Prodotti per l’infanzia: quando non puoi acquistarne più di tre pezzi

Ultima modifica 14 Ottobre 2019

Vi è mai capitato di andare nei supermercati per la grande spesa settimanale e accorgervi nel settore “alimenti per l’infanzia” che vi viene imposto un limite di pezzi da acquistare?

A me si. Mi è capitato di non poter acquistare più di tre, sei oppure otto pezzi. Quando mia figlia era neonata questo problema non c’era. Col mio secondo figlio a distanza di cinque anni si presenta questo limite.

alimenti-per-bambini

Ovviamente io non vado al supermercato ogni giorno. Per andarci devo prendere la macchina e farmi qualche chilometro. Quando il mio cucciolo era appena nato beveva ovviamente solo latte e quindi il problema del limite dei pezzi, come ora, era un GRAVE problema per me che non ho allattato. Anche ora comunque che uso il latte di crescita si protrae questo assurdo disagio.

Io non so se si possono fare nomi ma, ho chiesto spiegazioni direttamente alla dirigenza dei seguenti supermercati: Auchan, Esselunga e Famila.

I signori dell’Auchan mi hanno dato diverse risposte, purtroppo non si sono ben messi d’accordo fra di loro.
Non so se posso fare i cognomi ma ho le prove di tutte queste conversazioni.

Per ora diciamo che il primo mi dice ” è così e basta”.
Il secondo ” mettiamo il limite dei pezzi perché ce lo impone l’azienda fornitrice ” ( palla colossale secondo me)  il terzo ” lo facciamo perché altrimenti vengono i negozianti, riempiono il carrello e li rivendono a basso costo” decisamente  più credibile… il quarto “lo facciamo perché se una mamma compra troppi pezzi quella che viene dopo non trova più nulla”.

Mmmmhhh……. Io so soltanto che in mezzo a tutte queste scuse ci sono io che entro, acquisto tre pezzi. Esco. Rientro, acquisto tre pezzi , esco. Rientro, acquisto tre pezzi e torno a casa sfinita.

Tutto questo con un bambino piccolo nel carrello che per quanto buono sia… dopo un po’ si rompe.

Mi domando, ma il limite dei pezzi su articoli a basso costo… come mai c’è solo sui prodotti per l’infanzia?

Dov’è la convenienza di cui si vantano questi supermercati se mi obbligano a far scorta in farmacia dove costa di più?
Perché su tutti gli atri migliaia di prodotti alimentari e non che costano meno non c’è un limite imposto?
Come mi spiegate questa differenza?

Perché non va forse in quei supermercati il cinese di turno ad acquistare 700 brioches che costano pochissimo per poi  rivenderle?

E poi.
Le farmacie ordinano il latte dalle ditte produttrici.
Tutti gli atri negozi che hanno il latte per l’infanzia lo ordinano dalle ditte produttrici.
So quello che dico, ho fatto un’indagine personalmente, ho nomi e cognomi.

Le mamme vanno solo in farmacia o nei supermercati per questo genere di acquisti. Non certo dal cinese di turno…
Mi volete dire dove CAVOLO li rivenderebbero le persone di cui mi avete parlato e che, secondo voi, si riempirebbero il carrello dei suddetti prodotti??????

Qui c’è qualcosa che non mi torna.
Avete amici a striscia la notizia ?
Non mi fermo qui. La mia indagine continua.

Elisa Toscano

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