Una giornata fiabesca nel Bosco del Sasseto [Reportage]

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Ricetta per una gita fuori porta all’insegna dell’avventura: un bosco, un cattivo, una fata e un bel lieto fine.

Mescolando il tutto, nel grande calderone della fantasia, si ottiene un’avvincente storia.
Da vivere direttamente nell’incredibile Bosco del Sasseto, ai piedi del Castello di Torre Alfina, una frazione del comune di Acquapendente, in provincia di Viterbo (raggiungibile percorrendo la Cassia, altezza Km 130 o tramite A1 uscita Orvieto).
Tempo di percorrenza in auto da Roma è di circa 2 ore.
Servizi in loco: ampio parcheggio gratuito con all’interno un bagno pubblico (no fasciatoio) nei pressi del Piazzale Sant’Angelo, dove è presente anche la biglietteria.
Area pic-nic con due tavoli e alcune panchine in prossimità dell’accesso al Bosco.

Bosco del Sasseto

Fu ideato nella seconda metà dell’Ottocento dal Conte Edoardo Cahen, all’epoca proprietario del Castello, che realizzò i primi sentieri.
Il National Geographic lo ha definito “Il bosco di Biancaneve” per la sua simbiosi tra natura e geologia che lo trasforma in un luogo magico e misterioso. Un luogo animato da evocative e contorte forme degli alberi, lunghe radici, nascondigli, tronchi cavi e lussureggianti manti di muschio e felci.

Ma quello che rende unico e quasi irreale il Sasseto è la presenza di tanti alberi centenari, monumentali. Pensate che sono ancora visibili in posizione “orizzontale”, cresciuti su massi lavici effusi dalla bocca di un antico vulcano.

La nostra escursione è iniziata con la conoscenza di una simpaticissima ed esperta guida, Antonella.

Con il suo cestino di vimini sembrava un po’ come Cappuccetto Rosso pronta ad addentrarsi nel bosco; ma con sé, non aveva tante cose buone da portare alla nonna malata, ma un libro che custodiva un’antica fiaba.

Bosco del Sasseto

Un certo re di nome Nerino, assai cattivo, fece scendere il buio su tutto il borgo di Torre Alfina e soltanto la magia e il coraggio di una fata, di nome Smemorina, riuscì a riportare la luce e gioia tra la gente.
Durante la sua impresa, però, essendo un po’ smemorata combinò qualche guaio, perse le sue pietre magiche e addirittura non ricordava più se quel bosco potesse essere realmente la sua dimora. Insomma questa fata aveva proprio bisogno di aiuto, ma erano almeno quattro secoli che non si sentiva più cantare tra le fronde degli alberi.

Non ci restava altro che varcare il cancello di ingresso per svelare i molti misteri che custodiva quell’impenetrabile luogo.

Bosco del Sasseto

Il percorso che dovevamo eseguire a piedi è ad anello.

Lungo 3 Km e percorribile in circa 3 ore; ha una difficoltà medio facile e ci è stato consigliato di indossare un abbigliamento comodo, scarpe chiuse, portare acqua e un salutare spuntino. Le mamme presenti alla passeggiata con bimbi piccoli si sono attrezzate con marsupi o fasce poiché non è consentito l’accesso ai passeggini.
I miei figli di 4 e 8 anni sono riusciti a tenere il ritmo della camminata anche per la possibilità di poter fare delle soste. Il più piccolo, però, ha avuto sempre bisogno della mia mano per non scivolare tra i percorsi rocciosi, spesso accidentati.

Man mano che entravamo nel bosco avevamo la sensazione che qualcuno ci stesse spiando o qualcosa, da un momento all’altro potesse spuntare, come un folletto, un elfo o addirittura… una FATA!

Ma sì, era proprio lei, fata Smemorina!

Con il suo lungo e verdeggiante cappotto e il fascino proprio di una creatura leggendaria, ha dato avvio ad un entusiasmante spettacolo itinerante destinato a coinvolgere grandi e piccini. Uno spettacolo fatto di giochi di parole, nonsense, esperienze sensoriali e di momenti di lettura ad alta voce di racconti dei molti abitanti del bosco.

Una rappresentazione che ha permesso ai bambini di riappropriarsi dei loro i cinque sensi, di sentirsi uniti e far parte di una natura incontaminata e suggestiva scoprendo i segreti racchiusi nei magici scrigni della flora e fauna.
Per noi umani visitatori è stato un piacere perderci tra i sentieri della fantasia e in un posto unico al mondo.

ll costo delle visite ordinarie è di €6/adulto, €4/bambini di età compresa tra 7-14 anni o adulti over 65 e gratuito al di sotto dei 6 anni.

E’ sempre richiesta la prenotazione tramite email.
Il biglietto comprende: Bosco del Sasseto, servizio di accompagnamento, Museo del Fiore, ingresso ridotto al Museo della Città Civico e Diocesano di Acquapendente.

Prezzi e prenotazioni

Per gli eventi teatralizzati, come la fata Smemorina, il costo varia (intero €10, ridotto €8). Tutte queste attività sono coordinate dalla Cooperativa “L’Ape regina” e Agenzia “L’Ape Viaggi” (http://laperegina.it/turismo/bosco-monumentale-del-sasseto/) per valorizzare il patrimonio storico-ambientale ed incentivare il turismo nella cittadina di Acquapendente e le sue caratteristiche frazioni, Torre Alfina e Trevinano.

Attiva e sempre aggiornata anche la pagina Facebook dove trovare le date e gli orari delle escursioni specifiche per i bambini. Anche il Castello è aperto al pubblico ma bisogna far riferimento al sitoi dove sono indicati gli ingressi per ogni mese. ll costo del biglietto è di €5 e non serve la prenotazione. Non abbiamo visitato il Castello ma il Museo del Fiore, un piccolo museo naturalistico realizzato all’interno del “Casale Giardino” nella Riserva naturale Monte Rufeno a circa 10 minuti di auto dal Castello.
E’ suddiviso in varie sezioni, con più di 300 campioni di piante essiccate, un erbario e giochi interattivi sui fiori. Un box dei profumi che dà la possibilità di annusare le fragranze di molte essenze vegetali e un diorama che presenta la fauna dei boschi della zona.
La tradizione del fiore da queste parti è di casa anche con la festa dei Pugnaloni!

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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