Monitoraggio nella gravidanza: l’importanza di essere informati

Ultima modifica 6 Aprile 2016

È paradossale ma proprio nel periodo della nostra vita in cui dovremmo essere più serene ci ritroviamo invece ad avere sbalzi di umore, a sorridere e poi a piangere un attimo dopo.
Per non parlare della memoria: io ho perso un bancomat, le chiavi di casa e le chiavi della vespa. Guanti, borse della spese lasciate al supermercato…

Ok, “l’incintitudine” fa brutti scherzi, ma sono qui per sottolineare l’importanza dei principi generali della gravidanza fisiologica. Già dalla prima visita a pochissime settimane il ginecologo ci proporrà un ventaglio di possibilità per controllare la nostra salute e quella del piccolo.

gravidanza

Come comportarsi in un periodo in cui sembra che ogni giorno propongano un nuovo esame sempre più accurato?

Serve sottoporsi a tutti questi test?

Innanzitutto la donna deve essere in grado di fare scelte informate: stiamo parlando dell’importanza di avere tutti i dati possibili, comunicati in modo chiaro e comprensibile. Lo specialista, mi riferisco al ginecologo, deve riuscire a spiegare tutte le possibilità che si aprono e, successivamente, a rispettare quelle che sono le decisioni della donna e/o della coppia, anche se non è d’accordo, e fornire loro all’occorrenza assistenza e sostegno.

Mamme non abbiate paura di chiedere al vostro specialista, le sue risposte nella maggior parte dei casi vi aiuteranno a evitare notti in bianco e a pensare a cosa è più giusto, per voi, fare.

Fino a pochi anni fa non si sapeva molto sul neonato fino al momento della nascita; oggigiorno grazie allo screening ed ai test diagnostici prenatali si conosce molto già dal primo trimestre.
La maggior parte delle future mamme si sottopone a numerosi esami durante la gestazione, anche quelle a basso rischio (data l’età, lo stile di vita sano e le cure prenatali). Ciò è possibile perché questi accertamenti (esami ecografici ed esami del sangue) non presentano nessun rischio per la mamma né per il bambino.
I test diagnostici come amniocentesi, villocentesi o ecografie più dettagliate invece non sono indicati per tutte le mamme.

Perché affrontare i test diagnostici se comportano un certo rischio?

La risposta è semplice: se la diagnosi ci offre la tranquillità di cui abbiamo bisogno forse è giusto affrontarla.
Dobbiamo considerare che se le preoccupazioni superano una sana ansia, i benefici della diagnosi prenatale bilanciano i rischi legati all’esecuzione degli esami stessi.

Dal punto di vista psicologico la mente della mamma e del papà è particolarmente sensibile in questi 9 mesi, per cui i genitori i cui test risultano negativi possono stare più tranquilli sapendo che le possibilità di avere un figlio sano sono elevatissime. Nella maggior parte dei casi infatti, i figli dei genitori che si sottopongono a questi test con risultati negativi, nascono perfettamente sani.

In caso contrario invece la diagnosi aiuterà loro ad intraprendere il percorso più adatto e con la tempestività necessaria.

Come in tutte le cose, avere il maggior numero di informazioni credo sia la cosa migliore, per fare la scelta che più vi sembra giusta per voi.
Informatevi, chiedete, e poi, insieme al vostro compagno, scegliete come procedere.

Gaia Cavallotti

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