Ultima modifica 19 Agosto 2017

Caro Agostino, bambino mio, anche se sei ancora piccolo, mi hai già insegnato tante cose. La più importante di tutte è che non esistono i “no”. Che c’è sempre un “sì”, una possibilità, una speranza in ogni situazione.
L’ho capito quando un giorno hai fatto un gesto banale per tutti i bambini, ma non per te. Ti sei toccato il volto con il piccolo pugno per dire “mamma” nella tua nuova lingua, quella dei segni.
Ma all’inizio, per me, è stato difficile. Quando sei nato, non respiravi, dopo 20 giorni hanno operato il tuo cuoricino e poi ancora tante altre operazioni. Sei rimasto 8 mesi disteso in un letto. Caro amore, pensavo di non farcela, pensavo di essere sola, ma c’eri tu. Anche se non volevi neppure essere toccato.
E poi io e il tuo papà ti abbiamo portato alla Lega del Filo d’Oro, dove abbiamo trovato tante persone disposte a trovare quei “sì” che nessuno aveva ancora visto….

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Inizia così la toccante lettera di mamma Samuela, indirizzata a suo figlio Agostino, nato con la sindrome di Charge, una patologia rara che comporta gravi problemi all’udito e alla vita, difficoltà nel respirare, malformazioni cardiache e ritardi nella crescita.

Sono molte le mamme che, come Samuela, affrontano la loro vita al fianco di un bambino affetto da disabilità, ma che non demordono, anzi. Tirano fuori tutto il loro esseremamma, e con il loro amore riescono a superare ogni ostacolo.

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Le prospettive di Samuela sono decisamente cambiate, quando dopo aver trascorso con suo figlio 8 mesi in ospedale all’interno del quale Agostino era trattato come ‘un malato’,  ha deciso di affidarsi alle cure dello staff di Lega del Filo d’Oro.

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Il piccolo ha iniziato ad imparare il linguaggio dei segni, e a fare progressi giorno dopo giorno. Inutile dire cosa può aver significato questo per Samuela, vedere finalmente suo figlio al centro dell’attenzione, seguito e curato da uno staff medico che ha creato e sviluppato un programma di fisioterapia apposta per lui.

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Per poter aiutare i genitori, e supportarli  offrendo loro il massimo sostegno per poter stare vicino ai loro figli, la Lega del Filo d’Oro ha bisogno di aiuto.
Ecco perché è nato Adotta un mondo di sì  dove gli altri dicono NO, la Lega del Filo d’Oro risponde con un “Sì, si può fare”, lavorando sui residui. 

Basta quindi dire: non si può, non si riesce, non è possibile.

Certo i bambini hanno delle problematiche, ma questo non vuol dire che possano comunque imparare, fino a raggiungere un buon grado della qualità della vita. La campagna nasce per cercare donazioni regolari, persone che vogliono contribuire a dare una chance ad un bambino, per migliorare la sua vita.
Sul sito troviamo diverse testimonianze di chi ci ha già creduto, la lettera di Samuela e la possibilità di diventare noi stessi parte di questa grande famiglia.

Mamma di due bellissimi bambini, amante della vita. Adoro leggere e passo la maggior parte del mio tempo a girovagare in rete, alla ricerca di qualche cosa di interessante.

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