Nicholas Lowinger regala scarpe ai ragazzi senzatetto

Ultima modifica 19 Agosto 2017

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Fin da piccolo Nicholas Lowinger ha imparato a non dare le cose per scontate. Aveva cinque anni e stava visitando un rifugio per senzatetto con la madre, che lavora nei vari ricoveri in tutta Rhode Island. Era eccitato per l’opportunità di mostrare le sue nuove sneakers light-up al resto dei ragazzi. Ma la mamma l’ha ammonito a non farlo, spiegando che questi bambini potevano non avere tali lussi.

Quando Nicholas ha incontrato i bambini al rifugio, ha subito capito che vivevano in condizioni molto diverse dalla sua. “Ho visto ragazzi della mia età che indossavano vecchie scarpe a brandelli. Alcuni di loro non avevano le scarpe”.

Adesso Nicholas ha 15 anni e racconta “Sono stato molto fortunato a crescere in una famiglia che è in grado di darmi tutto quello che serve. Un sacco di ragazzi negli Stati Uniti non hanno le stesse opportunità.”

Ci sono stati 1,6 milioni di bambini senzatetto negli Stati Uniti nel 2010, secondo un rapporto del Centro Nazionale sulla Famiglia senzatetto. Molti bambini vivono per le strade o nei rifugi, nei motel, nelle automobili e negli edifici abbandonati.

La prima visita ai rifugi ha talmente impressionato Nicholas che ha iniziato subito a donare tutte le scarpe che non usava più a rifugi locali. All’età di dodici anni, Nicholas ha fondato il Gotta Have Sole Foundation: un programma che dona scarpe nuove ai bambini senzatetto. L’organizzazione ha donato nuove calzature a più di 10.000 bambini senza casa in ventuno stati.

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Donando nuove scarpe ai bambini senza casa, sto facendo in modo che le famiglie abbiano una cosa in meno di cui preoccuparsi“, ha detto Nicholas.

Ora più di 1.000 volontari aiutano Nicholas. Il ragazzo lavora quindici ore a settimana sul progetto – un limite di tempo imposto da sua madre per assicurarsi che ha abbastanza tempo per i compiti scolastici.

Non si è mai troppo giovani o vecchi per aiutare gli altri. I bambini non sempre si rendono conto che hanno il potere di fare la differenza. Bravo Nicholas.

Paola Lovera

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