Rigore? Ma per chi?

Ultima modifica 20 Aprile 2015


Più volte abbiamo sentito ripetere dal nostro Presidente della Repubblica richiami al rigore, alla indispensabile necessità di sottoporre a duri sacrifici per salvare l’Italia.

Sacrifici per chi? Per il popolo, per la gente comune, non certo per chi, come lui, vive nell’agiatezza e alle nostre spalle.

Eh si, perché lui ha i suoi diritti, i suoi privilegi, capite bene che nella sua posizione…non si può certo far notare di vivere in ristrettezze o, perlomeno eliminando alcune sfiziosità decisamente superflue o voluttuarie, ci mancherebbe altro che vendesse qualcuno dei tappeti che ornano la sua residenza, o qualche quadro, o qualche piatto o qualcuno delle posate d’argento che usa quotidianamente, figurarsi poi quando riceve personalità estere, deve far ammirare le bellezze italiane, deve far notare che, in fondo, non siamo sull’orlo del baratro, ma che ci possiamo permettere, (Lui si può permettere!) di vivere nello sfarzo, nella più assoluta delle agiatezze.

Non sente il dovere  di sottoporsi a sacrifici, non fosse altro che per dare un esempio, per marcare una contiguità con il resto della popolazione.

Invece il Quirinale è una delle residenze più costose, molto, molto più costosa dell’Eliseo, della Casa Bianca e persino del lussuosissimo palazzo reale Inglese, ma non basta perché Lui non si fa mancare la possibilità di viaggiare, magari con il pretesto di incontrare, per motivi di ufficio, altri capi di Stato.

Peccato che i suoi doveri di Ufficio siano molto, molto limitati.

Secondo la nostra Costituzione il Presidente della Repubblica è una sorta di garante della legittimità degli atti dei tre poteri dello Stato, una sorta di figura super partes, che con la sua garanzia di impunibilità, può sorvegliare, ma mai modificare gli atti compiuti da altri. Può, per esempio, rimandare una legge alle Camere motivando la sua perplessità a promulgarla, ma il parlamento, può restituirla invariata e il Presidente è obbligato  a firmarla.

Anche quello di nominare il Presidente del Consiglio o di dichiarare guerra è una prerogativa sui generis poiché il vero potere è prerogativa del Parlamento.

E, quindi, perché recarsi all’estero ed incontrare i plenipotenziari degli Stati? E con quella frequenza poi!

Per vanità? Per fingere un potere che non ha? E anche ora che è da tempo entrato nel semestre bianco, perché vuole recarsi negli USA.? Per un ultimo omaggio ad Obama, forse?

Non sarebbe meglio che risparmiasse quel denaro per un migliore uso?

Forse pensa che rappresenti solo una piccola, trascurabile goccia, nell’oceano delle spese dell’ italica politica, ma l’oceano è fatto di mille piccole gocce e quelle rappresentate dai suoi personali risparmi, forse non formerebbero un oceano, ma un mare si.

Ci pensi Presidente!!!

Nonna Lì

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