Adozione: vi presento Giuliana!

Ultima modifica 19 Dicembre 2015

giuliana3Questa che vado a raccontare è la storia di Giuliana e inizia nel 2000, quando dopo inutili tentativi andati a vuoto con la fecondazione assistita, preghiere e stress, lei e suo marito hanno capito che un figlio naturale non sarebbe arrivato. Iniziano a pensare all’adozione con i dubbi di ogni coppia e poi, presa la decisione, iniziano la trafila d’incontri, documenti. Dopo circa un anno ottengono il certificato d’idoneità all’adozione. La nostra coppia sceglie l’Ucraina.

Finalmente dopo anni di attesa arriva il momento di partire, il 2 luglio 2004. L’arrivo a Kiev è alle undici di sera e sono presi in consegna da Vitaliy, il loro angelo custode. Dopo alcune peripezie logistiche, il 5 luglio vanno all’appuntamento con il Centro Adozioni con l’interprete a disposizione. Lì incontrano la funzionaria psicologa che incomincia a far loro delle domande circa il bambino d’adottare. Giuliana e suo marito vorrebbero una figlia, al massimo di otto anni d’età.

La psicologa presenta loro il caso di una bimba di nove anni, appena resa adottabile e, ancora prima di una risposta, incomincia a telefonare per rintracciare la piccola. Giuliana e suo marito guardano i libroni sulla scrivania nella speranza di trovare una bimba più piccola, ma poi capiscono che una bambina per loro c’è già. Guardano la sua scheda e per puro caso vedono che è nata lo stesso giorno del loro anniversario di matrimonio. Alina!

Subito li colpisce la foto di Alina: una bambina spaurita dai grandi occhi grigi che sembrano dire “Sono qui e vi aspetto”.

Dopo soli due giorni la nostra coppia parte per andare alla colonia estiva, a tre ore di auto da Kiev, dove si trova Alina. All’arrivo la funzionaria scopre che Alina ha una sorella maggiore e qui, incominciano i problemi. In Ucraina non si possono separare i fratelli. La sorella di Alina, sedici anni compiuti, è tornata a vivere con suo padre (che non è lo stesso di Alina): la funzionaria concede l’autorizzazione e firma; poi li accompagna a incontrare la piccola.

Dopo un viaggio in aperta campagna, Giuliana e il marito arrivano in un posto brulicante di bambini. I piccoli si chiedono chi di loro sarà il fortunato. Li fanno accomodare in una stanza maleodorante e lì arriva un bambino con i capelli cortissimi. Almeno così credono; invece si tratta di Alina.

giuliana

Alina inizialmente è timida ma subito si abitua a questa coppia che dice di aver sognato una settimana prima e che chiama da subito “mama” e “papà”. Al momento dei saluti, tutti piangono e la nostra coppia capisce che Alina è la loro bambina, bionda con gli occhi grigi e dei piedoni enormi.

Tornati a Kiev, inizia la trafila burocratica per definire l’adozione. Lì scoprono la storia di Alina: sua madre ha trenta anni ed è divorziata ed è alcolista mentre il padre è morto quando la piccola aveva solo un anno.

Passano alcuni giorni e per ingannare l’attesa i nostri amici fanno acquisti per la piccola Alina: vestiti, biancheria, scarpe e anche un cappello per proteggerla dal sole. Comprano anche qualche regalo.

Nina l’interprete li avverte che tutto è pronto. Il giorno dopo in Tribunale – davanti ad un giudice austero e burbero, ottengono la sentenza immediata. Il 13 luglio alle ore 11 Alina diventa ufficialmente la loro bambina.

La coppia parte subito per il centro estivo per prendere la bambina. Alina corre incontro ai suoi genitori felice. Indossa subito i suoi nuovi vestiti e distribuisce le caramelle ai suoi amici. Il distacco da loro è straziante. Nel viaggio di ritorno Alina si addormenta in braccio a Giuliana: il nuovo senso di responsabilità la assale e lei si affida con il pensiero alla sua mamma Carmela, pregandola di aiutarla nel nuovo compito. Tornati in città, si procede subito alla preparazione dei documenti per l’espatrio: il passaporto.

A Kiev la nuova famiglia resta in attesa nel piccolo appartamento, messo a loro disposizione. Alina mangia molto, anche se non si fida delle cose che le sono offerte dai suoi nuovi genitori. Giuliana e suo marito scoprono che la loro bambina è patita di McDonald’s, ma ama anche la pizza. Poi scoprono che le piace guardare la televisione.giuliana2

Il giorno seguente Giuliana scopre che Alina in nove anni di vita ha solo una tazzina da tè sbeccata, un puffetto, un ombrello blu con un buco di sigaretta e un’immagine bellissima di San Nicola nel suo bagaglio, un piccolo zainetto.

I giorni dell’attesa scorrono veloci tra mercatini e negozi. La coppia incontra un’altra famiglia pugliese che aveva appena adottato una bambina di sei anni – Yana. Le piccole diventano subito amiche e loro possono scambiarsi impressioni e consigli. Giuliana racconta che – subito dopo aver preso Alina – sono stati abbandonati dagli interpreti: un bel problema capire e farsi capire. Con un po’ di fantasia e con l’aiuto dei gesti e di un dizionario, riescono ad arrangiarsi.

Il 25 luglio ripartono per l’Italia e Giuliana, suo marito e Alina si ritrovano in volo con altre otto coppie che tornano a casa con i loro bambini.

Sono passati anni (dieci per l’esattezza) e Giuliana non ci nasconde le difficoltà di assestamento e di adattamento, ma tutto è andato liscio e adesso Alina è una splendida donna di diciannove anni ed è la gioia di mamma e papà, come allora. Grazie Giuliana di aver condiviso con noi la tua storia!

Paola Lovera

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