Stili educativi genitoriali a confronto. Esito sulla crescita dei figli

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Lo stile educativo parentale è definibile come un insieme di caratteristiche dei genitori di un bambino o di un ragazzo.

Queste caratteristiche influiscono sulle azioni che i genitori compiono per aiutare i figli nei processi di socializzazione orientando la scelta di certe pratiche e comportamenti piuttosto che altri altri.

Ogni stile educativo parentale ha 5 caratteristiche tra loro connesse:

  1. I valori e le credenze dei genitori.
  2. Le aspettative verso i figli.
  3. Il clima emotivo che i genitori instaurano quando devono esprimere i propri comportamenti.
  4. Le modalità di comunicazione che i genitori adottano per rapportarsi con i figli.
  5. Il modo in cui i genitori esercitano il controllo sui figli e su loro stessi.

genitore autorevole

Dallo studio di queste caratteristiche la ricerca in psicologia ha individuato 4 stili genitoriali:

Il genitore autorevole

Il genitore autorevole presenta alti livelli di supporto emotivo e di sostegno all’autonomia e ai processi di presa di decisione. Ha un tipo di comunicazione chiaro, equilibrato e bidirezionale (che va sia dai genitori ai figli sia viceversa).
Inoltre, esercita un controllo adeguato e non restrittivo sui figli.

Il genitore autoritario

Il genitore autoritario fa molte (e talvolta pressanti) richieste ai figli.
Presenta bassi livelli di supporto emotivo e di sostegno all’autonomia e ai processi di presa di decisione e un tipo di comunicazione unidirezionale (che va dai genitori ai figli ma non viceversa). Inoltre, esercita un controllo molto restrittivo sui figli.

Il genitore indulgente o permissivo

Il genitore indulgente o permissivo fa poche richieste ai figli e presenta alti livelli di supporto emotivo.
Bassi livelli di sostegno all’autonomia e ai processi di presa di decisione e un tipo di comunicazione unidirezionale (che va dai figli ai genitori ma non viceversa). Inoltre, esercita poco controllo sui figli.

Il genitore indifferente o trascurante

Il genitore indifferente o trascurante presenta bassi livelli di supporto emotivo e di sostegno all’autonomia e ai processi di presa di decisione. Ha un tipo di comunicazione molto carente. Inoltre, esercita poco controllo sui figli.

E’ importante sottolineare che l’adozione di uno dei quattro stili educativi parentali da parte dei genitori non è, di per sé, sufficiente per stabilire come i figli svilupperanno la loro socializzazione. E’ fondamentale osservare anche i comportamenti attraverso in quali, a partire da un determinato stile, i genitori mettono in pratica quanto viene da esso indicato.

I dati della ricerca empirica mostrano che ciascuno dei 4 stili educativi (e dei comportamenti associati a essi) porta un esito differente nello sviluppo dei figli

I figli di genitori autorevoli tendono a essere più competenti a livello sociale.
Più equilibrati psicologicamente, più responsabili e sicuri di sé.
Molto più capaci di adattarsi alle diverse situazioni, più curiosi e creativi.
Hanno migliori risultati scolastici rispetto ai coetanei con genitori che adottano altri stili.

I figli di genitori autoritari tendono a essere più dipendenti e passivi e meno competenti a livello sociale. Curiosi e sicuri di sé rispetto ai figli di genitori autorevoli.

I figli di genitori indulgenti o permissivi tendono a essere più immaturi e conformisti e meno maturi e adatti ad assumere posizioni di leadership rispetto ai figli di genitori autorevoli.

I figli di genitori indifferenti o trascuranti tendono ad essere più impulsivi (ovvero meno capaci di regolare le emozioni in modo adeguato) e predisposti ad assumere condotte comportamentali rischiose rispetto ai figli di genitori che hanno stili differenti.

Infine, bisogna tenere in conto che gli stili educativi e le pratiche comportamentali che derivano da essi avvengono all’interno di una relazione in cui i diversi partecipanti a essa non sono soggetti passivi ma attivi.

Dunque, i figli vanno considerati non come soggetti passivi ma come agenti attivi in grado di proprie valutazioni e di autodeterminarsi (almeno per un certo grado).

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