Ultima modifica 20 Giugno 2019

I bambini sono così diversi che a guardarli in faccia tutti, al mattino, ti confonde.
Difficilmente ti spieghi come fai a farli partire tutti insieme.
Ognuno avrebbe bisogno di più tempo, meno tempo, più silenzio, meno silenzio, più attenzioni, meno attenzione, più luce, meno luce.

Ma si va. Si parte insieme e poi si modula il modulabile.

Mi sono venuti in mente i bambini che entrano in anticipo, cioè quei bambini che dal 2009/2010 possono entrare a scuola se compiono i 6 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.
Sono bambini entrati a scuola prima per motivi che non sto qui a dire, perché ciascuno poi ne ha uno proprio e valido.
Ne abbiamo avuti e continuiamo ad averne.

Loro, i bambini in anticipo, sono un mondo da proteggere.

Ormai, didatticamente parlando, sappiamo cosa fare, a partire da un’accoglienza più morbida secondo necessità, da un alto controllo delle reazioni durante le attività, dal richiamo frequente per il mantenimento dell’attenzione fino al freno nei tempi di lavoro, se si trovano in affanno.
Sono bambini più piccini degli altri e magari meno propensi all’attività statica, ma non per questo la loro capacità di apprendimento è meno potente.event_berceuses-pour-les-petits_309184

Per loro, più che per gli altri, è necessario scoprirne i punti di forza, in modo da avere una solida base di sicurezza che faccia ogni volta da richiamo: un “oggetto di transizione scolastico” che il bambino possa portarsi dietro nelle varie attività come un Teddy Bear.

Sì, perché come un’insicurezza può invadere ogni campo dell’apprendimento, così anche un qualcosa che riesce può illuminare ogni attività, per far tornare a galla quell’ Io sono capace, fondamentale.
Ogni piccolo talento va entusiasmato (certo che lo si fa per tutti, ma per loro è vitale) e faccio un piccolo esempio: se la precisione è un punto di forza, nonostante giochi a discapito del ritmo di lavoro, non importa. Si velocizzerà.

E’ necessario saper attendere.

Se gli facciamo capire che la sua precisione deve soccombere alla fretta, è chiaro che il bimbo si demotiverà su tutto.

Spesso i bambini in anticipo si sentono indietro fin dalla partenza, perché il genitore che manda a scuola un figlio prima del tempo, qualche dubbio nel cassetto lo ha sempre e, devo dire, a ragione.

Questo, ovviamente anche non volendo, viene assorbito dal bambino che è inevitabilmente più fragile e sensibile agli insuccessi e non solo alla scuola primaria.
Ecco, a questo dubbio ragionevole, deve corrispondere un atteggiamento preparato a superare piccoli scogli in modo sereno e consapevole, affinché questi non diventino alti il doppio.
Voglio dire che bisogna andare attrezzati, giocare d’anticipo.

Ci sono bambini anticipatari capaci di stare al passo perfettamente sia negli apprendimenti, sia nell’atteggiamento. Poi ci sono quei bambini che hanno bisogno di condensare il loro tempo di crescita in minor tempo degli altri e, se quella è stata la scelta, allora deve essere sostenuta adeguatamente: è un loro diritto.

Dobbiamo magari aspettarci delle battute d’arresto nei passaggi critici a nuovi argomenti, nei passaggi di anno in anno e negli anni-ponte (tra gradi di scuola), senza allarmarci.

Possiamo, in quei periodi, essere più presenti come genitori e fornire un maggiore aiuto… o, semplicemente, più abbracci. Possiamo anche mettere in atto un ” aspettarci di meno”, a favore di una sicurezza in costruzione, che fa più bene dell’aiuto indiscriminato per stare alla pari con gli altri.
Saper stare è fondamentale (in accordo con la scuola).

Sono bambini a cui spesso si chiede tanto e le loro conquiste, anche minime, vanno festeggiate il doppio.bambini in anticipo

Sono bambini che spesso ci sorprendono, perché nella loro freschezza è il loro punto di forza.
Il loro entusiasmo e la loro spontaneità sono ancora più verdi rispetto agli altri e a volte le loro risposte sono “piccole” e logiche, ma di una logica disarmante che ti lascia a bocca aperta.
Se in classe tutto il diverso porta la sua ricchezza, sicuramente i bambini in anticipo non sono da meno.

® Riproduzione Riservata

Volevo fare l’archeologa… invece sono moglie, mamma, sorella e maestra e per me è più che sufficiente, anzi, ottimo. Sono una donna “orgogliosamente media”, ma decisamente realizzata, che non si annoia neanche un po’…

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