Negato il permesso all’adozione per single e coppie di fatto

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Ultima modifica 24 Agosto 2016

In questi giorni in Senato è stato discusso un emendamento riguardante la possibilità da parte delle famiglie che hanno un minore in affido di chiederne l’adozione.

affido single

Una situazione discussa da molto tempo e che finora era stata esclusa con la motivazione che questo fosse un po’ come cercare una scorciatoia rispetto all’adozione classica.

L’affidamento è uno strumento introdotto a tutela di quel minore che solo temporaneamente risulti privo di un ambiente familiare idoneo alla propria crescita, nonostante che la famiglia riceva interventi di sostegno e di aiuto da parte dello Stato, della Regione o degli Enti locali (ad esempio, buoni alimentari, assegni familiari, sostegno nel pagamento di bollette).

La legge prevedeva che l’affidamento non potesse avere una durata superiore ai 24 mesi; però tale termine poteva essere prorogato dal tribunale per i minorenni nell’esclusivo interesse del minore, vale a dire qualora la sospensione dell’affidamento potesse recare a lui un danno.
I soggetti che potevano richiedere un affido andavano dalla famiglia classica, ai single, alle case famiglia e gli istituti.

L’emendamento del Pd, firmato dalla senatrice Francesca Puglisi, prevede che la famiglia affidataria, che abbia i requisiti richiesti, possa chiederne l’adozione definitiva e che il tribunale dei minori, tenendo conto del legame affettivo che si è venuto a creare tra loro, abbia la possibilità di concederla.
Nella sua decisione il giudice terrà presente le valutazioni dei servizi sociali e quelle dello stesso minore.

In sostanza, cade l’attuale divieto all’adottabilità da parte delle famiglie affidatarie, restano però fuori da questa possibilità i single, coppie di fatto e chi è sposato da meno di tre anni dato che la parte riguardante la possibilità di estendere il permesso all’adozione anche ai single e alle coppie non sposate è stato ritirato all’ultimo momento per tranquillizzare le varie anime della maggioranza che si sono tenacemente opposte.

Insomma, come al solito, le leggi non vengono fatte a tutela del minore ma plasmate per mantenere equilibri all’interno delle varie fazioni politiche.

Poco importa quindi se il minore nutre un sincero affetto per l’adulto che ha avuto come riferimento fino a quel momento, non sei sposato… non sei un genitore degno di considerazione.

Ora, parliamoci chiaro, in realtà dietro questo ritiro equilibrista ci sta la volontà di impedire non tanto ai single quanto alle coppie di fatto omogenitoriali  Poco importa se qualcuno si parerà dietro alla restrizione dell’adozione anche alle coppie non sposate da 3 anni, la mira era impedire l’adozione agli omosessuali.

Comunque fatta la legge, trovato l’inganno, anche quando il ddl diventerà legge, ci sarà comunque una scappatoia in più per i single che volessero prendere in affido un minore: esiste già una legge che riconosce la possibilità anche ai non sposati di adottare i minori in casi particolarmente gravi (orfani di entrambi i genitori, disabili, o che nessuno vuole più adottare) e il disegno di legge approvato dal Senato , osserva la Puglisi, potrebbe incoraggiare i Tribunali “a facilitare il ricorso a questa norma per i single”.

adozioni

In ogni caso molte delle associazioni riunite nel “tavolo nazionale affido” si erano trovate in disaccordo con la proposta, ora ritirata. Io continuo ad esse dell’idea che l’amore, da qualunque parte venga, sia meglio di stare in un istituto o casa famiglia che sia, ma questo è il mio modesto parere e io non sono nessuno.

Nella mia testa, il bene supremo di un minore va al di là di tutto ed il bene supremo è quello di essere inserito in un contesto amorevole e accudente, tutto il resto è demagogia e soprattutto chiusura mentale verso quello che non viene reputato “normale” da una fetta dei nostri rappresentanti politici.

Mi piacerebbe che una voce autorevole come quella di Papa Francesco, che dimostra ogni giorno di più la sua grande capacità di accoglienza verso la diversità, dicesse quello che pensa e che lo dicesse con il cuore libero dai vari giochi di potere che esistono anche in Vaticano.

Elisabetta Dal Piaz

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