Vado alle slot e parcheggio il bimbo al baby parking

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Ultima modifica 4 Gennaio 2016

Purtroppo non è uno scherzo.

Mentre a Milano c’è chi cerca in tutti i modi di  bloccare l ‘apertura delle sale da gioco,  a Cesano Maderno c’è chi a giocare alle slot ci va con i figli e poi li parcheggia alla baby sitter.

L’accesso alle sale gioco per i minori è vietato per legge, ma una sala giochi esterna è consentita. 
Ora, in questo caso, la linea è veramente sottile: la sala giochi degli adulti è al piano terra, quella per i bambini al piano superiore. L’atrio però è lo stesso e i bambini devono percorrere un breve tratto prima di poter salire, dove la fanno da padrone fumo e poca luce, oltre la visione di una schiera di macchinette. La porta è una sola, gli ambienti sono separati ma il passaggio è obbligato.

Un passaggio in mezzo alle slot, in mezzo alla gente che gioca in maniera compulsiva. Il problema non è la legalità o meno della situazione di questa specifica sala da gioco, la vera questione è che i genitori portano i figli insieme a loro a respirare fin da piccoli l’aria del gioco d’azzardo. La questione è che il sistema che c’è alla base è profondamente sbagliato: invece di chiudere le case da gioco le si agevola, permettendo con un abile escamotage  a tutti i vari Bingo e simili di usufruire di servizi che non dovrebbero neanche lontanamente avere.
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Li si agevola, e di molto. Sì, perché se almeno un genitore dovesse fare la fatica di trovare la baby sitter a cui affidare il bambino mentre lui o lei va a giocare, forse ci penserebbe un po’ di più. Così, invece, è talmente facile, un gioco da ragazzi. Si prende il figlio e, come un pacco postale qualsiasi, lo si parcheggia dalla baby sitter messa a disposizione dalla sala gioco. Di cui non vogliamo discutere la bravura o la professionalità, sarà senz’altro una persona competente e con l’esperienza necessaria per rapportarsi con i bambini di tutte le età. Ma i bambini che vengono lasciati lì mentre i genitori vanno a spendere soldi giocando a bingo, alle slot o quant’altro, che impressioni possono avere?

Oltre al fumo e all’aria malsana di questo posto, cosa resterà loro? Un’impressione di desolazione, tristezza, povertà e malattia. Si abitueranno al gioco patologico, per loro diventerà normale vedere persone che passano le giornate a fissare immobili una macchinetta. Il che è già uno spettacolo desolante di per sé, ma siamo sicuri che ai bambini debba essere permesso di respirare tutto questo squallore? Uno squallore che, anche se non intravederanno in prima persona,l riusciranno certamente a percepire al di là del muro, camminando nel corridoio oscuro con tutti quei rumori e quelle strane luci.

Il rischio di assimilare il comportamento compulsivo dei giocatori d’azzardo è reale e concreto.  Se un padre o una madre, o entrambi, non riescono proprio a resistere alla tentazione di giocare d’azzardo, perché invece di portarsi dietro il figlio (o i figli) non lo lasciano a divertirsi in una ludoteca cittadina? Magari, così, risparmierebbero a lui (e a se stessi) uno spettacolo davvero umiliante.

Monica Volta

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