Week Ado- Lab: la ricerca della propria identità e il potere della rete.

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Anche quest’anno si è conclusa la Week Ado-Lab, settimana esperenziale per figli adottivi adolescenti.

Oltre i miei figli, c’erano altri 15 ragazze e ragazzi provenienti da tutta Italia e da dieci Paesi di origine. Un bel pot-pourri insomma di culture, colori e personalità.

I ragazzi si sono messi in gioco per affrontare insieme un percorso finalizzato alla ricerca della propria identità e del senso di appartenenza.

Week Ado- Lab

Si sono divertiti, hanno lavorato su sé stessi, hanno giocato e parlato tanto fra di loro.

È la terza edizione che viene fatta e, nuove entrate e qualche uscita a parte, il nucleo centrale del gruppo è sempre lo stesso. Un gruppo di ragazzi e ragazze che si frequentano ormai da anni e che vive il suo clou in questa intensissima settimana.
A parte il meraviglioso lavoro fatto, quello che mi ha colpito di più è quello che abbiamo vissuto durante l’ultimo giorno quando è stato fatto il lavoro conclusivo: un bellissimo flashmob nella magica Orvieto.

Nel gruppo dei ragazzi ci sono anche i figli di quella mamma di cui vi ho parlato tempo fa. Quella che era in bilico sul precipizio e che, insieme a suo figlio, nel burrone c’è caduta.

Il suo ragazzo è ora in comunità dove dovrà stare per un periodo di tempo abbastanza lungo, per cui lui non ha potuto partecipare alla week a cui era invece presente il fratello maggiore.

Questo ragazzo è uno dei tasselli del gruppo e la sua assenza, così come le ragioni della sua assenza, si sono fatte sentire.

Consapevole della grande importanza che questo gruppo ha nella vita del figlio, la Simona (ovvio nome di fantasia) ha chiesto agli operatori che si occupano del figlio, la possibilità di farlo partecipare almeno all’ultima giornata.
Nonostante quanto si dica in generale in questo periodo sui servizi che girano intorno ai ragazzi dopo gli episodi di Reggio Emilia e le esperienze che mi hanno raccontato molte famiglie in giro per l’Italia, sul nostro territorio i servizi, specie quelli legati al tribunale dei minori, funzionano.
Generalmente funzionano in maniera efficace. Lo dico perché parte del mio lavoro come mediatore penale lo svolgo proprio a contatto con questa realtà.
Così, grazie alla sensibilità e ad un impegno comune è stato permesso a Luca (anche in questo caso la fantasia è d’obbligo) di partecipare a questo momento importante per il gruppo.

A sorpresa Luca ha raggiunto i suoi “fratelli”, perché così si sentono fra loro.

Al suo arrivo, è iniziata una giornata piena di emozioni e questa fratellanza si potuta vedere negli occhi di tutti: ragazzi e genitori.

A fine giornata Simona mi ha mandato questo scritto, che condivido nuovamente con voi. In tanti mi avete chiesto di suo figlio…

Che giornata ieri.

il potere della rete

Per definirla trovo solo questo pensiero: una giornata in bilico.

In bilico fra le emozioni che sono fluite liquide.
Gioia, nostalgia, dolore, tristezza, entusiasmo, speranza si sono presentate alternandosi con grande rapidità.

La felicità di Luca e gli altri ragazzi di poter godere della sua presenza almeno un giorno, nostalgia da parte di tutti per i giorni persi, tante risate insieme.

Non è mancato il momento di disperazione x Luca quando ha realizzato a cosa ha dovuto rinunciare per le cavolate fatte e cosa ancora potrebbe perdere.

Gioia e dolore x R. (il fratello grande N.d.R.) che soffre in silenzio, per non aggravare il mio dolore, della lontananza del fratello. E noi,il loro padre ed io, siamo stati spettatori discreti di questa giornata lasciando ai ragazzi lo spazio di cui avevano bisogno.

Ho osservato i loro sorrisi, le loro risate. Sono intervenuta in punta di piedi nel momento del dolore profondo di Luca. L’ho accarezzato, annusato e abbracciato stretto ma lasciato libero di stare con i suoi amici. Quelli veri, quelli sani, quelli che nutrono il bene nell’anima. Ho visto in diretta la forza che sanno infondersi fra loro, il coraggio che mostrano nonostante le mille paure e mattane.

Ho visto cosa significa
accogliere con il cuore
e senza giudizio.

Insomma ieri ho visto ĽAMORE quello vero ed ho pianto.

Questo messaggio ha molto emozionato tutti noi genitori perché abbiamo capito che è stato proprio l’amore, nelle sue tante declinazioni, a dare forza a tutti i ragazzi. A Luca e R. in particolare. Siamo convinti che questo affetto per Luca non si scalfirà nel tempo.
Un affetto che non rischia assolutamente di andare perso perché lui, in sole poche ore, ha dimostrato quanto sia importante per il gruppo e quanto il gruppo sia vitale per lui.
Ha dimostrato quale guida rappresenti per i suoi amici, quanto stia maturando in questo periodo grazie a coloro che lo accompagnano e lo sorreggono in questo duro percorso. Soprattutto si è visto quanto impegno ci stia mettendo lui per rimediare e risalire.

E tutti noi, tutta questa grande famiglia, sa aspettare con amore.

Alla fine quello che si pensava un burrone orribile e senza scampo, si sta trasformando si in un volo verso il basso, ma dove a metà c’è una rete che permette di salvarsi.
Una fune tesa che punta verso la risalita, piena di nodi che aiutano a ritornare in alto, ma che va affrontata a forza di sudore e grande volontà di cambiamento.

Forza Luca, lassù ti aspettano tutti a braccia aperte.
La tua famiglia, i tuoi amici e adesso spero anche le nostre lettrici, tifano tutti per te.

Riminese trapiantata per amore in Umbria da ormai 18 anni. Ex dietista e mamma attempata, di due fantastici figli del cuore che arrivano dal Brasile. Ma il tempo passa e i figli crescono (e non sia mai avere mamma sempre fra i piedi) ho ripreso a studiare e sono diventata Mediatore familiare, civile e commerciale. E a breve...mediatore penale.

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