Due chiacchiere con Paolo Canton editore di Topipittori

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Dopo Babalibri ecco che anche i Topipittori sono stati così gentili da rispondere a qualche mia domanda curiosa sul mondo della letteratura per bambini!

 

La mia grande famiglia topipittoriLa letteratura per bambini in età prescolare fino a pochi anni fa era un po’ “povera” di testi.
Si è lavorato molto in questo senso e Topipittori è una delle case editrici che crede molto in questa nuova visione di letture per bambini.
Qual è la vostra visione in merito, cioè cos’è per voi la letteratura per bambini, l’importanza dei testi, la diffusione, il rapporto con il libro stesso?

Per i bambini e i ragazzi – proprio come per gli adulti – la letteratura, i libri, sono strumenti, utensili.
Strumenti per indagare e analizzare; utensili per costruire il mondo.
E dato che il mondo sta diventando sempre più complesso, è necessario che ci siano più libri. E libri migliori.

È anche necessario che i bambini comincino a prendere dimestichezza con questi strumenti, questi utensili, e con le loro potenzialità, quanto prima possibile, cioè quando il loro cervello è più attivo, capace, pronto, reattivo e la capacità di apprendimento massima.

Questo per almeno due ragioni.
In primo luogo, perché la complessità impone un vocabolario molto vasto e preciso per descrivere e analizzare il mondo e la propria relazione con esso: un bambino che ha poche parole è un bambino chiuso in una gabbia troppo stretta.
In secondo, perché la nostra è – volenti o nolenti – la società dell’immagine (o, meglio, delle immagini) e la capacità di leggere le immagini, per quanto sia relativamente naturale nel bambino, deve essere coltivata quanto e più di quella di leggere il testo perché l’immagine è uno strumento potentissimo, ma anche potenzialmente ambiguo e, quindi, pericoloso.

Noi cerchiamo di costruire dei buoni strumenti, dei buoni utensili, niente di più.

Diciamo che sono una mamma che si avvicina per la prima volta a questo mondo.
Non so cosa scegliere, non so cosa offre il mercato, non so bene neanche come si fa a capire se un albo sia adatto o meno.
Cosa mi consigliereste di fare per cominciare? Come si capisce se un albo è valido?

La prima cosa da fare, con i libri come con qualsiasi altro prodotto che si acquista per i propri figli è informarsi.
Una mamma inesperta può farlo molto facilmente rivolgendosi ai librai e ai bibliotecari, oltre che a strumenti online e a riviste specializzate.

Ma pensiamo che la regola generale stia in una semplice considerazione: «Se non vale la pena leggerlo a trent’anni, perché dovrebbe valere la pena leggerlo a cinque?».
Crediamo che l’intelligenza dei bambini meriti molto rispetto e che la prova del nove per la qualità di un albo illustrato sia l’attenzione e l’interesse che riesce a generare nell’adulto che lo deve proporre al bambino.
Anche perché l’adulto, assieme al contenuto del libro, trasmette anche la considerazione che ha del libro ha. Se non ne ha una buona opinione, lo ritiene futile, sciocco, “da piccoli”, probabilmente non riuscirà a convincere il bambino della bontà di quel che gli sta leggendo.

Però, attenzione: abbiamo detto “attenzione e interesse”, non “emozione”.

L’emozione può essere fuorviante, perché si fonda su un vissuto che il bambino sovente non ha.

Cicciapelliccia

Avete sicuramente sentito della scelta coraggiosa di Babalibri di sganciarsi da Amazon. Che cosa ne pensa Topipittori del messaggio che ha voluto dare?

Il nostro rapporto con le librerie, tradizionali e online è sempre mediato dal distributore, con il quale collaboriamo attivamente.
Non abbiamo avuto dal distributore alcuna segnalazione di eccessive pretese da parte di Amazon e, per conseguenza, non ci si è ancora posto il problema di decidere se proseguire i rapporti con questa piattaforma di vendita o no.
Non so quale messaggio abbia voluto trasmettere Francesca Archinto con questa decisione.
Conoscendo Francesca e stimandola come collega, ritengo che la scelta sia stata ragionata, probabilmente sofferta e, date le condizioni in cui è stata presa, presumibilmente corretta.

D’altra parte, riteniamo che il nostro rapporto con le librerie non sia in alcun modo inficiato dalla presenza di nostri libri su piattaforme di vendita online.
Cerchiamo di essere molto disponibili alle richieste dei librai e di promuovere iniziative che possano essere di reciproco beneficio.

Siamo convinti che si debba cooperare con tutti gli attori della filiera editoriale e che solo dal reciproco rispetto e dal riconoscimento di un comune interesse possa derivare un rapporto sano, umanamente ed economicamente.

Dal momento che un bambino piccolo difficilmente sceglie in modo autonomo un libro, come casa editrice pensate più a colpire il genitore o comunque il bambino resta centrico nella produzione di un albo?
I bambini che tipo di lettori sono?

La nostra idea di bambino è ciò su cui si fondano tutte le nostre scelte editoriali.
E’ quella che sancisce l’eventuale gradimento di un nostro libro da parte di alcuni bambini, ai quali la nostra idea corrisponde.

I bambini sono lettori attentissimi e severissimi.
Basta il più piccolo errore e si distraggono, cominciano a pensare ad altro e, se non lo danno a vedere, è solo per buona educazione.
È proprio questo essere naturalmente “lettore di qualità” che impone la qualità a chi pubblica libri a loro destinati

Le relazioni commerciali, invece, devono essere sviluppate con gli adulti.

È agli adulti che dobbiamo spiegare le ragioni delle nostre scelte.
Questo per far sì che possano decidere di fidarsi della nostra proposta consapevolmente, certi di una corrispondenza almeno a livello ideale.

A noi piacerebbe che gli adulti che mediano fra il libro e il bambino fossero severi nel loro giudizio quanto i bambini stessi.
Ci piacerebbe facessero molte domande, analizzassero con cura quello che si accingono ad acquistare in libreria o a prendere a prestito in biblioteca,
pensando al libro come a una macchina per fabbricare connessioni e relazioni.

Un libro dal quale non scaturisca almeno una domanda è un libro fallimentare.

Altrettanto fallimentare sarebbe non dare, a quella domanda, una risposta.

Spesso i bambini sono attratti dai personaggi e dalle storie che già conoscono, specialmente dalla televisione.
Come si deve comportare una mamma?
Abolire in toto in quanto “meno buoni” i libricini dei personaggi diciamo noti o accettarli comunque purché un bambino si avvicini alla lettura? 

Non ci piace il «Qualunque cosa, purché legga.»

Provate a pensare allo stesso principio applicato in un altro ambito: «Qualunque cosa, purché mangi» e via libera a ogni genere di cibo spazzatura.
Cosa pensereste di un genitore che si comportasse così?
La responsabilità dell’adulto è scegliere per il bambino.
Scegliendo per lui contribuisce a formarne il gusto.

Questo vale per i libri come per il cibo.

Ma pensiamo anche che ogni integralismo sia foriero di perversioni: non si possono escludere completamente bevande zuccherate e patatine fritte dalla dieta di un bambino, così come non sarebbe saggio rifiutare sempre al bambino il libro (per quanto brutto) del suo personaggio preferito dei cartoni animati.
Bisogna solo avere la forza e la determinazione di fargli capire che questa sua scelta non è condivisa o apprezzata, e non può che essere sporadica e occasionale.

Qual è il vostro albo del cuore e perché? Al di là del numero di copie vendute.
I cento ottanta libri che abbiamo pubblicato in tredici anni sono tutti, per noi, ugualmente necessari. Non abbiamo una preferenza.
Pensiamo che il nostro lavoro sia costruire un catalogo, non singoli libri.
Fare un discorso che non si esaurisca in una sola frase a effetto.

Quindi, no: non abbiamo un albo del cuore.

Il fatto che un libro venda molte migliaia di copie o poche centinaia non aggiunge e non toglie niente alla sua qualità. I libri hanno tempo: quelli che oggi si vendono a fatica domani potrebbero trovare un pubblico più vasto, e viceversa.
Il dato di vendita ha importanza solo per l’ufficio contabilità.

Ringrazio di cuore l’editore Paolo Canton che ci ha dedicato il suo tempo e spero che la nostra intervista sia di aiuto per tutte le mamme che si stanno appassionando a questo mondo!

Classe 1979, testona per DNA e per vocazione personale. Mamma di due meraviglie (ovvio) della natura Tiziano 2013 e Alice Testaduracomegranito 2015, moglie del mio grande amore Marco che è dovuto gioco forza diventare un folletto saltellante anche lui.

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