Non se ne esce

Ultima modifica 20 Aprile 2015

Senza lavoro non se ne esce!
Vorrei poter dire che non ci sarà l’aumento dell’IVA, ma proprio non posso.
Queste, tra l’altro, le frasi refrain che gli uomini di governo ripetono quotidianamente. Parole, parole, solo parole.
Ma fatti?

Fino ad oggi non se ne sono  visti. Promettono decisioni, promettono, promettono, ma….decisioni? Nessuna, solo qualche rinvio.
Rimandare le decisioni, sembra l’unica via percorribile, l’unica via che sanno percorrere. Il governo dice di lavorare, ma a che cosa?
È vero che la difficilissima situazione economica ha prodotto una diminuzione delle entrate nonostante l’aumento delle imposizione.
Quando diminuiscono le risorse a disposizione dei cittadini , diminuiscono contestualmente i loro acquisti con l’immediata riduzione del gettito IVA, successivamente a meno guadagni corrisponde un diminuito gettito delle imposte dirette.

Sopperire a queste diminuzioni con un aumento dell’imposizione indiretta è pura stupidità! È anche vero che l’Europa auspica uno spostamento dell’imposizione da diretta ad indiretta, ma di spostamento si tratta, cioè di una netta diminuzione delle imposte dirette (da adeguare al livello medio europeo) e solo allora procedere all’aumento di quelle indirette ( IVA).

Ma questa precisazione è sempre dimenticata dai nostri politicanti, quasi fosse cosa da poco (che non è), quasi che fosse colpa dell’Europa (che pure di colpe ne ha) se si trovano costretti ad aumentare le tasse.
Ma non tutti i cittadini sono disattenti, qualcuno sa leggere e vuole leggere e capire, ed è per questo che ho parlato di pura stupidità perchè a maggior imposizione ( soprattutto in periodi come questo) non corrisponde assolutamente un aumento delle entrate poiché i soldi a disposizione della gente sono quelli che sono, pochi, pochissimi. Non si tratta, oggi, di essere oculati per accantonarli, ma di essere oculati al massimo per poter arrivare a fine mese, e non sempre è possibile.

Un aumento dell’ IVA, quindi, lascerebbe invariate le entrate dello Stato facendoci diventare contemporaneamente ancora più poveri e rendendo la vita ancora più difficile ai suoi cittadini.

E, quindi, invece di risolverli, aggraverebbe i problemi.

Oggi ha approvato un decreto con 80 punti, lo ha chiamato del fare, e, sembra, siano state dettate nuove norme per snellire le procedure, per alleviare i problemi che crea il fisco quando i contribuenti sono in reale difficoltà. Sembra che abbia cambiato le autorizzazioni preventive in controlli successivi, ma il problema dei controllori? Vedi Taranto?

Hanno studiato un sistema di multe per gli enti che non osservano i tempi dei pagamenti. Ha trovato del denaro per finanziare alcuni lavori pubblici, dove? Togliendo i finanziamenti da altre opere, come è accaduto per il terzo valico ligure?

Sì, perché dovete sapere che il tratto di ferrovia veloce tra Genova e Milano aveva un, se pur parziale, finanziamento, ma ora questi soldi sono stati distratti e, con altri, vanno ad impinguare un fondo per lavori pubblici istituito per far ripartire (sic!) la nostra economia. Magnifico!!!

Li tolgono da una parte per… Se il nostro governo non sa pensare ad altro per risollevare la nostra economia perché non agisce come il governo tedesco? Perché non imita le azioni della sig. Merkel?
Agendo, come ha agito lei, pensano soprattutto al bene del proprio Stato a scapito di tutto e di tutti?
Mi spiego.

Quando si sono profilate le gravi gravissime difficoltà di Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna ed Italia, la sig.a in questione ha operato in modo tale che l’Europa ( non la Germania, badate bene) concedesse prestiti, ufficialmente per scongiurare i possibili default, ma pretendendo che i soldi versati servissero innanzi tutto per pagare i debiti che gli stessi Stati avevano contratto con l’estero, in primis la stessa Germania, le cui banche traboccavano di titoli spazzatura emessi dagli stati in pericolo, salvando quindi le banche dal fallimento.

Inoltre ha preteso che la Grecia confermasse e pagasse acquisti di beni, soprattutto militari, firmati con imprese tedesche.
Lo scotto lo hanno pagato e lo stanno pagando i popoli portoghese, irlandese e, soprattutto quello greco, la Spagna e l’Italia non hanno voluto usufruire di tali prestiti capestro. Questo ha fatto la Merkel!

 E noi? Dove trovare i soldi che ci sono indispensabili? Ci servono immediatamente, è chiaro e noto a tutti.
Ma è semplice: ritiriamo sic t simpliciter tutti i nostri soldati impegnati nelle così dette missioni di pace. Immediatamente senza se e senza ma. Non ci possiamo permettere di mantenerli, letteralmente parlando.

Abbiamo, o meglio, i nostri governi hanno firmato impegni internazionali? Hanno agito superficialmente, senza tenere in alcun conto le nostre possibilità, e li vogliono mantenere per vanagloria, perchè, o almeno così dicono, l’Italia vanta un osto di prima importanza nel mondo, e allora? Chi lo vanta? L’Italia?

L’Italia di quelli che frugano nei cassonetti alla ricerca di qualcosa da mangiare, o di quelli che fanno la fila al di fuori dei mercati generali alla chiusura degli stessi, quelli che trovano un pasto caldo solo alla Caritas? I cassintegrati? I disoccupati cronici e non? Gli esodati?
Quelli che con molta, moltissima fatica riescono appena, appena a sopravvivere tra mille e più rinunce?

Ma fatemi il piacere!

Pensate al nostro di benessere una volta tanto e, forse comincerete ad essere più credibili e meno disprezzati.

Nonna lì

 

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