Pasticciaccio all’ italiana

Ultima modifica 20 Aprile 2015

Il caso ILVA occupa sempre più spazio nelle cronache e, come sempre accade in questi casi, nascono le fazioni: chi pro, chi contro.

Il gip aveva già deciso la chiusura dei forni più inquinanti e, dopo la sentenza del giudice del riesame, malgrado i ricorsi e le tante voci discordi, ha replicato con un ordinanza più dura: chiusura dei forni e esclusione del direttore dell’ilva, nominato  dal riesame, per conflitto di competenza.

Solo a questo punto il governo si è mosso, non poteva pensarci prima? Ma no! Ha atteso il decreto, che non è una sentenza: il processo, se e quando ci sarà, sentenzierà, alla fine dei tre gradi di giudizio, se e come si dovranno comportare i proprietari della fabbrica, per l’intanto è stata disposta la chiusura.

Chiusura che dicono lenta e farraginosa, IRREVERSIBILE comunque, e allora?

Se la sentenza definitiva disponesse diversamente? Sarebbe una sentenza inutile, inapplicabile. Assurdo!!!

La fabbrica è li da decenni, ed inquina, era noto che inquinasse,  esistono apparati di controllo statali, che cosa hanno fatto per tutto questo tempo? Hanno controllato o no? Hanno multato severamente la fabbrica, già prima che l’inquinamento assumesse le proporzioni gigantesche di oggi o no?

Qualcuno di loro è stato incriminato per omissione? Qualcuno di loro è stato indagato per verificare se avesse incassato BUSTARELLE più o meno sostanziose, o no?

Qualcuno di loro è stato indagato per sospetta corruzione o concussione, o no?

Da qualsiasi lato lo si guardi il problema è grandissimo e gravissimo.

L’inquinamento, a quei livelli, UCCIDE LENTAMENTE, la mancanza di lavoro fa morire di fame.

Dodicimila, 12.000, sono le persone che lavorano nella fabbrica senza contare quelle che operano nell’indotto.

Per queste ultime non ci sono garanzie, non c’è tutela, ma siamo sicuri di essere in grado di applicare la CASSA INTEGRAZIONE a 12.000 persone, ancora a 12.000 persone? Sono le nostre casse statali in grado di pagare ancora?

Dicono che se chiudono quei forni, chiude TUTTA LA FABBRICA, e non solo quella di Taranto, ma anche quelle di Genova e di Novi ligure. Può l’Italia permettersi di chiudere ancora le fabbriche?

Perché, checché ne dica Monti, non vediamo ancora la fine del tunnel, anzi, Marchionne (l’ads della fiat) ha detto, e la cosa stranamente e passata quasi sotto silenzio, che se continua la vertiginosa discesa delle vendite delle auto, uno stabilimento Fiat dovrà chiudere ne 2013!

E allora dove si recupereranno i fondi per pagare gli operai licenziati (pardon in cassa integrazione) se non produrremo quasi più nulla?

Il GOVERNO, in ritardo, ora insorge, tre dei suoi membri saranno a Taranto, si apre un conflitto tra poteri.

Si minaccia il ricorso alla Corte Costituzionale per verificare se la politica industriale sia AFFARE  di governo o di magistratura. La strana maggioranza, senza distinguo, è d’accordo con Monti.

La politica industriale è affare di governo e la magistratura non può occuparsene, l’opposizione, questa volta è unanime, anche se per motivi diversi.

Di Pietro avvalla l’operato della magistratura, per lui quest’ultima ha ragione a prescindere, non si interroga sul suo operato, lui, p.m. nell’anima, non ha dubbi: quello che fa e che dice un magistrato è verità rivelata.

La Lega, secondo me, ha perso l’occasione per riprendere un po’ della dignità perduta, perché ha liquidato il decreto del gip come una cosa di secondaria importanza, anzi ha chiosato che ‘ se fosse successo al nord quella fabbrica sarebbe già stata chiusa ’, e forse è vero, ma…ma Genova e Novi sono al nord e a loro interessa o no la vita della ‘gente’ che lavora li?

Napolitano…non ho sentito il suo parere, ne fornisce sempre e ‘bacchetta ’  più o meno vivamente il mondo dei partiti, meno quello della magistratura, ma lui non ne è il capo supremo? Comunque, in questo caso, tace… o non ho sentito io la sua voce?

Le fabbriche inquinano, chi poco, chi tanto.

Nel passato non ci si preoccupava molto delle conseguenze, ora siamo più attenti, ma….possiamo fare a meno dell’acciaio?

Hanno, gli scienziati, i tecnici di tutto il mondo trovato dei sistemi che, se applicati, riducono fino ad annullarlo l’inquinamento che le fabbriche di quel tipo producono? E allora perché non lo si applica?

Forse perché troppo costosi per le TASCHE dei proprietari? E se invece di confinarli agli arresti i carcere o ai domiciliari, si fissasse, per loro L’OBBLIGO DI RESIDENZA nelle immediate vicinanze della fabbrica, dove più grave è l’inquinamento?

 

Nonna Lì

 

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