Mr. Lui e l’affascinante mondo dei bambini

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Mr Lui

Ultima modifica 10 Ottobre 2019

Marco Lui è nato a Milano da mamma pugliese e papà mantovano.
Vive a Verona, lavora a Roma ed è sposato con una tedesca madrelingua inglese.
La sua vita è un’allegra e variegata confusione di provenienze geografiche con un punto cardine ben fisso: far sorridere, il mestiere che desiderava fare fin da piccolo.

C’è riuscito grazie al personaggio di Mr.Lui.

Ha conquistato l’affetto dei più piccoli con brevissime gag ispirate alle comiche del passato ma con un pizzico di modernità in più aggiunta dai colori, i suoni e i rumori digitali, e successivamente con il GT Ragazzi.

Si è fatto le ossa lavorando nei villaggi turistici, dove curava l’intrattenimento per famiglie e bambini. Collabora attivamente con Fiorello e ha realizzato gli speciali contenuti extra dei dvd “Alien vs Predator”, “Robots”, “Garfield” e “la Marcia dei Pinguini”.

Mr Lui

Mr Lui nelle sue gag d’esordio parla pochissimo.
Marco, invece, ha una dialettica fluida e simpatica.
Si è mostrato squisitamente gentile quando l’ho contattato per intervistarlo.
Mi incuriosiva in particolar modo il fatto che sia laureato in scienze motorie con specializzazione nella riabilitazione motoria dei bambini, ed è per questo che la prima domanda riguarda proprio la sua qualifica.

Marco, mi racconti perché hai avvertito l’esigenza di conseguire questa specializzazione?
Il mondo dei bambini è affascinante per tutta una serie di motivi: è trasparente, puro, sincero. Se una cosa non li fa ridere, loro non ridono. Se devono dirti una cosa, te la dicono. Inoltre, quando si insegna loro anche una piccola novità, è una soddisfazione immensa leggere nei loro occhi quanto ne restino affascinati, come per loro diventi veramente qualcosa di magico e straordinario.

Quando lavoravo nei villaggi l’intrattenimento era sempre rivolto a loro (e funzionava bene anche con i grandi). Per quanto riguarda l’università, invece, non avrei pensato mai a quella specializzazione. Ma avevo un professore talmente preparato in quell’argomento, che sono diventato io il bambino affascinato. Per cui è stato automatico seguire quel percorso.

So che hai realizzato un video-documentario per la tua tesi di laurea sulla riabilitazione motoria. C’è un aneddoto particolare, significativo o anche divertente che vuoi raccontarci sul back stage della sua realizzazione?
Ho usato molto il mio cane, che ha vissuto 18 anni. Era veramente divertente mettergli cappellini o vestiti per girare alcune scene in cui lui era protagonista.
Ma sempre rispettandolo. Anzi, era talmente abituato a girare cortometraggi con me, che era consapevole di quando stavamo girando qualcosa e non era un problema per lui stare fermo in posa. Tra l’altro sapeva benissimo che c’era una ricompensa ogni volta.

Quanto è importante a livello psicologico regalare un sorriso a un bambino?
In qualsiasi cosa direi che è fondamentale per conquistare fiducia e attenzione.
Con i bambini (e anche con gli ex bambini) conquisti attenzione e fiducia con due cose: con un sorriso e con la competenza (come nel caso del mio professore universitario).

Esiste un modo “giusto” per far sorridere i bambini?
Non credo. Esistono sicuramente tecniche narrative solide, esiste anche tanta esperienza, sempre necessaria.
Ma credo che far ridere sia prima di tutto una disposizione dell’animo, una caratteristica innata. In genere i comici vedono in ogni persona un libro e hanno un carattere scrutatore.

E qual è il modo “sbagliato”?
Voler farli ridere per forza, o dichiarare: “Adesso vi farò ridere”.
Nella risata la componente fondamentale è l’effetto sorpresa, l’inaspettato, proprio in modo simile ad uno spavento. Pensa che nei miei show racconto una storia paurosa, e l’effetto finale è sempre una grossa risata.

In quale modo i bimbi riescono a far sorridere te?
Con la spontaneità.
Mio nipote di due anni sa fare una boccaccia alzando solo un sopracciglio.
Muoio dal ridere.
Oppure quando gli chiedo di fare esercizi che richiedono una coordinazione di un’età superiore (come fare l’occhiolino), i suoi tentativi mi fanno spanciare.
O quando faccio qualcosa di sbagliato e non si sa come, ne viene fuori con una parolaccia imparata all’asilo che i grandi non conoscono. In quei casi è ancor più divertente vedere che sa bene che è una parola strana, perché quando gli chiedo dove l’ha imparata, mi dice che se l’è inventata.

Mr Lui

Quanto e come è cresciuto Mr Lui grazie all’esperienza GT Ragazzi?
Moltissimo, specialmente perché Mr Lui non parlava, mentre nel GT parla eccome!
So che quest’estate sarai ad Erbè  dove hai organizzato un English Camp per i ragazzi diverso dal solito. Ci racconti qualcosa?
L’English Camp, un’iniziativa dedicata ai ragazzi dai 9 ai 13 anni che avrà luogo nella località di Erbè, in provincia di Verona. È diverso da ogni English Camp, innanzitutto per gli scopi che si propone. Nonostante non si svolga in Inghilterra (dove comunque spesso i ragazzi sono in gruppi italiani), adotteremo alcuni metodi divertenti affinché i ragazzi che partecipano siano non solo stimolati, ma motivati e intenzionati loro stessi a parlare in lingua inglese tra di loro. Sarò affiancato da mia moglie Laura, madre lingua inglese, che ha esperienza nell’insegnamento dell’Inglese ed è laureanda in Lingue internazionali per il commercio. Il programma principale è: far divertire i ragazzi, costruire un rapporto di amicizia con loro, far rispettare le regole non come imposizione, ma come volontà che nasce da loro stessi. Insomma: impareranno la lingua inglese, socializzeranno e soprattutto si divertiranno moltissimo! Per maggiori informazioni, i genitori interessati a questa iniziativa possono scrivere entro il 1 Aprile al seguente indirizzo: himgy@libero.it Cosa farai di bello quest’estate?

Lascia un motivo per sorridere ai nostri lettori, te ne saranno grati!
Questa me l’ha raccontata mia moglie ieri: sapete di cosa muore un Pino? Di Abete

Nel ringraziare Marco Lui per la sua squisita disponibilità, vi invito a regalare ogni giorno un sorriso ai vostri bambini.
Come? È semplice: basta guardare il mondo nei loro occhi e soprattutto con i loro occhi, proprio come dice Mr. Lui.
Saranno loro a spiegarvi come fare.

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