33 anni dopo

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

 
La Corte di Cassazione ha emesso la sua sentenza definitiva: a distruggere e affondare nel mare di Ustica il DC9 Itavia è stato un missile.
Punto.

Ma chi sono gli assassini delle 81 persone innocenti ed ignare, questo la sentenza non lo dice.
Non lo sa!

La nostra magistratura ( la minuscola è voluta) non è stata in grado di accertarlo, visto che la verità è stata nascosta da una nebbia fittissima, da una spessa cortina fumogena, da depistaggi che la stessa Corte denuncia, ma i cui autori sono ancora sconosciuti, o, meglio, nascosti.
Sconosciuti? Ma chi si è trincerato dietro i “non so, io non c’ero, quella sera non toccava a me”?

Generali che ostentavano il petto pieno di medaglie, sembravano capitati lì per caso, chiamati a deporre nei lunghi e numerosi processi, nel corso delle travagliate indagini senza che loro avessero, nel migliore dei casi, nulla da dire, senza che loro fossero neppur lontanamente a conoscenza dei fatti che avevano portato all’inabissamento del DC9.
Salvo, poi,  rilasciare fantasiose dichiarazioni, lasciarsi andare ad ipotesi come la presenza di una bomba a bordo, errore del pilota o cedimento strutturale, dovuto a mille cause tra cui l’incuria dei proprietari dell’aeromobile.

usticaAnzi c’erano state dettagliate spiegazioni sul cedimento dovuto a corrosione del metallo a causa del pesce hawaiano trasportato dallo stesso aereo.
Non una parola sul perché in quelle ore i cieli italiani fossero oscurati, sul perché nessuna delle postazioni radar fosse accesa o, meglio, una serie di scuse campate per aria, una serie di non so, nessuno poteva sapere se una postazione, in quel momento, non stesse funzionando e se un’ altra fosse in preda ad un blackout, o se una terza….

Coincidenze, pure e semplici coincidenze, e con disarmante semplicità si scusavano : a volte capita!!!
Ma non esiste un coordinatore che venga immediatamente informato se una postazione radar si oscuri, anche temporaneamente e per una qualsiasi causa?
Nessuno, nel mare infinito dei nostrani militari semplici o graduati che coordini alcunché?
Se, in quel momento fossero stati lanciati 50 o più missili sulle nostre terre e città devastandole, nessuno se ne sarebbe potuto accorgere!?!

Un missile è stato armato, puntato e lanciato verso un bersaglio. Quale?
Il DC 9 itavia o verso quell’aereo fantasma che, secondo i servizi ( quelli segreti intendo) avrebbe sorvolato gli italici cieli con a bordo il dittatore libico Gheddafi, allora accusato di aiutare, quando non addestrare, il terrorismo internazionale?
Nessuna richiesta di permesso di sorvolo era stata inviata agli italici poteri, nemmeno quella di un innocuo aereo commerciale, senza passeggeri a bordo, dalle competenti autorità libiche, ma, sapete, i servizi segreti tutto sanno, e allora…

81 persone sono morte, uccise da una mano assassina e da mandanti e da complici, da fiancheggiatori e da depistanti.
Sono morte assassinate e nessun colpevole, dopo ben 33 anni, è stato individuato!
Ma se gli assassini e i mandanti sono ignoti, ci sono altri noti colpevoli!

Coloro che, volutamente alzando cortine fumogene, depistando, nascondendo la verità e negando di conoscerla, hanno volutamente sparato a zero sull’ Itavia e sul suo proprietario causandone la morte civile.
Si, la morte civile, perché con la bugiarda asserzione che il tutto era dovuto ad un cedimento strutturale, all’ incoscienza, alla sete di guadagno, alla dovizia di particolari tecnici con i quali era dettagliatamente spiegata la corrosione delle strutture, chi, ripeto, chi avrebbe osato volare con la compagnia?
Nessuno!! E due mesi dopo nessun aereo Itavia si alzò più in volo, ma la compagnia non fallì, non aveva debiti, si spense nel nulla così come le altre sette imprese di Aldo Davanzali che da milionario diventò, all’improvviso, nullatenente.

Fu denunciato, ed in seguito assolto, dall’accusa di aver portato fondi all’estero, ma l’accusa di strage a lui imputata, non fu mai accantonata ed è ancora lì anche dopo la sua morte.
Lo hanno sommerso di infamia, gli hanno buttato addosso tutta la melma possibile, da personaggio importante e di successo, di cui molti vantavano l’amicizia, era diventato un reietto, un paria il cui solo contatto poteva infettare il malcapitato che gli si avvicinava.
Ha perso tutto, onore e denaro, nonostante le sue proteste di innocenza, nonostante  lui desse la colpa al missile, ma nessuno lo ascoltava e più lui gridava più lo sommergevano di infamia, più alzavano il tiro, più armavano bocche da fuoco.

Ora lui è morto, di morte naturale, nessuno ha imbracciato un arma, lui, sicuro della sua innocenza non si è suicidato, ma lo hanno comunque ucciso.
Ci sarà qualcuno che sarà condannato a pagare?
Ci sarà qualcuno che potrà venir indicato a dito come l’assassino di 81 + 1 persona?

O finirà tutto sotto silenzio e i colpevoli potranno dormire tranquilli sotto le loro lenzuola di seta?

Non ci sono solo i Priebke, altri assassini vivono tra noi e questi ultimi impuniti!!!

 

Nonna Lì

 

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