194. Una legge fuori moda…

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Ultima modifica 30 Maggio 2013


Italia. Un paese bellissimo. Così ricco di storia e di posti bellissimi che in tutto il mondo le cose migliori sono italiane. Cibo, cultura, mare…E io aggiungerei civiltà. Libertà di espressione. E leggi. Forse suona ridicolo ma abbiamo leggi importanti. Non tutte forse ma anche giuste. Certo, bisognerebbe rispettarle. Ecco, questo è quello che manca davvero in Italia. Così sempre abituata a piangersi addosso e a fare la vittima che ogni scusa è buona per dare le sue colpe a qualcun altro. A guardare il proprio orticello e basta senza ricordarsi che non puoi vivere in una società curando solo il tuo giardino. Perché ogni nostra azione ricade anche sul prossimo in qualche modo e non è possibile solo girarsi dall’altra parte.

Ci sono tante leggi inutili, sbagliate, sbandierate, ignorate… Poi c’è la legge 194. Una legge sacrosanta. Una di quelle che va tutelata e protetta. Una legge giusta. Profondamente giusta. Perché sancisce una grande conquista femminile e sociale. La libertà di poter scegliere. E nonostante il nostro paese folle per tante cose questa legge e la sua applicazione le faceva onore. Perchè  non c’è vera giustizia se non si può scegliere…

A quanto pare però negli ultimi anni sempre più medici si sono professati obiettori di coscienza. Scelta legittima ci mancherebbe. Come potrei non essere d’accordo visto quanto ho scritto in precedenza? Ma questa scelta è diventata così largamente diffusa che la possibilità per una donna di interrompere la gravidanza sono altamente ridotte, in alcune zone ( ma anche nelle grandi città ) azzerate. E questo non è accettabile.

Perché la natura ha deciso che fossero le donne a portare avanti la vita. Ci ha dato tutti gli strumenti per farlo. Ma non tutte le donne sono davvero in grado di diventare madri. Ed esserlo è un cambiamento così radicale e profondo che non è una cosa per tutte. Essere in grado di procreare non vuol dire essere in grado di essere genitori e madri. E sono convinta che una società che voglia davvero considerarsi civile debba permettere ad una donna di scegliere se esserlo e quando.

Non possiamo mandare all’aria la lotta per avere questa legge giusta e ritornare ad una situazione di tanti anni fa quando le donne stavano male o morivano dopo interruzioni di gravidanza fatte senza la necessaria cura, procedura e assistenza post intervento. La tendenza sembra essere proprio questa. Perché il fatto che molte donne non trovino assistenza in alcuni casi non fermerà comunque l’aborto. Perché la paura, la necessità a volte non possono essere fermate. E nemmeno la violenza. Quante volte una donna violentata rimane incinta? Possiamo definire civile una società che obbliga una donna contro la sua volontà a subire una gravidanza che non vuole dopo una violenza che certo non ha scelto ? Molte sono le donne che hanno bisogno di questa legge. Che hanno bisogno di aiuto, tutela, protezione. E anche comprensione.

Si può non essere d’accordo. Ma non essere d’accordo con questa legge vuol dire semplicemente non applicarla su se stessi. Non si può e non si deve impedire però che venga consentito a chi invece pensa di doverne usufruire. E non è una scelta facile per nessuna donna. Io non credo che potrei mai farlo. Ma mai dire mai nella vita. Perché a volte ci ti devi trovare nelle cose per capirle davvero. Ma anche se non lo farei, anche se non capisco ne apprezzo chi pensa di utilizzare questa possibilità estrema con leggerezza non posso non pensare alle donne violentate, alle giovani donne e donne troppo giovani. A quelle donne vorrei che fosse fornito aiuto, conoscenza, assistenza. Ma se tutto ciò non fosse abbastanza è giusto che possano decidere di non diventare madri. Perché se non lo senti nel cuore non è partorendo che cambieranno le cose.

Dobbiamo tutelare questa legge e renderla accessibile a tutte le donne che sentono di doverla usare. In questa Italia spero di vivere e che non verrò delusa come per altri aspetti. Possiamo fare ancora molto per la prevenzione, l’informazione e per una pratica sessuale, specie fra i giovani, che sia un atto responsabile oltre che meraviglioso. Perché fare sesso può portare ad una gravidanza. Anche stando attenti, anche con tutte le precauzioni a volte. E la conseguenza è una vita. Una vita che dobbiamo tutelare al massimo. Perché arrivi quando voluta, cercata, attesa e da genitori pronti ad amarla. Prima di tutto. Prima ancora della propria vita.

Nathalie Scopelliti

 

1 COMMENT

  1. Se posso dire….c’è un grande affollamento quando si tratta di tutelare la vita che deve ancora venire. Ma quasi nessuno quando si tratta di garantire una vita dignitosa a chi è nato già.

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