Time’s Up: Donne (e uomini) contro le molestie ai Golden Globes

Ultima modifica 23 Gennaio 2020

Time’s Up, tempo scaduto. Questo è stato il leit motiv degli ultimi Golden Globes, ovvero il riconoscimento annuale assegnato durante un pranzo di gala ai migliori film e programmi televisivi della stagione.
Il tempo scaduto si intende, come immagino il mondo sappia, alle molestie sessuali, in questo caso negli ambienti cinematografici.

Time’s Up: Donne (e uomini) contro le molestie ai Golden Globe

Time's Up

L’affaire Weinstein ha scoperchiato un vaso di Pandora che tutti conoscevano e nessuno denunciava.

Le molestie a tutte le attrici che volessero fare un film con il produttore più influente di Hollywood sono state denunciate. Qualcuno dice tardi, altri dicono meglio che mai.

Certo è che Hollywood (e dintorni aggiungerei io) non sarà più come prima.

Per lo meno non nell’immediato. Ma io spero che questa storia abbia scosso tutte le coscienze, di possibili “carnefici”, che ci pensino 100 volte prima di approcci violenti;  e di tutte le potenziali “vittime” di abusi e molestie.
Che Hollywood non è più come prima lo hanno dimostrato moltissime attrici proprio durante il gala per l’assegnazione del Golden Globes lo scorso 7 gennaio.

Al “grido” di Time’s Up, tempo scaduto appunto, le attrici, moltissime, che hanno aderito alla campagna antimolestie hanno sfilato rigorosamente di nero vestite.

Nicole Kidman, Kate Hudson, Angelina Jolie, Meryl Streep, Eva Longoria, Naomi Campbell, Michelle Pfeiffer, Sharon Stone, Susan Sarandon solo per fare qualche nome che ha sfilato sul red carpet. 

Tra tutte, lei, la presentatrice di sempre dei canali americani. La donna più potente della Tv americana: Oprah Winfrey.

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Che nel suo discorso di ringraziamento per il premio assegnatole alla carriera (Cecil B.De Mille award, andato per la prima volta a una donna afroamericana) ha parlato con toni da campagna elettorale, guadagnandosi ben 3 standing ovation.
Commozione in sala durante la lettura di queste parole. E anche a casa.
Un discorso indirizzato soprattutto alle donne. A quelle che negli ultimi tempi hanno avuto il coraggio di denunciare le molestie subite.

Quest’anno abbiamo fatto la storia – dice -. Ma non è solo una storia che riguarda l’industria cinematografica. È una storia che va oltre qualsiasi cultura, razza, religione, idea politica o posto di lavoro”.

Il tempo è scaduto continua Oprah, citando appunto il Time’s Up. Che non è solo un meme da condividere sui social.
Bensì un progetto  che ha preso forma a Hollywood e riunisce oltre 300 donne che lottano contro le molestie sessuali sul lavoro. Non solo a Hollywood ma in tutti i campi. Nel campo della medicina, dell’industria, del turismo, dello sport.
E c’è già chi vede la Winfrey in veste di candidata alle prossime elezioni presidenziali del 2020.

Il Golden Globes è stato appannaggio delle donne in nero?

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Si e no. Perché nonostante questo imperare di nero e di discorsi al femminile mi piace raccontare, qui, in un magazine di donne e mamme, anche di quegli uomini che non si sono girati dall’altro lato. Almeno durante quella serata.

Che hanno aderito al movimento Time’s Up. Dwayne Johnson, Tom Hiddleston, Garrett Hedlund per citarne alcuni.

E mi piace anche, per finire, concludere riportando il saluto del conduttore americano Seth Adan Meyers, che, rivolgendosi alla platea, ha esordito con “Good evening ladies and remaining gentlemen”.

Time's Up

Buonasera signore e rimanenti signori.

Il Discorso di Oprah Winfrey ai Golden Globes:

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