Scuola a distanza: esserci nonostante tutto (anche se la scuola è altro, si sa)

Ultima modifica 19 Marzo 2020

E Matteo scrive “Maé ma ci torniamo a scuola prima di giugno?”

Caro Matteo, mi hai dato la stretta al cuore che dovevo aspettarmi… non si sa.
Io ci spero come speravo che non chiudessero, ma con le necessità di uno stato intero e con la malattia non ci possiamo scherzare.

Ma lui l’ha chiesto scrivendo e voleva forse una risposta diversa.
Anch’io.

Insomma siamo qui, in una rete eterea di desideri che più o meno percorrono stessi vettori. Sembra un brutto sogno. Ma in questo pantano in cui non riusciamo a muoverci fisicamente, schizzano fuori le tensioni verso il gruppo.
Nel fine settimana passato, con lentezza, ma inesorabilmente, tutti o quasi i nostri piccoli studenti sono arrivati al nostro nuovo ritrovo: non ha mura scrostate né controsoffitto.
Non ha una LIM né il pc che Maeeeenonsisente, ahahahasièbloccatoilvideo.
No,qui non ci sono sedie che strisciano Machesonoviveragazziiiibastaa… non c’è nulla di nulla.

Ma ci siamo noi.

Scuola a distanza

Nessuno ci va a prendere il caffé, ce lo dobbiamo prendere da sole: forse più buono ma molto meno simpatico e troppo silenzioso.
Il silenzio al mattino non lo sopporto più. Prima me lo godevo, ora lo odio.
Ma sono una maestra perdinci, basta con le nostalgie… plin plin è l’unico suono surrogato di “Maé va bene come ho fatto?” o “Questo esercizio non l’ho capito”

La paura di non riuscire, di non farcela a farli sentire di nuovo parte della classe è stata tanta, perché in certe situazioni, o tutti o nessuno vale.
Far partire le classe di Edmodo è stata dura e siamo ancora in costruzione…ma ce la facciamo.
Non puoi certo avere nella classe virtuale 10 su 25…non avrebbe senso.

E lo sapete qual è il bello (anche se mancano 2 o 3 ma entreranno)?
Che nella chat di gruppo si cercano, si stupiscono di trovare “Ah…ci sei allora!”.

E il simpatico che “Ciaooooooo… ma perché lui non scrive?”
Eh… perché timido in classe e timido qui.
In piattaforma c’è l’opzione Elimina messaggistica. Ma non si fa, neanche per idea!

Pian piano si sta ricreando come può una voglia di stare insieme “come prima”.

No… scuola non è dove siamo noi.
Mai sarà come entrare al mattino alle 8.05.
No… non lo sarà mai, perché io parlo e non vedo i loro visi.
Non lo sarà mai.

Prova questa forza che ha portato tutti i genitori, gli zii, i nonni ad aprire una piattaforma on line e digitare codici per farli entrare.
E’ la mancanza che spinge ad aggrapparsi a un granello…

Scuola a distanza

Ma comunque, anche se riusciamo a ricreare l’1% della scuola che siamo, loro il gruppo lo sentono e ci vogliono stare dentro, c’è poco da fare.

Sono contenti, al di là dei compiti, sono contenti.

Il granello di scuola in casa, io credo, che li aiuterà a “stare” in queste giornate sempre uguali. 
In questo frangente anche i genitori sentono che scuola non è solo fare i compiti.
E’ anche e soprattutto imparare insieme. E’ il desiderio di entrare nella classe, quella classe in cui adesso ti manca anche quello che ti sta antipatico, perché ti ruba la parola, e quello che ride, senza pensare che non è proprio il momento, e quello che ti chiede un pezzo di merenda a sfinimento perché il panino col salame eh… è il panino col salame.

Io lo so che è complicato: bisogna trovare un sottile equilibrio tra il compito e l’attività rilassante, tra il lavoro duro e i tempi che, per forza di cose, non possono essere quelli scolastici: così dice la mia collega da quando abbiamo iniziato a mandare attività.
Prima dell’aggiornamento del ministro del 18 marzo.

Manca il traino collettivo dell’insegnante che spinge un’onda, di quelle buone, in classe, che poi viene portata a riva da tutti. Manca l’aiuto reciproco, la parola santa del compagno, l’occhio di tutti su tutti. Mannaggia se manca!

Però facciamo tutto ciò che si può.

Una mamma mi ha detto che è importante che sentano le nostre voci. Che all’inizio si commuovono pure… quant’è dura.
E non vi sto a dire cosa vuol dire quando ti chiamano “Maé mi puoi spiegare questo esercizio?”
Ecco, meglio che non ve lo dico.

Il succo di tutto ciò non è che la scuola si fa lo stesso… seee ciao.
Il succo di tutto ciò è provare in tutti i modi ad esserci nonostante tutto.
Ecco, esserci nonostante tutto.

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