Parti vietati: le mamme di La Maddalena protestano col pancione

Ultima modifica 14 Marzo 2018

Certo che è proprio bizzarro che in un posto che si chiami Maddalena, nome che riporta ai vangeli, si faccia divieto di partorire la vita.

Parti vietati nell’isola sarda: le mamme di La Maddalena protestano col pancione

mamme di la maddalena

La Maddalena è un’isola del comune omonimo, di 11 mila abitanti.

Secondo la normativa emanata dal Ministero della Salute, capitanato da Beatrice Lorenzin, i punti nascita con meno di 500 parti dovevano essere soppressi già da diversi anni.

La legge mirava a mettere in sicurezza partorienti e partoriti, convogliando questi in centri più attrezzati.

Nell’intento la legge era ottima. Per di più lo scorso anno il Ministero aveva emanato un successivo decreto. Questo avrebbe rivalutato “le richieste di mantenere in attività punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti/annui e in condizioni oro geografiche difficili (art. 1 D.M. 11/11/2015)” 

Evidentemente la Maddalena non era tra questi.

Il reparto di ostetricia dell’ospedale “Paolo Merlo” è operativo dal 1970.

Ma se non si interviene le mamme di La Maddalena rischiano di partorire in mare.

Si, perché chiudendo il punto nascita, queste donne non avranno altra alternativa che andare a Olbia. Che significa 1 ora e 30 minuti di mare. Sempre che questo non decida di rallentare ancora la corsa delle mamme di La Maddalena (e chi vive in un’isola sa che succede).

Alla stampa il ministro Lorenzin aveva detto giorni fa: “Sta alle Regioni dotare il territorio di centri efficienti, con ambulanze ed elicotteri e potenziare il personale assicurando un servizio 24 su 24″ (Fonte: Il Giornale.it)

Ma purtroppo, e questo il ministro lo dovrebbe sapere, la Sardegna è l’unica regione italiana a non avere un elisoccorso.

Oltre ad una mancanza cronica di personale.

Al presidio ostetrico Paolo Merlo sono disponibili un ginecologo e un’ostetrica. Ma l’anestesista è di stanza ad Olbia. Con possibilità di raggiungere l’isola come sopra.

L’Assessore alla Sanità Luigi Arru difende la legge . E’ “per il bene delle madri de La Maddalena” dice. E noi ci crediamo.

mamme di la maddalena

Ma sempre per il bene delle madri lo scorso 8 marzo le mamme di La Maddalena sono scese in piazza con il loro pancione. Proprio in occasione della giornata della donna.

Chiedono un intervento deciso e urgente.

Il sindaco di La Maddalena Luca Montella invece non ci sta. “Se il problema è l’allenamento del personale del reparto, l’Asl può fare una rotazione con gli altri ospedali. La verità è che vogliono chiudere il nostro ospedale, negando alle nostre donne il diritto di partorire vicino a casa e in tranquillità” dice.

Dello stesso avviso la senatrice del M5S Manuela Serra. La Serra ha esposto un’interrogazione al Ministro Lorenzin, in aiuto alle mamme di La Maddalena. (Fonte: Sardiniapost.it )

Le nascite sull’isola si aggirano intorno a 60 ogni anno. Ma non è certamente senza punto nascita che le cose miglioreranno.

Tantomeno mi sembra un invito a fare più figli.

Soprattutto in condizioni difficili, anche dal punto di vista geografico.

Se questa doveva essere una norma che aiutava le mamme, una vittoria dello Stato sul dispendio di energie e denaro, credo proprio che anche questa volta il Ministro Lorenzin non ne sia uscita vincitrice.

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