Situazione secondaria

Ultima modifica 20 Aprile 2015

 

Queste le parole con cui Renzi ha salutato il crollo dei votanti, soprattutto in quell’ Emilia – Romagna da sempre considerata come il bacino privilegiato dei voti della sinistra nostrana, terminando, poi, con quel suo sorriso sbilenco, ma estremamente compiaciuto, con il PD, anzi il Mio partito ha vinto!!!

matteo renzi

Questo soltanto gli importa, vincere, e con largo margine, ma il 39% di voti, che sarebbe un bottino importante SE, se avesse votato la maggior parte de cittadini aventi diritto, invece di quel misero 37% in Emilia o del 44% in Calabria.

Significa che ben più della metà dei cittadini ha disertato le urne!

Semplice, no, ma meno semplice è stabilirne il perché.

Ma il nostro ineffabile primo ministro la considera una condizione secondaria, di relativo interesse, quello che lui evince da queste ultime elezioni è che non ha rivali, che la destra, divisa e conflittuale, non ha più presa sui votanti, che il movimento 5 stelle ha frenato la sua corsa poiché, per sua scelta, manca di visibilità, mentre la sinistra, parlamentare o meno, non trova voti, ne capi ne proposte, che la piazza sindacalizzata, non ha abbastanza forza, almeno nelle urne, da mettere fine al suo predominio.

Predominio tra i votanti, non nel paese.

Un governo, non eletto, al quale non interessa (è di secondaria importanza) che la maggioranza degli italiani non stia dalla sua parte!

Ce lo chiedono gli italiani, è il suo ritornello, ma quali e soprattutto quanti italiani?

Non importa, è di secondaria importanza!!!

Questo rafforza la mia impressine che in Italia la democrazia abbia fatto le valige e sia emigrata verso lidi più ospitali.

Non ho parlato della Lega, il perché è semplice, era presente solo in Emilia – Romagna, per ora, perché sembra diverso il progetto salviniano, vive e, forse, prospera solo al nord, con poche apparizioni in altre regioni.

Dicono che Salvini cavalchi il malcontento, dicono che viva di slogan ( soprattutto l’accusa viene da chi ha fatto degli slogan il suo linguaggio abituale) dicono che sia un fuoco di paglia, dicono che ……per il momento però incrementa il suo consenso e, se la situazione italiana non subirà una decisa svolta, se, chi governa, non smetterà di annunciare miracoli, ma si impegnerà con i fatti a modificare le regole, quelle vere, quelle che interessano il popolo, se non realizzerà le promesse tanto vantate, se non si vanterà del nulla realizzato gabellandolo per grandi e importanti riforme, non vedo chi gli possa impedire di incrementare ancora il numero dei seguaci o simpatizzanti.

Ma, soprattutto se non ripeterà l’errore di Grillo che, pensando di essere ormai arrivato al traguardo, mentre aveva raggiunto soltanto nastri di partenza, si è ritirato nel suo guscio, disprezzando la visibilità offerta dai giornali, informando, parzialmente, il pubblico attraverso i social, dimenticando però che questi raggiungono un numero limitato di persone e, comunque i soli simpatizzanti.

Errore che ha, in parte, compiuto il nostro Renzi, che, non ha dimenticato di usare i media, le parole, gli slogan, le slide, ma ha dimenticato di realizzare le promesse, dimenticandone molte e passano, spesso, ad altre, nuove, nuove, sempre di grande impatto, ma la memoria dei cittadini anche se corta, non sempre è cortissima…….e le bugie si pagano.

Però……..però continuano a preoccuparmi sempre più quelle parole….problema di secondaria importanza, parole che si riferiscono alle urne disertate, al non voto, alla disaffezione dei cittadini, sempre che si tratti di quello che sotto la disaffezione non si celi la rabbia, che il disagio non cresca a dismisura, che non si trasformi in vera intolleranza e non solo verso il diverso, il fastidioso, ma anche verso le istituzioni e lui stesso.

Non si può governare non tenendo conto del parere del popolo, delle sue aggregazioni, non è populismo ascoltarlo, ma è democrazia.

E noi siamo una democrazia, o no?

 

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