Tempo libero

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E’ una riflessione che gironzola nella mia testa da un po’.

Sono convinta che ogni bambino abbia il diritto di vivere il proprio tempo libero come divertimento, come gioco. Per molti oggi rischia di diventare un incubo.
Fuori della scuola, quando andavo a prendere mia figlia, alle 16,30, mi capitava di osservare i tanti genitori che cercavano di mettersi d’accordo su come far passare il resto della giornata in maniera intelligente ai loro figli, se non avevano quel giorno una delle mille attività che li vede impegnati settimanalmente quali la lezione di danza, il maestro di pianoforte, la scuola calcio, l’incubo della piscina, lo sport alternativo della scherma, la lezione di tennis, e poi l’ora di catechismo, la lezione di teatro, la scuola di inglese (perché conoscere l’inglese è fondamentale e non basta mai), l’ora di ginnastica artistica, la riunione scout, il corso di chitarra, e ……potrei continuare ancora.
Il tempo dei bambini oggi mi rendo conto sempre più di come sia scandito da ritmi veloci, da una serie di compiti da seguire, come un promemoria su un calendario!
E così anche il giorno libero diventa occasione per riempirlo di altre attività,
Ma il fine settimana, direte voi? C’è l’ennesima festa di compleanno, che rispecchia la frenesia della settimana appena trascorsa. E s,i perché oggi non esiste una festa per bambini senza animazione, la preoccupazione che si ha è come far passare il tempo a questi piccoli fannulloni che altrimenti ne combinerebbero di tutti i colori, facendo leva sulla loro fantasia.
E allora ecco il clown pronto a far divertire tutti i bambini, ma proprio tutti, pure quello che vorrebbe mangiare in santa pace seduto su una sedia le cibarie dell’occasione, ma no, anche per questo c’è un tempo stabilito da altri, la pausa merenda!
Io credo che il tempo libero vada gestito rispettando davvero i tempi dei bambini che hanno bisogno anche del loro tempo di scelta libero, che hanno bisogno di provare anche cosa significhi perdere tempo, sperimentare la noia per avere la capacità di trovare da soli soluzioni per riempire questo tempo senza l’aiuto, lo stimolo, l’intervento dell’adulto, liberando la fantasia e la creatività.
Riempire di senso il proprio tempo non significa riempirlo di cose da fare. E’ questo che dovremmo imparare noi adulti per primi, riappropriarci del nostro tempo, anche di quello superfluo e ai nostri occhi inutile, perché solo così torneremmo ad ascoltare le nostre emozioni, i nostri sentimenti che hanno bisogno di quel silenzio che si crea nel momento in cui si ha tempo da “perdere”, e solo così possiamo capire quanto questo allenamento sia importante anche per i nostri bambini che imparano, nel silenzio che si crea nel tempo di scelta, ad ascoltare se stessi e gli altri.
Oggi quello che fa paura al mondo degli adulti e per questo si evita ai bambini questa capacità, è ascoltare le proprie emozioni, dare spazio ai propri sentimenti, perché è inevitabile che ciò provochi sofferenza e delusioni.
La cultura del dolore oggi è qualcosa di sorpassato.
I bambini sono esclusi dal vivere l’esperienza, ad esempio, di una morte. E’ giusto fa partecipare un bambino ad un funerale anche se di un nonno? E’ inutile, ci si risponde spesso, per poi magari farli scontrare con questa realtà attraverso cartoni animati, film, telegiornali, video giochi e quant’altro senza così nessuna connotazione affettiva, privata appunto di senso.
In questo dovremmo invece imparare dai bambini e dalla loro capacità di riempire di senso anche i momenti più dolorosi, che per noi adulti hanno tempi di elaborazione assai più lunghi.
Ecco che ritorna importante il discorso del tempo, allora mi rendo conto che siamo noi adulti ad aver paura di avere tempo a disposizione, noi stessi che ci lamentano di non averne mai abbastanza, ma la realtà è che la paura di averlo ci rende veloci come non mai nel riempirlo e impegnare quello dei nostri figli diventa uno dei tanti modi per non affrontare una tale eventualità!
Ma la mia paura è che questo preservare dalla conoscenza del dolore i bambini, possa generare negli adolescenti l’incapacità di superare poi un proprio dolore, anche “piccolo” ai nostri occhi ma enorme per loro, come un fallimento scolastico o una delusione d’amore, arrivando anche ad atti estremi per incapacità a gestire le proprie emozioni.
La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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