Un po’ di sano buonsenso

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Ultima modifica 6 Novembre 2015

La CNN ha dato largo spazio ad un consiglio che il sindaco di New York ha dispensato, dall’alto della sua carica e della sua storia personale a chi aveva voglia di ascoltarlo.
È abituale per il sig. Bloomberg  dispensare consigli su questo o quel argomento, consigli pressanti che potrebbero, a buona ragione, essere scambiati per vere e proprie crociate.

I suoi concittadini credo che ricordino bene le sue campagne contro le bibite extra large e quella ancora più intensa contro il fumo bandito dovunque. Ora il ricchissimo personaggio ha iniziato una vera e propria battaglia contro l’assurdo, secondo lui, proposito di ottenere una laurea, magari in una delle più prestigiose università statunitensi, senza averne le capacità intellettive.

Meglio fare l’idraulico, questo è il suo motto, piuttosto che insistere nel voler frequentare Harward se non se ne hanno le capacità.
Le persone di medio intelletto devono spostare il loro interesse verso un lavoro manuale, come l’idraulico per esempio, che sono mestieri che è quasi impossibile automatizzare, mestieri importanti che necessitano delle capacità manuali dell’uomo, capacità che, ad oggi, è impossibile ritrovare in un computer.

Chi non eccelle all’università, chi fa enormi fatiche a seguirne i programmi e gli esami, prosegue il ricchissimo sindaco, è meglio che abbandoni gli studi e si dedichi ad imparare un mestiere, che può rivelarsi più che redditizio e che risulta indispensabile per la società.

Il Bloomberg, è bene ricordarlo, ha creato un impero finanziario tutto da solo, un impero che vanta un capitale di oltre 27 miliardi di dollari sulla fornitura, elaborazione dati ed informazioni finanziarie ed è un ex studente di Harvard, la più prestigiosa università della Ivy League.
Forse, proprio sulla base della sua personale esperienza, insiste col dire che se non se ne hanno le capacità, è meglio cambiare target .

E , focalizzando il suo interesse sull’idraulica, durante il programma radiofonico che va in onda ogni venerdì sera, ha chiosato che un idraulico inizia il suo lavoro con un salario molto di più alto di un suo coetaneo appena uscito dall’università e, soprattutto, con meno soldi che uno studente spende in 4 anni, tanti sono necessari a conseguire una laurea, 40-50 milioni di tasse ( ovviamente lui ha considerato solo il costo delle migliori università statunitensi senza tener conto che in quelle meno importanti le tasse sono decisamente più basse), chiaramente tenendo altresì in conto che, negli U.S.A. gli studenti ricorrono ai prestiti d’onore concessi dallo Stato per ottenere una laurea, prestiti che devono essere restituiti con i primi guadagni.

Ma il miliardario ha preso anche in considerazione che il lavoro di idraulico non potrà, sempre secondo lui, mai essere rimpiazzato da un computer.
Il pensiero del sig. Bloomberg lo accomuna ad alcuni politici nostrani che di tempo in tempo stigmatizzano i sogni dei giovani italiani, il loro comportamento e li invitano, più o meno pressantemente, ad essere più realisti.

È rimasto famoso e mal sopportato l’appellativo di bamboccioni  con il quale l’allora ministro dell’economia Padoa – Schioppa  aveva bollato i giovani che, al di la di una sterile ricerca di un posto tranquillo e ben remunerato, nulla ponevano in atto per affrancarsi dalla tutela genitoriale, anzi si cullavano tra le coperte del loro caldo lettuccio.

Non diversamente era stato accolto l’appellativo di choosy della meno amata, e stimata, ministro del lavoro Elsa Fornero che ne aveva ribadito il concetto.

Uno dei sef –made – man italiani tra i più conosciuti, Briatore, nel suo programma televisivo ‘ The apprentice’ non tratta meglio i suoi giovani aspiranti, ai quali non riconosce troppe capacità, ma solo velleitarie aspettative mal dirette.
È vero che le figlie di Bloomberg si sono laureate in prestigiosissimi college e, fin’ora, non hanno dato gran prova di sé, se non sostenute dalle ricchezze paterne, ma loro se lo possono permettere.

Chi non nuota nell’oro non ne ha le stesse possibilità e deve fare i conti con le proprie capacità pratiche ed intellettive e se queste non lo sostengono deve cambiare target, semplicemente adeguandolo a sé.
Se non lo farà rimarrà un bamboccione o come altro lo si voglia chiamare.

Sarà un perdente, disilluso e sfigato, o no?

Nonna Lì

 

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