Ogni bambino ha il suo temperamento e il suo stile (comportamentale)

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Ultima modifica 31 Agosto 2016

Fin da quando nascono i bambini sono catapultati in un mondo nuovo, fatto di situazioni, ambienti e persone nuove che gradualmente scoprono e conoscono.

Qual è la loro reazione dinanzi alle varie e diverse novità?

Alcuni bambini reagiscono con slanci entusiasti ed affascinati; in modo eccitato e talora impulsivo si lanciano su ciò che vedono o conoscono per la prima volta. Altri, al contrario, sono più accorti, apparentemente “timorosi” e cauti, per cui impiegano più tempo ad avvicinarsi e ad entrare in contatto con ciò che è nuovo e non familiare.

Perché?

In realtà entrambe le reazioni, sia quella più entusiasta e impulsivache quella diffidente e restia, sono normali.

I primi hanno solitamente tempi di reazione rapidi e veloci e reagiscono con eccitazione ed entusiasmo dinanzi alle novità, mentre gli altri necessitano di prima fase di osservazione della situazione e/o dell’ambiente per poi “partire”.

Questo non significa che questi bambini abbiano difficoltà, insicurezze o non siano curiosi verso l’esterno, ma semplicemente ciò che cambia è l’approccio: alcuni si lanciano, altri necessitano di “studiare” e familiarizzare con la situazione prima di buttarsi.  Questo stile comportamentale tende a rimanere un atteggiamento di base che si mantiene anche in età adulta. Infatti, se ci pensiamo bene, anche fra gli adulti, vi sono quelli più impulsivi che si lanciano “a capofitto” nelle sfide e nelle novità, mentre altri sono dei “diesel”, che hanno bisogno prima di osservare e conoscere la situazione per poi solo in un secondo momento “partire”.

comportamento-bambini

E noi genitori, cosa possiamo fare?

Se ci poniamo in un atteggiamento di osservazione, possiamo facilmente comprendere l’atteggiamento che nostro figlio assume in generale verso il mondo esterno e le novità, ovvero il suo stile comportamentale in queste circostanze, e se ci riflettiamo, troveremo delle similitudini con uno o entrambi i genitori o magari con qualche familiare stretto che tende ad avere un atteggiamento similare.

La comprensione è il primo passo per “lavorare col bambino e non contro di lui” (McClowry, 2003).

La prima cosa che possiamo fare è accettare il comportamento e la reazione che nostro figlio può avere, anche quando differisce dal nostro modo di agire e approcciarci alla vita e dalle nostre aspettative, perché come ogni persona, anche lui ha un suo stile personale che richiede di essere accettato e rispettato come tale.

Poi possiamo intervenire anche nell’aiutarlo a mitigare e contenere queste sue reazioni di base: nel caso di bambini con una spinta all’impulsività, il nostro intervento può essere funzionale a contenere questiloro slancisenza inibirli, ma semmai aiutandoli ad imparare a distinguere quando è possibile lanciarsi da quando occorre maggiore attenzione, e a poco a poco a contemplare e valutare anche i rischi a cui possono andare incontro in taluni casi.

Al contrario, i bambini più restii a partire, hanno bisogno di essere incoraggiati e sollecitati, pur nel rispetto dei loro tempi, per vincere quelle resistenze e paure inziali.

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