11 settembre 2001. Odissea a New York.

Ultima modifica 11 Settembre 2020

E’ una bella mattina di sole a New York.
Le vacanze sono finite da poco, la vita della Grande Mela riprende il suo ritmo.
Si cammina verso l’ufficio con in mano il solito bicchiere di cartone del caffè di Starbucks, modaiolo e conosciuto in tutto il mondo.
Una colazione veloce, è vero, ma almeno ci si gode ancora un po’ l’aria aperta e questa città che offre tanto, e che irradiata dai raggi del sole di settembre, sembra ancora più piacevole.

11 settembre.

Poi, all’improvviso, il cielo si squarcia, si infiamma, si sgretola sopra le teste dei newyorkesi … e, suo malgrado, entra nella storia, crea un nuovo “anno 0”, aggiunge una ricorrenza sui calendari di tutto il mondo, traccia una nuova Era: l’Era del Terrorismo.

Due aerei si sono schiantati contro le due torri del World Trade Center di New York.

E’ l’undici settembre dell’anno duemilauno.
Ma per tutti e per sempre sarà l’11 settembre.

La mano stringe ancora il caffè di Starbucks, modaiolo e uno dei simboli del successo americano, ma ora tutto sembra avere perso senso.
La gente per strada non fa più colazione. E’ pietrificata. Urla. Scappa. Si ferma.
Guarda il cielo, le fiamme. Piange.

In pochi minuti le due torri, i due pilastri che facevano solletico al cielo, le due vele che svettavano alte e scintillanti, si fanno sempre più piccole, si accartocciano, risucchiate verso il basso in una palla di fuoco, fumo e polvere. E intorno si intravedono corpi lanciarsi nel vuoto, un tentativo disperato di scampare all’inferno. Sembrano gabbiani in volo.

Quello che accade dopo è un susseguirsi di immagini, filmati, testimonianze e numeri che non ci abbandoneranno mai.

Tremila vittime civili di 70 nazionalità diverse, tra cui più di trecento vigili del fuoco.

Una ecatombe attribuita ad un attacco terroristico di matrice fondamentalista islamica, anche se alcuni dubbi su una possibile ideazione da parte delle alte sfere politiche americane continuano, a distanza di 12 anni, a rimanere forti.

Famiglie distrutte, vite perse, sogni infranti.

E una nuova generazione che, ormai come un automatismo, guarda al cielo con timore quando qualche aereo, tracciando la sua rotta, infrange per qualche secondo il rumore del quotidiano.

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1 COMMENT

  1. In queste righe ho rivissuto il momento e la violenta emozione delle immagini di allora, che tu hai saputo ripercorrere.
    le tue parole sanno cogliere la vera essenza della tragedia, trascrivono la tragedia. I miei più sinceri complimenti per questa pillola di condivisione, senza retorica e ripetizioni… Grazie

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