E’ tutta questione di sensazioni

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Ultima modifica 10 Ottobre 2019

Giovedì mi ha telefonato una maestra della ex scuola elementare di mia figlia. Mi ha detto che stanno facendo un progetto a scuola sull’immigrazione e mi chiedeva se sarei stata disponibile l’indomani a rispondere alle domande che tutti gli studenti di 4° grado avevano preparato. Ovviamente ho accettato di buon grado l’invito.

Non sapevo bene cosa aspettarmi. Mi hanno detto che se mi fossero state rivolte domande “fastidiose” dovevo sentirmi libera di non rispondere. Oddio… quali sono le domande fastidiose che dei bambini di 9 anni potrebbero farmi?

Quattro classi. 20 minuti in ciascuna classe.

Le domande sono state tante. Sulla religione, sulle stagioni (non fa freddo come qui!), come sono le automobili, come sono i vestiti (hey, ma lo sapete che la moda NASCE in Italia?).

Nessuna domanda fastidiosa. Alcune davvero interessanti. Quelle che più mi sono piaciute sono tre (che si sono ripetute anche in altre classi):

– Che sensazioni hai provato quando sei arrivata a Kenosha e hai dovuto lasciare in Italia parenti e amici?

Ecco, cos’ho provato? Mi sentivo completamente, totalmente PERSA! Anche in senso fisico: giravo per la città col navigatore sempre attivo e il senso dell’orientamento talvolta mi ha giocato brutti scherzi. Ma anche in senso psicologico. Ero in una città in cui non conoscevo NESSUNO e tanto meno ne conoscevo usi e costumi. Facile andare a vivere in un’altra città rimanendo nella tua Nazione. Ma quando la Nazione cambia? La lingua è un grandissimo ostacolo. Capire come tutto funziona. Le scuole soprattutto. Imparare ad accettare che tu sei e sarai sempre “lo straniero”, l’immigrato. Anche ora dopo più di 2 anni, sono ancora tante le cose che sto imparando.
E alla fine della giornata non avevo la mia amica con cui sfogare le mie frustrazioni, e non potevo chiamare la mia mamma o mia sorella. Eravamo noi 4. Solo noi a tenerci su uno con l’altro. Certo è che ora siamo diventati fortissimi e unitissimi. E chi c’ammazza a noi?

Non ho detto tutto questo a quei ragazzini, l’ho semplificata. Ma il senso era molto chiaro e loro stessi hanno commentato che forse non ce la farebbero.

– Che sensazione provi quando vedi esposta la tua bandiera o senti l’Inno della tua Nazione?

In quel momento davanti ai miei occhi è apparsa la foto che ho appeso qui davanti a me con le donne del Fioretto che alle scorse Olimpiadi ci hanno fatto sognare.

photo

Mi guardavo le olimpiadi e quando, non spesso come avrei voluto, sentivo il nostro Inno Nazionale mi alzavo in piedi e cantavo a squarciagola! E quando un amico caro, passato a trovarci, mi ha fatto vedere il Corriere della Sera con la foto, gli ho chiesto se me la poteva regalare. Ed è ancora lì.

E sapete che quando ero in Italia non ho mai pensato a mettere una bandiera in casa? Qui ne ho due, una grande appesa alla parete

flag big  ed una più piccina qui sulla mia scrivania

flag small

Quando sei lontano dalla tua Patria, per tua volontà o perché sei costretto, ti senti più legato a queste piccole cose. Forse si impara di più ad amare il proprio Paese quando vivi lontano.

– Che sensazioni provi quando vedi esposta la bandiera degli USA o ne senti l’Inno?

Innanzitutto va detto che qui la bandiera USA è OVUNQUE, non solo fuori dagli uffici e dai luoghi pubblici, ma anche nei giardini o nei balconi, in ogni classe, nelle Chiese. E l’Inno, che da noi si sente solo in occasioni speciali o nelle rappresentazioni sportive nazionali solo quando l’Italia vince, qui lo fanno prima di OGNI partita di campionato (baseball, basket, hockey, volley… tutte le partite). E’ veramente difficile non impararlo. E poi a scuola ogni mattina fanno il saluto alla bandiera.
Cosa provo? Mi alzo in piedi e la onoro in segno di ringraziamento: ringrazio per l’opportunità che ci è stata data, ringrazio per le nuove emozioni e le nuove cose che, grazie a questo paese, sto imparando e avendo.

 

Renata Serracchioli

1 COMMENT

  1. Anche qui in Cina le bandiere rosse con le stelline sventolano ovunque e l’ho appesa anche io alla porta di ingresso…una bandiera cinese in onore del paese che ci ospita e quattro bandiere italiane, una per ciascuno di noi che come dice il mio bambino siamo Italiani veri!!

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