Professione mamma, istruzioni per l’uso.

Ultima modifica 24 Agosto 2020

E’ il mestiere più antico del mondo (no, non è un servizio su passeggiatrici notturne e colleghe) ma parliamo di un lavoro che ha a vedere con le origini di tutto, perché se qualcuno non lo avesse intrapreso non staremo qui oggi!
E’ lei, la dolce, cara, insostituibile: “Mamma”!
Per definizione, questo sostantivo femminile singolare, sta ad indicare 1. (fam.) una donna che genera figli; 2. (estens.) donna buona, che ha cura di qualcuno con affetto materno. Ed è ovviamente sul secondo aspetto che ci soffermiamo oggi.

In Italia, infatti, complice anche la crisi, sta prendendo piede la pratica di occuparsi, oltre che dei propri, anche dei figli degli altri ecco quindi, di conseguenza, abitazioni trasformate in luogo di lavoro, ma soprattutto nuovi spazi per creare occupazione.

In Germania si chiama “Tagesmutter“, che sta più o meno a significare “mamma di giorno”, ma è mestiere diffuso ormai in tutta Europa. Chiariamo subito che non è e non vuole essere un’alternativa al nido o alle strutture pubbliche, ma vista la carenza o spesso l’impossibilità di accedere ad esse, si rivela spesso una rete di salvagente indispensabile per le famiglie, che premete alle madri che vogliono tornare al lavoro di lasciare i pargoletti in un luogo sicuro e contemporaneamente genera occupazione.

Ma come si fa a mettere in piedi quest’attività?

Premesso che ogni Comune potrebbe avere regole “burocratiche” diverse per poter intraprendere questo percorso, cerco di darvi delle indicazioni di carattere generale più o meno comuni a tutte le Regioni.

-Per prima cosa si deve dare comunicazione di avvio dell’attività all’ufficio che si dedica ai servizi sociali (e alla pubblica istruzione nel caso in cui il nido si presenti come scuola materna) del comune o del municipio di riferimento.
-Poi è indispensabile aprire una posizione assicurativa approvata dall’Isvap per Tagesmutter e nidi famiglia da 0 a 6 anni.
-E’ infine essenziale che l’appartamento nel quale si vuole esercitare la professione risponda ai requisiti dell’abitazione civile di cui si ha piena disponibilità.

Per quanto riguarda le disposizioni legislative, i nidi famiglia si rifanno alla legge 285 del 1997 che, all’articolo 5 si pronuncia in merito a Innovazione e sperimentazione di servizi socio-educativi per la prima infanzia: “le finalità dei progetti di innovazione e sperimentazione di servizi socio-educativi per la prima infanzia possono essere perseguite, in particolare, attraverso: servizi con caratteristiche educative, ludiche, culturali e di aggregazione sociale per bambini da zero a tre anni, che prevedano la presenza di genitori, familiari o adulti che quotidianamente si occupano della loro cura, organizzati secondo criteri di flessibilità; servizi con caratteristiche educative e ludiche per l’assistenza a bambini da diciotto mesi a tre anni per un tempo giornaliero non superiore alle cinque ore, privi di servizi di mensa e di riposo pomeridiano. I servizi possono essere anche autorganizzati dalle famiglie, dalle associazioni e dai gruppi”.
In mancanza di regolamenti attuativi della legge però, la professione è perlopiù auto-regolamentata attraverso un codice di autocontrollo di cui si sono dotate le diverse associazioni presenti sul territorio italiano.
 Altro passo essenziale da compiere è poi informare il condominio nel quale ha sede l’appartamento che diventerà un nido famiglia, verificando se nel regolamento condominiale ci sono restrizioni in merito alle attività associative.

Come si diventa Tagesmutter?

A differenza di quanto si creda per diventare Tagesmutter non è necessario possedere alcun titolo di studio, ma questa regola è valida solo nel caso in cui si intenda offrire un servizio rivolto a bimbi da 0 a 3 anni.
Nel caso in cui, invece, il target di riferimento sia la fascia d’età dai 3 anni in su, è essenziale che la Tagesmutter abbia un titolo sociopedagogico come educatrice o operatrice d’infanzia, che renda la “mamma di giorno” adatta a proporre un programma didattico e un approccio equiparabile a quello di una scuola materna.
Le associazioni che si occupano di Tagesmutter consigliano però di far precedere l’avvio dell’attività da una sorta di tirocinio sul campo, provvedere ad un aggiornamento costante e ad un minimo programma ricreativo che, seppure non indispensabile per i bimbi da 0 a 3 anni, è essenziale per i bimbi dai 3 ai 5 anni.
Inoltre si consiglia di garantire la presenza costante di due persone, in modo che ci sia sempre qualcuno in caso di imprevisti per dare una mano o fare una sostituzione.
Ma indispensabili sono indubbiamente alcune doti: pazienza per garantire il benessere dei bambini e pazienza per aggiudicarsi la fiducia dei genitori! Insomma è necessario armarsi ed essere dotati di tanta pazienza: soprattutto con i secondi!!

Elisa Costanzo 

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