Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

0
965

Ultima modifica 6 Aprile 2016

Domenica 1 marzo approfittando della gratuità dei musei siamo andati a visitare il Museo Nazionale degli strumenti musicali, a Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 9 accanto alla Basilica delle reliquie portate dall’oriente da Sant’Elena, la mamma di Costantino.

Il museo è al primo piano del Complesso dei Beni Culturali, 8 sale di fiati, strumenti a corda, salteri, pianoforti, strumenti a manovella, riproduttori meccanici di musica del XIX secolo e per finire due teatrini meccanici. Ecco una galleria di immagini di alcuni degli strumenti esposti.

 

una mandolina bianca 

La famosa arpa barberini, uno dei pezzi più prestigiosi esposti, un meraviglioso esempio di magnificenza barocca, icona incontrastata del museo per le sue valenze storiche (l’appartenenza alla famiglia Barberini), artistiche (la ridondante ricchezza delle decorazioni plastiche che fanno della sua ‘colonna’ una sorta di sfarzoso candelabro barocco), musicali (è armata con tre ordini di corde che consentono di eseguire anche le note cromatiche).

Il Pianoforte di Cristofari, l’inventore dello strumento, si tratta di un raro esemplare di pianoforte costruito dallo stesso inventore del pianoforte, Bartolomeo Cristofori, nato a Padova nel 1655 e morto nel 1732 a Firenze, dove si era trasferito su invito del principe Ferdinando de’ Medici e dove, sin dal 1698, aveva dato l’avvio alla grande invenzione, costruendo l’ “Arpicimbalo…che fa il piano e il forte”, già terminato nel 1700. Gli strumenti di questo tipo che oggi rimangono sono tre: uno, del 1720, conservato a New York, questo, del 1722, ed uno, del 1726, conservato a Lipsia. L’esemplare di Roma, l’unico rimasto in Italia, è quello mantenuto nelle migliori condizioni. Ambito: 4 ottave do1-do5. Misure: Lato A cm. 82; soli tasti cm. 68,7; lato B cm.22,6; lato C cm.25; lato D cm. 176; lato E cm. 64; alt. cassa ( chiuso) cm.21.

 

 

 

 

 

 

Un sordone: strumento rinascimentale ad ancia doppia, di origine italiana e proveniente dalla Collezione Marcello – Giusti del Giardino. Ricorda uno degli esemplari conservati a Vienna, considerati unici al mondo prima che si scoprisse questo.

Una glass armonica: detta anche “armonica a bicchieri”, è uno strumento cristallofono, basato sul principio dei bicchieri di vetro riempiti a vari livelli che, styrofinati all’orlo con dita umide, danno un suono lungo e penetrante. Il titolo di inventore della Glassharmonica spetta allo statunitense Benjamin Franklin (!706 – 1790), che già nel 1761 realizzò una ‘macchinetta’ in cui i bicchieri venivani infilati in un perno rotante azionato da un pedale, per essere pronti, tutti su una linea come una tastiera, ad essere sfiorati dalle dita dell’esecutore.

 

La visita con i bambini

Il  Museo ha riaperto, dopo lavori di ristrutturazione, un anno fa, a gennaio 2014. Le sale sono ben tenute e illuminate bene, ma in generale l‘allestimento è classico, in teche di cristallo. Sicuramente per appassionati ma poco adatto a dei bambini che, senza una visita guidata ad hoc come ne organizza l’associazione Roma e Lazio per te, semplicemente a contemplare gli strumenti senza poterli provare o pestare qualche tasto si annoiano.

L’altro appunto risale a questa osservazione appunto, manca completamente uno spazio dedicato ai bambini o ai visitatori più piccoli dove si possa sperimentare la musica anche barocca o suonare il sordone, una copia ovviamente. Come in altri musei esteri invece capita.

Un patrimonio simile andrebbe valorizzato curando la visita in ogni aspetto, perchè oggi la ricchezza del catalogo non garantisce più la fila all’entrata, ci vuole la cura dell’allestimento, e per esempio dei cartellini migliori, con un’infografica accattivante aiuterebbero, come le audiocuffie dedicate ad adulti e bambini.

La visita quindi è a vostra discrezione, o partecipando a una visita guidata di associazioni esterne, oppure con voi come guide. Il biglietto cosa 5 euro.

Arianna

Rispondi