Tutti contro tutti. E noi?

Ultima modifica 20 Aprile 2015

 

politiciAlfano contro Fitto, Renzi  contro Cuperlo, Grillo contro tutti.

E 10, 100, 1000 altri conflitti, beghe da cortile, una volta si diceva liti di comari.

Ma i nostri media, i nostri più o meno insigni giornalisti pensano davvero che queste miserrime diatribe per più o meno futili motivi, queste battaglie per una personale supremazia siano al centro dell’interesse della gente?

Come mi piacerebbe che liquidassero queste quisquilie con palese e scocciata noncuranza, concedendo loro solo poche battute di vibrante disprezzo focalizzando, invece, il loro tempo e il loro spazio sulle reali problematiche che ci affliggono, sul poco che fanno e sul molto che non fanno stigmatizzandone le loro inconcludenze ed incapacità.

Mettendone in evidenza la mancanza di volontà nell’ assumersi responsabilità, di imparare a non demonizzare l’avversario, di cercare di non demolirlo, ma sforzandosi di trovare elementi di condivisione per trarne la possibilità di varare, il più velocemente possibile, le riforme indispensabili per dare un giusto e moderno indirizzo a normative, leggi, prassi, burocrazia e quant’altro necessario perché quelle vigenti non sono in grado di assicurarci un vivere civile e ci hanno portato all’attuale disastro.

Certo, hanno trovato un buon aiuto nella disonestà anche intellettuale dei nostri eletti che hanno trovato  tutti gli escamotages,  hanno utilizzato pieghe e pieghine delle norme per crearsi il loro mondo dorato, per arricchire la loro vita di privilegi e di vantaggi, mondo dal quale è impossibile staccarli.
C’è chi dice che non sono tutti uguali, che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ma, guarda caso, la colpa è sempre dell’avversario politico, mentre la loro anima è candida come la neve.
Ma se molti sono i colpevoli, altrettanti sono i conniventi  e parecchi quelli che nulla hanno fatto per contrastarli, anzi ne godono tranquillamente i benefici che gli intrallazzi di altri procurano anche a loro.
Tutti insieme rendono semplice e facile la strada a personaggi allo sbaraglio, come Grillo, che trovano ampi consensi nel tuonare loro contro, additandoli al pubblico ludibrio e disprezzo.

Forse non ha tutti i torti il Grillo quando stigmatizza l’operato dei giornalisti, colpevoli di connivenza, ma, più verosimilmente quando peccano soprattutto di superficialità non disgiunta da palese o latente partigianeria.

Altro che indipendenza!!!

Nonna Lì

1 COMMENT

  1. per me fanno finta di attaccarsi l’uno con l’altro in realtà sono tutti d’accordo per non perdere e tenersi stretto tutto quello che hanno , ci prendono solo per i ……..

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