Ultima modifica 13 Marzo 2017

La notizia è di ieri, la corte ha deciso, la giustizia ha deciso: la bimba non ritornerà dai genitori naturali, ma, dichiarata adottabile, resterà per sempre con i genitori affidatari.
Persone con le quali vive da sempre.

Questo è il problema, il più grande, questa bimba ha trascorso tutti, tranne i suoi primissimi, pochi, mesi, in affidamento!

Ora ha 6 anni, chiama papà e mamma le persone che le sono vicine, che l’accudiscono, che hanno condiviso con lei i suoi giochi, le sue gioie ed i suoi pianti, che le hanno e le stanno insegnando a vivere, che la amano e che lei ama.

Sarebbe stato possibile per quei coniugi, e i loro figli naturali, se li hanno, agire diversamente?
Vivere e farle vivere tutti questi anni nel distacco, nell’incertezza?
Tenendo sempre presente che altre persone, a lei sconosciute, l’avevevano desiderata, aspettata, amata?

Credo di No.

Ma,  ‘quelle persone’ ci sono, esistono.
La sua mamma ed il suo papà naturali, coppia di genitori-nonni data l’età ( 75 anni lui, 63 lei ) avevano presentato ricorso avverso quella sentenza che aveva strappato la piccola dalle loro braccia. Sentenza di abbandono, peraltro poi rivelata infondata.

6 anni per il ricorso, periodo durante il quale la bimba è stata tenuta all’oscuro di tutto.
Come avrebbe potuto vivere serenamente la sua infanzia, i suoi primi anni?
La sua vita sarebbe stata gravissimamente segnata, tutta la sua vita, qualunque fosse stato l’esito del ricorso che avrebbe potuto anche riconsegnarla si suoi genitori naturali, ma a lei sconosciuti e strapparla a quelli che credeva tali.

Che brutto pasticcio! Che inqualificabile mancanza di empatia!

Ma c’è qualcuno che si preoccupa veramente di non creare o almeno sciogliere in brevissimo tempo questi nodi gordiani? Era un caso da trattare con la massima celerità, ora è tardi anche se, forse egoisticamente, questa volta è meglio così!

Sapete, genitori così anziani, vanno sicuramente incontro a grandi difficoltà con il passare del tempo…

Fanno ricorso alle metodologie ed escamotage che la tecnica e la scenza moderna mette a disposizione di coloro che, per età avanzata e/o impossibilità a generare lo fanno per il loro esclusivo desiderio, per una loro sentità necessità, senza però pensare alle conseguenze per i loro figli.

Un figlio ha dei bisogni, delle necessità, che non possono essere soddisfatti se i genitori non sono in grado di provvedere, per tanti e vari motivi, uno fra tutti l’età.

Se il nostro corpo, parlo di quello delle donne, cessa di essere fertile, ci sarà ben una ragione, rifletere e accettarlo con semplicità è un dovere,

Diverso, naturalmente è il caso di ragazze fertili che, per i più svariati motivi, non riescono o non possono concepire, qui la scienza è benvenuta.

Ma ricordiamo che est modus in rebus, tutto non si può avere e non ci si può permettere tutto a scapito di altri.

Ecco è chiaro che io non ero e non sono d’accordo con le gravidanze tardive: c’è un tempo per essere nonne e uno per essere mamme e questo vale anche per i papà anche se a loro il corpo concede, a volte, lunga fertilità.

Tornando alla bimba, penso che sia stata presa una decisione giusta, la migliore possibile, quella che farà meno male, alla bimba almeno.
Anche se rimane un dubbio…. e se quella bimba un giorno venisse a conoscenza dei fatti?
Come le saranno presentati? Qualcuno la preparerà alla sconvolgente notizia?
Saprà mai di essere stata adottata e se si con quale procedura?

Sono una giovane ragazza dai capelli bianchi, un vulcano di curiosità con una voglia irrefrenabile di sorseggiare la vita, una fantasiosa e interessante signora piena di voglia di fare, dire, raccontare, condividere.

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