Mio figlio non è un alunno di serie B!

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Tempo fa vi avevo anticipato che era finalmente stato firmato l’accordo fra CARE e MIUR per l’applicazione delle buone prassi  per favorire un inserimento positivo dei bambini adottati all’interno della scuola.

bambini a scuolaÈ un testo di poco più di una trentina di pagine che ogni genitore adottivo dovrebbe quantomeno conoscere, se non imparare a memoria, perché è attraverso questo strumento che possiamo far valere i diritti spesso calpestati dei nostri figli. Il testo dell’accordo è suddiviso in 3 aree che toccano i vari ambiti dell’ambiente scolastico rispetto al bambino adottivo.

La prima parte è quella dedicata alla cosiddetta “area delle criticità”:

  • Difficoltà di apprendimento
  • Difficoltà psico-emotive .
  • Scolarizzazione nei paesi d’origine
  • Bambini segnalati con bisogni speciali o particolari
  • Età presunta
  • Preadolescenza e adolescenza
  • Italiano come L2
  • Identità etnica

In questa serie di specifiche si vanno a toccare tutte le probabili/possibili difficoltà che un minore adottivo può incontrare nella sua carriera scolastica con gli adeguati chiarimenti rispetto le problematiche che questi bambini potrebbero portare all’interno della classe.

bambini e scuola

Sono cose che per noi genitori adottivi sono ormai scontate e conosciute ma che possono essere completamente ignorate, anche se non dovrebbe perché mi aspetto che un docente si informi riguardo alle situazioni problematiche che si ritrova in classe, dal corpo insegnanti che magari si approccia alla situazione adottiva per la prima volta.

Io stessa, quando le ho lette, mi sono ritrovata a dire: “ecco, mio figlio è così” tanto la descrizione si calzava alla situazione specie nei punti in cui si parla di difficoltà di apprendimento e difficoltà psico-emotive o ancora quando si spiega che le complessità aumentano nel momento della preadolescenza-adolescenza fino al considerare l’enorme fatica che fanno questi bambini per acquisire un italiano più astratto quello cioè necessario per l’apprendimento scolastico avanzato (le cosiddette “cognitive/academic linguistic abilities”).

La seconda parte tocca le prassi consigliate per tutti gli aspetti tecnico-burocratici che si devono affrontare al momento dell’ingresso del minore adottivo a scuola.

  • Iscrizione
  • Documentazione
  • Scelta della classe di inserimento
  • Prima accoglienza
  • L’insegnante referente
  • Adozioni internazionali: il passaggio dalla Lingua1 alla Lingua2
  • Continuità
  • Continuità nel percorso scolastico
  • Continuità con le risorse del territorio

Una vera e propria guida sia per i genitori che si ritrovano al primo approccio con la scuola che per la scuola stessa che necessita di informazioni adeguate e regole elastiche al fine di inserire questi bambini in maniera adeguata.

miur

Di grande importanza a mio avviso è l’inserimento dell’insegnante referente, docente formato sulle tematiche dell’adozione, figura che accompagna genitori e scuola nel percorso scolastico e che permette quel collegamento continuo e adeguato fra famiglia e docenti e che dovrebbe accompagnare e monitorare la situazione dei ragazzi adottati anche nei vari passaggi fra un ciclo scolastico e l’altro facendo in modo che, durante l’intero percorso, non venga persa di vista la peculiare condizione dell’adozione che dura l’intera vita e che quindi va sempre tenuta in considerazione.

La terza parte è dedicata ai vari ruoli delle varie figure coinvolte: gli USR , i dirigenti scolastici, gli insegnanti referenti d’istituto, i docenti, le famiglie e infine il MIUR e quali compiti essi devono svolgere affinché l’ambiente scolastico sia un ambiente efficace anche per questi ragazzi.

Sono buone prassi, indicazioni utili che aiutano nella comprensione e nella gestione degli alunni adottivi, che da una parte facilitano il loro ingresso e la loro permanenza all’interno della scuola e dall’altra permette agli insegnanti di ottimizzare il rapporto con questi ragazzi, non sempre di facile gestione all’interno di una classe numerosa, al fine di creare un buon clima per tutta la classe e riuscire a lavorare in maniera efficace.

Credo che ogni genitore adottivo dovrebbe averne a portata di mano una copia  quando si approccia alla scuola sia per capire quali sono i diritti dei loro figli sia per informare la scuola che magari è poco preparata sull’argomento.

Ci sono voluti anni per prepararlo e farlo approvare, adesso tocca a noi genitori sensibilizzare le scuole con calma e tenacia perché ogni cambiamento è faticoso da mettere in atto e non bisogna demoralizzarsi anche se spesso si ha la sensazione di combattere contro i mulini a vento.

Fate valere i diritti dei vostri figli, non sono figli di un Dio minore, non sono bambini di serie B, sono bambini e come tutti i bambini hanno il diritto di imparare ed essere accettati per come sono ed a prescindere dalla storia che si portano dentro.

Elisabetta Dal Piaz

Riminese trapiantata per amore in Umbria da ormai 18 anni. Ex dietista e mamma attempata, di due fantastici figli del cuore che arrivano dal Brasile. Ma il tempo passa e i figli crescono (e non sia mai avere mamma sempre fra i piedi) ho ripreso a studiare e sono diventata Mediatore familiare, civile e commerciale. E a breve...mediatore penale.

6 COMMENTI

  1. È proprio vero che ogni genitore dovrebbe leggere e conoscere a memoria le linee guida perché talvolta mi confronto con genitori che, in nome di una ” uguaglianza” omologata, considerano questo documento discriminante. Grazie Elisabetta Dal Piaz per i tuoi articoli sempre attenti e aperti come una finestra sul mondo.

  2. Un documento che, contrariamente a quanto qualcuno potrebbe pensare, NON mette etichette ma riconosce i diritti che sono “umani” ed universali.

  3. Molto interessante. Qualcuno sa qual è la prassi da seguire per i docenti che vorrebbero ricoprire questo ruolo? Bisogna possedere determinati requisiti o basta segnalare le proprie intenzioni al dirigente scolastico? Ho già chiesto in segreterie e provveditorato: molti non sanno neanche dell’esistenza di questo documento, e purtroppo non mi hanno saputo rispondere. Siccome molto spesso gli “addetti al lavoro” sono gli ultimi a sapere, provo a girare la domanda all’altra parte della “barricata”… Chissà che qualche genitore non abbia dovuto sollecitare l’istituzione di questa figura e sa come muoversi…

  4. Gli insegnanti affrontano spesso le specificità più disparate che gli alunni portano con sé; queste Linee guida tuttavia non ci chiedono certo di essere tuttologi. Rappresentano piuttosto uno strumento molto concreto e ben fatto che fornisce tutti i riferimenti più importanti per leggere al meglio le storie che questi alunni portano nei loro zaini e garantire loro un quanto più sereno percorso scolastico.

  5. Le regole di ” buone prassi” sono state firmate non da molto, ad anno scolastico iniziato e non tutti gli istituti sono informate, sta a noi genitori cercare di sensibilizzare le proprie scuole. Per quanto riguarda la nomina del docente di riferimento non sono a conoscenza di come venga selezionata questa particolare figura. Cercherò informazioni e spero di riuscire a darvi informazioni utili appena posso

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