Non c’è limite al peggio!

Ultima modifica 10 Marzo 2021

Ho ascoltato quasi per intero il discorso del Presidente incaricato.

Che fatica! Inqualificabili le immagini dal Senato: chi dormiva, chi sbadigliava, chi conversava, chi chiaramente pensava ai fatti suoi, chi alzava gli occhi al cielo e…l’oratore?

Il Presidente leggeva con voce monotona il suo discorso programmatico. Programmatico? Una lunga disamina delle criticità italiane… Soluzioni prospettate? Nessuna. Un timido accenno a una possibile modifica dell’Ici (cambiandone il nome) segnalando che su questa imposta esiste un’ anomalia rispetto a quelle vigenti in altri stati europei.

Ma il Prof. Monti dimentica di dire che una così capillare diffusione della proprietà della casa di abitazione anche negli strati medio-bassi è una peculiarità tutta italiana, mentre manca quasi del tutto in altre nazioni.

Solo un accenno alla questione con il solito richiamo all’equità, ripristino dell’Ici forse, ma su quali basi? Tutto è lasciato nel vago.

Anche sui tagli al costo della politica non è stato esaustivo, anzi. Si è focalizzato solo sull’abolizione delle province, peraltro con legge costituzionale, e sull’ovvia ripartizione delle competenze tra gli altri enti locali. Nessun accenno agli organi centrali, ai tantissimi enti inutili, ai doppioni, alle dispendiose consulenze, ai vari consorzi nati per tacitare i ‘trombati’ della politica e nessun accenno al personale delle province.

Spariranno anche loro con una legge costituzionale? Solo un accenno alla privatizzazione delle municipalizzate e un, permettetemi, ridicolo accenno ad una PRUDENZA nelle spese da parte di tutti coloro che operano nelle pubbliche amministrazioni.

Tagli? Forse soffro di sordità!

Un capitolo a parte merita il sistema pensionistico. Dopo averlo elogiato come il più efficace e in grado di meglio sostenere colpi eventualmente inferti di quanto non lo siano quelli tedeschi e francesi ( ma non era quello che asserivano, tra gli sberleffi dell’opposizione, i ministri del governo Berlusconi?) promette, comunque, un lento e progressivo innalzamento dell’età pensionabile e aggiunge che all’interno del sistema esistono aree di iniquità. E allora? Quali sono e quale soluzione prospetta per eliminarle? Nessuna.

Eppure ha ottenuto la fiducia data con più o meno entusiasmo: chi l’ha fatto senza se e senza ma, chi ha detto che esaminerà con attenzione ogni singolo provvedimento, chi ha plaudito ai meriti personali della compagine governativa. Insomma parole, parole, parole da tutte le parti. Null’altro.

Sabato scorso le prime indiscrezioni sui provvedimenti, trapelate da giornalisti che si dicono bene informati, che hanno sentito questo o quel ministro, che conoscono bene quell’altro.

E cosa risulta? Non tagli ai costosi privilegi delle caste (non è un refuso, uso il plurale a ragion veduta), non ridimensionamenti della spesa corrente, ma il ritorno (sotto altro nome), dell’Ici. Si affrettano a dire che sarà progressiva (come?), probabilmente al 3% con una rivalutazione della rendita catastale. Risultato? L’importo sarà più alto che in passato.

Che cosa farà chi arriva a stento a fine mese, chi chiaramente da anni non ‘va’ più in ferie, chi non acquista più abiti o scarpe che se non quelle porcheriole cinesi vendute nei mercatini, chi non è più in grado per età ed acciacchi di trovare un lavoretto integrativo? Insomma, come faranno tutti coloro la cui vita è drasticamente cambiata dall’arrivo dell’Euro perché se prima 3 milioni di Lire erano sufficienti per una vita dignitosa, 1.500 euro non la consentono davvero?

L’altra chicca è l’aumento dell’Iva dal 21 al 23%. sottolineando che tale aumento non riguarderà gli alimenti. Ecco, io vorrei dire loro che si può rendere più longeva la lavatrice utilizzandola solo per la biancheria da camera e da bagno, ma se si guasta la cucina a gas? Mangeremo solo panini ed insalate?

Hanno anche precisato, con orgoglio, che ‘GLI ITALIANI ACCETTANO DI FARE SACRIFICI SE QUESTI SARANNO CONDIVISI’, ma si rendono veramente conto di quello che dicono? Hanno una seppur pallida idea di come sopravvive una buona parte del popolo italiano? E non parlo dei diseredati che si vedono sempre più frequentemente frugare nei cestini e bidoni della spazzatura, di quella varia umanità che frequenta le mense della Caritas o i dormitori, no.

Io vi parlo di coloro che vivono in case di proprietà acquistate facendo dolorose rinunce economiche, pagando mutui onerosi nella speranza di assicurarsi una vecchiaia tranquilla, di coloro che vestono dignitosamente con abiti vecchi di 10, 15 anni, che hanno come unico svago la passeggiata o il televisore poiché teatri e cinematografi sono ormai troppo cari, che hanno rinunciato al ‘quotidiano’ riservando l’acquisto del giornale ad occasione speciali, che pagano e hanno sempre pagato interamente le tasse e che hanno visto i loro risparmi dimezzati prima dall’Euro e poi ridotti al lumicino o azzerati da indispensabili interventi chirurgici o da ristrutturazioni necessarie alle loro case vecchie di 40, 50 o più anni. Che cosa devono fare tutti costoro? Vendere le abitazioni? E poi?

Grazie ‘signori’ della politica e ‘grazie, anche a voi signori tecnici!

GRAZIE PER RENDERCI LA VITA COSI’ DIFFICILE, triste e colma di incognite… Per favore, prima di parlare di equità e sociale, fermatevi un attimo e riflettete: non prendeteci in giro!!!

Io sono una liberale ormai d’antan, una che, pur non possedendo patrimoni, crede fermamente che questi, quando siano il risultato di redditi legali e leciti, sui quali siano state pagate le tasse, NON DEBBANO essere ulteriormente tassati.

Atteso il momento che stiamo vivendo, se sacrifici debbano essere chiesti, prima li evadano i ‘ricchi’. Se questi non bastassero forse, dico forse, sarà possibile ricorrere ad un’ imposta sull’unica casa.

Domenica: un’altra chicca. Si tratta della strombazzata eliminazione del vitalizio agli ex parlamentari. In un’intervista televisiva, la Presidente del PD asserisce che da tempo il Consiglio di Presidenza della Camera aveva deliberato la soppressione del vitalizio (minimo 4.000 Euro) per gli ex deputati. L’intervistatrice le fa osservare che questo riguarderebbe solo i futuri eletti. La Presidente Bindi concorda e ricorda che le nostre leggi dispongono solo per il futuro, nulla può riferirsi al passato.

Peccato però che i pensionandi non siano trattati allo stesso modo, infatti dal momento in cui passerà la legge tutti saranno soggetti alle nuove norme. La stessa cosa non vale, evidentemente, per i parlamentari. Ovvio, PRIVILEGI DI CASTA!

NB: La legge dispone per il futuro e non per il passato a meno che non sia chiaramente evidenziato nella stessa: sono reminiscenza dei miei studi di diritto, o sbaglio?

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