!

Classe 1971, dicono buona annata per il barolo, viaggiatrice per indole, blogger per caso, mamma per scelta di 2 ragazzi di 8 e 14 anni che come tutti i figli (maschi per giunta), mi fanno tribolare.

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