Problema migranti

Ultima modifica 20 Aprile 2015

 

L’Europa ha stretto un patto scellerato le cui conseguenze, a quanto ci è dato, ricadono tutte sulle nostre spalle, vero è che i nostri governanti le hanno approvate e firmate senza pensare, senza capirne le reali motivazioni, senza ………, a cuor leggero e a testa vuota.

migranti

Last but not least hanno sottoscritto il trattato Dublino 3, quello che impone ad ogni stato di ospitare i migranti, sfamarli, offrire loro un tetto, prestare tutte le necessarie cure mediche, assicurare ai loro figli l’accesso gratuito alla scuola dell’obbligo, un lavoro adeguato alle loro esigenze ed aspettative in mancanza del quale concedere loro, da subito, un assegno mensile, oltre al mantenimento, ovviamente.

Inoltre garantire loro la libera circolazione, ESCLUSIVAMENTE entro i propri confini, poiché il trattato specifica che lo Stato in cui posa il piede il migrante è l’unico e il solo a doversene far carico, escludendo qualsiasi obbligo da parte degli altri Stati membri della U.E.

Per cui questi ultimi sono autorizzati a rifiutare loro l’ingresso nel proprio territorio in barba e in opposizione al trattato di Shengen e, se penetrati di nascosto, possono espellerli e rinviarli al mittente.

Possibilità della quale hanno ampiamente usufruito, e usufruiscono tutt’ora, Francia, Germania, Austria e Belgio, per non citarne che alcuni, ma che, come si evince chiaramente dall’ultima sentenza della Corte Europea, non è concessa all’Italia!

Eh si, poiché siamo stati condannati a risarcire i danni sopportati da alcuni migranti respinti dall’Italia atteso che altro era stato il primo paese dell’unione da loro raggiunto.

Ma la Grecia è stata considerata dalla stessa Corte paese non sicuro dove i migranti hanno dovuto affrontare un sistema di asilo disfunzionale e condizioni di detenzione abusive, condannando l’abituale pratica di rispedire dai porti dell’Adriatico uomini e donne appena arrivati.

Evidentemente l’Italia è un Paese sicuro, perché non risulta che gli altri stati europei che utilizzano abitualmente i respingimenti coatti siano mai stati sanzionati.

E lo siamo stati anche quando, migliaia di migranti, ansiosi di recarsi in Francia raggiungevano Ventimiglia, con qualsiasi mezzo, cercando disperatamente di salire su un train bleu per superare il confine, ma i gendarmi francesi, anche se in territorio italiano, ne impedivano l’accesso e quella massa di persone si riversava nelle strade della cittadina, occupando la stazione, le piazze, la spiaggia e ogni luogo disponibile, dormendo all’addiaccio, mangiando se e quando trovava cibo, senza o con pochissima assistenza da parte di solerti volontari, poiché, in quella grave emergenza diffusa anche in altre parti del territorio nazionale, era impossibile da organizzarsi.

Forse noi non siamo stati efficienti, ma la Francia non ha offerto nessun aiuto, anzi, ha rafforzato la vigilanza rendendo impossibile, o quasi, valicare i suoi confini anche sui monti.

Comunque, se alcuni migranti riuscivano nell’impresa, venivano immediatamente riportati coattivamente in territorio italiano, a cercare di sopravvivere per le strade, a cercare rifugi in ogni buco, in ogni anfratto.

Evidentemente solo l’Italia deve accettare chiunque si presenti alle sue porte.

Vero è che noi, non solo li accogliamo, ma li andiamo a prendere in mezzo al mare, spendiamo e spandiamo denaro che non abbiamo per portarli in salvo sul nostro territorio e, per questo, abbiamo ricevuto elogi dalla U.E. e poiché siamo così buoni………noi non possiamo respingere nessuno, noi.

E, poiché in Italia non c’è lavoro, se le imprese chiudono con effetto domino alla massima accelerazione, i migranti traccheggiano nelle strade e piazze italiane, vivendo ai margini, acciuffando quello che possono, sfuggono a controlli e……..ingrossano le fila della delinquenza.

Ora sappiamo che, NOI non possiamo respingerli anche quando sbarcano su altre coste, a differenza di altri sono esclusivamente un nostro problema!

Per noi Dublino 3 deve essere rispettata, per altri stati no!

Questa è l’europa!

Nonna Lì

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