Voglio una scuola… sexy!

Ultima modifica 14 Ottobre 2019

Mio figlio ha otto anni ormai nel pieno della sua avventura nel mondo delle scuole elementari.
Non è stato facile all’inizio. Il cambiamento è stato radicale, troppo per la sua testolina abituata al gioco e alle attenzioni delle maestre.
Avevo scritto qui dei suoi primi giorni difficili ma ora son passati, ora si va a scuola con un bel sorriso e con la giusta dose di allegria. E aspettarlo all’uscita da scuola è un bel momento di tutte le mie giornate di mamma. E posso osservare meglio e ancora di più che alla materna la differenza generale fra bimbi e bimbe.
Maschi e femmine. Due mondi, esattamente come da adulti davvero diversissimi.scuola sexy

Partendo dalla consapevolezza che ognuno di noi è diverso e unico ci sono caratteristiche di genere che in qualche modo ci raccolgono un po’ tutti.
Chiarisco che non sono una femminista perché odio gli estremismi, di qualsiasi genere.
Ma permettetemi di dirlo senza scatenare un putiferio: le femminucce sono tre e ribadisco tre volte più sveglie dei colleghi maschietti. Sveglie, reattive, smaliziate e audaci.

I maschietti? Un pallone qualche botta qua e la e basta. Fine.
In una parola …”basici”. Ma, e non perché il mio nanetto è un maschietto, amo questo loro essere… semplici, chiari, limpidi e lineari. Poche chiacchiere. Le femmine parlano ore, i maschietti corrono…

Poi leggi notizie  che ti lasciano basita. Ma che capisci bene.
Perché che i tempi sono cambiati e di conseguenza anche noi e i nostri figli, è un dato di fatto.
Inevitabile e inconfutabilmente vero.
Una maestra, come ogni anno, sceglie di dare un tema da svolgere “la scuola che vorrei” chiedendo ai bambini di raccontare, liberamente, come vorrebbero la scuola dei sogni.
Consegnando ogni anno lo stesso tema ha visto nelle parole stesse dei bambini il cambiamento.
Ma forse non si aspettava un tale cambiamento, e soprattutto nel mondo femminile.
Anche se, a mente fredda è effettivamente lì che c’è stato in maggior modo e quantità il più vasto cambiamento sociale.

Una volta i racconti parlavano di piccole donne che sognano di diventare ballerine, maestre e pattinatrici.
Fatine e bambole a scuola.
I maschietti con Maradona in cattedra e un vero campo da calcio in cortile.

Passano anni e ora? I maschietti sono sempre li. Maradona per qualcuno, Messi per altri. E un campo da calcio in cortile. L’ho detto prima…Basici. Le piccole donne? Corsi per imparare a vestirsi, a truccarsi e a diventare sexy! Me la vedo la maestra che corregge i temi e che legge, nella quasi totalità dell’universo femminile, espresso più o meno da tutti lo stesso desiderio. Desiderio di essere belle, di apparire.
Di migliorare se stesse si ma nell’aspetto esteriore. Fa un po’ paura non è vero ?

Fa paura, e anche un pochino tristezza, leggerlo nero su bianco. E non in un tema o due.
Ma sostanzialmente tutte. Chi più chi meno tutte…

E’ questa visione globale, unificata che mi spaventa. Questo modo di vedersi nel mondo e di vedersi tutte uguali.
Un aggettivo, sexy, che credevo, forse ingenuamente, non fosse nemmeno conosciuto da dalle bambine.
Perché comunque fa riferimento a qualcosa che ha a che vedere con il sesso e, e di questo son certa, non dovrebbe essere fra le parole di interesse per delle bambine. Voglio sperare che non ne siano del tutto consapevoli ma resta il fatto che il termine implica qualcosa di lontano, da tenere lontano.

Ovviamente tocca a noi, a noi genitori intervenire.
Bloccare questo modo di pensare così avvilente e riduttivo per una donna in formazione.
Capisco che possa essere all’apparenza una lotta impari quella di combattere la società in cui viviamo. Quella società che ha dato alle donne tanta libertà di azione. Ma che non sempre sa bene come utilizzare
E che spesso, nel sbandierare la libertà dimentica come usarla al meglio. Scambiando la possibilità di fare di se ciò che si vuole con i soliti manifesti maschilisti.
In cui una donna è un oggetto e come tale va trattata.
Dovremmo ancora lottare. E nella lotta ricordarci che siamo noi a cambiare le cose.
E che quando vogliamo insegnare qualcosa ai nostri figli, soprattutto le cose importanti, bisogna farlo da subito, da piccoli. Perché se è vero che la società da spesso modelli non proprio da seguire ce ne sono anche di positivi.
Ci sono donne meravigliose, donne di talento. Donne con idee, passioni e convinzioni. Donne con opinioni precise.
Donne, mamme. Lavoratrici e casalinghe. Donne in attesa e pluri-mamme. Cambiare e migliorare è sempre possibile. Sempre.

Interveniamo. E il prima possibile. Facciamo…subito?

Nathalie Scopelliti

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