Il dopo parto in Cina e la tradizione di “fare il mese”

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dopo parto cina

Ultima modifica 10 Ottobre 2019

Il mio terzo bimbo è nato in Cina, in un ospedale pubblico.
Ho potuto quindi sperimentare approfonditamente il modo in cui i cinesi affrontano parto e dopo parto e rendermi conto di differenze e punti in comune.

Una tradizione molto sentita, nonostante le mamme moderne incomincino a trovarla sempre più restrittiva e insopportabile, è quella di “fare il mese”, ovvero trascorrere in casa e con mille precauzioni il periodo del puerperio.

Il parto, secondo la medicina cinese, fa produrre al corpo molto “calore”e la neomamma deve evitare a tutti i costi di raffreddarsi. Ecco quindi il divieto di ingerire cibi freddi (le infermiere mi facevano perfino allungare lo yogurt con l’acqua calda!), e l’estrema attenzione a non prendere freddo o correnti d’aria (io che andavo in giro con gli infradito – era settembre – venivo additata come sconsiderata!), le quali potrebbero causare danni alle giunture che una donna si porterebbe avanti tutta la vita.

dopo parto cina

Alle neo mamme vengono inoltre offerte zuppe e tisane amorevolmente preparate dalle nonne o da speciali “ayi” (governanti) assunte appositamente per il post parto. Guai ad alzarsi e cucinare!
La nuova mamma deve stare a letto a riposare, l’unica cosa che potrà fare è allattare il bimbo (che nonne e ayi le porteranno a letto ad intervalli regolari).
Non è escluso che al neonato venga propinata un’abbondante dose aggiuntiva di latte in polvere.

zuppa cinese

Quindi vietato uscire, vietato fare i lavori, stancarsi, perfino farsi la doccia o lavarsi i capelli. Le istruzioni più restrittive impediscono perfino di leggere (per non rovinarsi gli occhi).

La nonna è un personaggio chiave del “mese” e spesso è la suocera che va a vivere in casa della nuora (magari cercando di dettar legge sul governo della casa!). Le suocere cinesi sono famose per essere dittatoriali ed invadenti e non sono poche le nuore che se ne lamentano!

Ah, non vi ho detto che naturalmente nemmeno il bambino deve uscire. Minimo un mese, ma alcuni dicono addirittura durante i primi cento giorni di vita. Probabilmente questa tradizione è dovuta all’alta mortalità che i neonati avevano nel passato. Difatti in Cina si fa una grande festa quando il bimbo compie i cento giorni: ha superato un periodo critico.

Io mi sono sentita rimproverare dalle nonnine al parco e perfino da un tassista, perché ho portato fuori il mio bimbo a diciassette giorni. Ma io, ragazze, non ne potevo davvero più di stare in casa. Così ho cominciato a mentire sull’età del bimbo e dicevo che aveva già compiuto un mese!

Ecco una lista di alcuni dei divieti (tratti dalla mia esperienza e da questo sito).

1. Non fare la doccia, non lavare i capelli, non lavare i denti.
2. Non bere bibite fredde (notare che in Cina “temperatura ambiente” equivale praticamente a “freddo”).
3. Non mangiare frutta fredda o alimenti freddi.
4. Non uscire all’esterno, non stare in stanze con l’aria condizionata, non prendere assolutamente correnti d’aria. Coprirsi bene! Anche se è piena estate.
5. Non stare sedute troppo a lungo, nemmeno sul divano: meglio di tutto riposare distese a letto.
6. Non leggere, guardare il cellulare, usare un computer: si potrebbero stancare gli occhi.
7. Non stare senza calzini né indossare scarpe aperte.
8. Non fare sforzi o troppo movimento. Riposare!

A noi occidentali questo riposo forzato pare eccessivo e antiquato: noi siamo abituate a correre e darci da fare a poche ore dal parto. E forse esageriamo all’opposto. La tradizione del mese è molto sentita in Cina e viene rispettata anche dalle giovani donne, magari in modo meno restrittivo.

Questa mia esperienza cinese mi ha insegnato che il dopo parto è un momento importante e delicato e che non dovremmo cercare di fare le Wonder Woman ancora coi punti che ci bruciano.

Riposarsi e farsi coccolare, dopo un’esperienza faticosa come mettere al mondo un bimbo, dovrebbe essere un diritto ed un piacere.

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