Onward-Oltre la magia. Bisogna credere sempre… ma proprio sempre!

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Ecco un altro film targato Pixar, che va ben oltre il cinema d’animazione.
Sì, perché dal punto di vista tematico e narrativo anche qui la profondità è alta. 

I temi affrontati sono seri, importanti.
Parliamo della memoria come componente da recuperare in un lutto.
Di un viaggio alla scoperta di se stessi.
Dell’accettazione e dell’importanza del ricordo del passato per vivere il futuro. Della capacità di affrontare le proprie paure e i propri limiti per poter crescere e maturare.

Onward è uscito dopo essere stato rimandato a marzo a causa del Covid.

E devo dire che siamo stati veramente contenti di poterlo vedere.
Già il trailer ci aveva colpito, ma il film ha superato le nostre aspettative. 

Il racconto parte proprio dalla memoria da elaborare legata ad un lutto fondamentale. Quello del padre. L’ambientazione è quella di un mondo fatato in cui abitano creature di qualsiasi genere. Stranamente con l’arrivo della tecnologia hanno deciso abbandonare la magia. 

Onward-Oltre la magia

Il riferimento al “nostro” mondo è innegabile.

Noi non siamo esseri magici, ma abbiamo scelto la tecnologia a discapito della “magia” dei sogni. Abbiamo scelto di semplificare il più possibile la nostra vita facendoci dominare dalla tecnologia. Ma forse abbiamo tolto colore al nostro modo di essere.
Forse abbiamo sacrificato alcuni valori.

I protagonisti sono due fratelli diversi, ma strettamente legati. Sono rimasti orfani del papà fin da piccolissimi. Uno non ha mai conosciuto il padre e vuole un incontro con lui.
L’altro ha dei ricordi emozionanti, ma non ha potuto dargli l’ultimo saluto. Ad un certo punto scoprono un incantesimo in grado di riportarlo in vita solo per un giorno.
Comincia l’avventura tra ostacoli ed imprevisti. Ma soprattutto ha inizio un commovente percorso che condurrà i due fratelli a recuperare il rapporto tra di loro. A ricostruire i ricordi legati al papà per poterlo riabbracciare.
Dovranno lasciare ogni costrizione e riuscire a convincere anche chi li circonda a cambiare prospettiva.

Tutto questo per riuscire a tornare indietro ai valori antichi.

Per riscoprire se stessi, passando attraverso le radici più profonde della tradizione.
Ma il fine non è quello di guardare con tristezza a qualcosa che non esiste più.
Quanto la possibilità di comprendere appieno ciò che è stato per poterlo far diventare la base per progettare e realizzare un futuro. Un futuro in linea con chi siamo e coerente con quello che vogliamo essere.

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Nel film sono presenti delle immagini iconiche di una bellezza e potenza unica.
La danza in cui il busto le gambe del padre il figlio si sovrappongono oppure il dialogo tra figlio e la registrazione audio della voce del padre.
Sono momenti unici che trasmettono il messaggio centrale del film. Non è possibile pensare ad un futuro senza poter comprendere quello che è stato. Comprendere ed accettare. Perché passato e futuro devono poter convivere. Non si può rinnegare nessuno dei due. 

Non bisogna mai smettere di credere ai sogni ed alla loro magia.

La tecnologia può aiutarci nella vita quotidiana, ma non può sostituirsi a noi. Non può spegnere la scintilla magica che c’era prima negli esseri umani. Non dobbiamo cedere alla rigida quotidianità dei nostri giorni.

Spaventometro: 0

Perfetto per tutte le età.
Nel film sono presenti anche momenti di ironia, che completano un quadro di assoluta piacevolezza ed emozione. Da non perdere!

40 anni, sono nata e vivo a Roma nello storico e suggestivo quartiere della Garbatella. Insegnante, psicologa/psicoterapeuta, mamma di tre piccole pesti: Gabriele 6 anni, “l’ingegnere/scienziato della famiglia”, Gaia 4 anni, la “nostra lettrice e ballerina” e Zoe 2 anni, “il sindaco”, con una capacità più unica che rara di decidere cosa fare e gestire i fratelli.

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