Matteo Renzi: chi era?

Ultima modifica 20 Aprile 2015

matteo renziAveva iniziato da rottamatore, con un occhio a conquistare i  delusi del centro-destra, ma si è accorto che per ottenere la candidatura a premier aveva la necessità di convincere il popolo degli ex – ds, e allora ….virata a sinistra, partecipazione a tutte, o quasi, le FESTE DEMOCRATICHE, cercando l’applauso e di consenso, solleticando gli animi dei presenti.

Ne è prova una delle sue ultime performances, quando, ad imitazione del Bersani, da lui vituperato, ha proclamato che
a Berlusconi conviene restare nel governo. Ha paura delle elezioni perché sa che se andiamo al voto ASFALTEREMO il PDL!

Che differenza c’è tra asfalteremo ed il  bersaniano smacchieremo il giaguaro? La domanda principale è un’ altra: quando fa il sindaco? Tra conferenze, talk show televisivi, partecipazioni alle feste dove trova il tempo per lavorare?

Ma, a proposito di lavoro, sapete come campava il buon Renzi prima della sua salita in politica?
Ora vi racconto.

Era un dirigente d’azienda. Dell’azienda di famiglia, era stato elevato a dirigente, guarda caso, solo 2 giorni prima dell’ufficialità della sua candidatura a Presidente della Provincia che, visto il colore, della stessa aveva una probabilità di vittoria pari, se non superiore, al 99,999%, fino ad allora era stato un semplice collaboratore, dopo esserne stato anche azionista, ma con uno stipendio da quasi fame visto che lo stesso denunciava un reddito di soli 14.000 e rotti euro l’anno.

La cosa fa specie poiché per il sullodato dalla prima elezione a Presidente provinciale ad oggi, usufruendo dell’art. 89 del t.u. sugli enti locali,  gode di contributi a previdenziali, assistenziali e sanitari, a carico dei 2 enti da lui presieduti , in parole povere a carico nostro.
Quei contributi ammontano a ben 3.241 euro mensili che oltre ad assicurargli, a suo tempo, una pensione d’oro e l’assistenza sanitaria speciale goduta dai dirigenti, oltre a quella prevista per gli amministratori di enti pubblici.
Usufruisce del dettato della legge, ma non dello spirito, poiché la copertura era garantita a coloro che per assumere un incarico pubblico  avrebbero perso oltre allo stipendio anche i contributi previdenziali, non certo per agevolare e arricchire qualcuno!!

Soprattutto qualcuno che furbescamente, forse, si è fatto assumere appositamente proprio quando stava per essere eletto Presidente provinciale….mah!
Ma non è forse lo stesso Renzi che tuona contro le pensioni d’oro?
Quello che blatera contro chi riceve assegni importanti, anche se ha versato di tasca sua i contributi previdenziali?
E cosa pensa di se stesso che godrà di una pensione d’oro non avendo versato di tasca propria che pochi euro?

Oltretutto, candidandosi a Premier o, almeno, a deputato o senatore godrà di un grandioso stipendio e di un’ altra pensione altrettanto d’oro, ma di questo non parla!!!! E quest’uomo dovrebbe essere un rottamatore, un risanatore dello sfascio della politica, uno che pensa al popolo?

Poveri noi!!!

Nonna Lì

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