Quando il GF ti rovina la carriera

Ultima modifica 4 Settembre 2017

 

sergio-volpini-ottusangolo-300x225Per la serie: che fine ha fatto?

Se vi dico: “Sergio Volpini“, voi che pensate? … ok, non vi dice nulla.

Se invece vi dico: “Ottusangolo“, che pensate?
Ecco, vedete che ora ricordate tutto?

Alla primissima edizione della trasmissione Grande Fratello (ben 13 anni fa, ormai!), oltre a personaggi che sono rimasti alla storia per diverse loro caratteristiche come: Marina La Rosa (la gattamorta), Pietro Taricone (O’ Guerriero),  e tanti altri, c’era lui: il bel surfista che dispensava pillole di saggezza e di sapienza tanto da esser preso di mira dalla Gialappa’s, che l’ha insistentemente voluto in una delle edizioni poi dei loro “Mai dire…”.

Insomma, per tutti Sergio Volpini era l’Ottusangolo.

A nulla sono valsi gli anni trascorsi, i corsi di recitazione e di dizione seguiti, le comparsate in giro, la gavetta che aveva cominciato a fare nel mondo dello spettacolo. Era sempre Ottusangolo. C’era ben poco da fare, non si riusciva a scrollare di dosso questo appellativo, nonostante tutti i suoi sforzi.

Così, ultimamente ha dichiarato:
“L’episodio che mi fece capire che dovevo abbandonare la nave prima di schiantarmi sugli scogli risale al 2006. Fu un episodio per me dolorosissimo, determinante. Avevo sostenuto un provino per un film. In quell’occasione portai il monologo dell’attore Edward Norton nella scena più importante del capolavoro cinematografico La venticinquesima ora. Al regista piacque molto quella interpretazione e mi disse che il ruolo sarebbe stato mio. Ma quando venne interpellato il produttore, lui rispose senza pensarci un attimo, quasi stizzito: Volpini, l’ottusangolo? Ma siamo impazziti! Ci rimasi malissimo, allora capii che nella vita c’è un limite che non si deve mai superare.”

Non rinnega il suo passato nel GF, sa di esser stato fortunato a partecipare a quella edizione e che poi le ha procurato diversi ingaggi molto ben remunerati, sa che ha potuto trascorrere un paio di anni nel divertimento e nella spensieratezza, vivendo sulla scia di quella esperienza. Ma poi, tutto è finito nel giro di poco tempo, si è spenta la notorietà e si è consumata come una candela e quando ha cominciato a volerla alimentare col talento, era troppo tardi. Questione di tempi. Di modi.

Fatto sta che ora si occupa di pubbliche relazioni, la sua vita è ben diversa e dichiara di essere felice così. Certo è che, comunque, da quel che dice, un pizzico di rimpianto ce l’ha.

 

Micaela – Le M Cronache

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